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Teatro

Al Fenice Festival prima assoluta de "Il gorilla" di Jodorowsky

Organizzata da Comune di Poggibonsi, Fondazione MPS e Vernice Progetti Culturali. Fino al 18 maggio al teatro Politeama di Poggibonsi (SI)Organizzata da Comune di Poggibonsi, Fondazione MPS e Vernice Progetti Culturali. Fino al 18 maggio al teatro Politeama di Poggibonsi (SI) | Questa notizia fa parte dell'archivio. Clicca qui per vedere la sezione aggiornata

Dalle utopie post sessantottine alla prima assoluta del nuovo spettacolo di Alejandro Jodorowsky. Una giornata densa di appuntamenti quella di domani, venerdì 16 maggio, al teatro Politeama di Poggibonsi (SI) nell'ambito di "Fenice International Nine Arts Festival". Dopo il pranzo con Brontis e Alejandro Jodorowsky (ore 13 Politeama Caffè) si svolgerà una tavola rotonda per la sezione retrospettiva curata da Federico Ferrone e dedicata a "Utopie presenti a quarant'anni dal sessantotto". Alle 16,30 presso la Sala Set del teatro Politeama Marco De Poli e Marco Tarchi si interrogheranno su quali siano, dopo quella del '68, le utopie che viviamo oggi e se ci siano ancora margini, data la complessità globale, per cambiare il futuro. Alle 18,30 torna il grande cinema per la sezione "Uno sguardo al presente". Sarà proiettato l'affascinante e conturbante "Peur(s) du Noir", un esempio raro e molto interessante di cinema d'animazione d'autore. Una produzione francese costruito su sei episodi sul tema della paura del buio da parte di altrettanti grafici, illustratori, fumettisti di fama internazionale. Alle 21,30 andrà in scena la prima mondiale de "Il gorilla", pièce teatrale prodotta per Fenice Festival con la collaborazione di Vernice Progetti Culturali, regia di Alejandro Jodorowsky, con Brontis Jodorowsky (che recita in italiano), assistente alla regia Antonio Bertoli. "Il gorilla" è ispirato a "Relazione per un'Accademia" di Franz Kafka, traduzione di Antonio Bertoli (Produzione esecutiva Il Mutamento Zona Castalia). Lo spettacolo parte dall'idea surreale di un gorilla che, catturato in una spedizione di caccia e con un destino ormai tracciato (il giardino zoologico o il circo), riesce a costruirsi una via d'uscita diventando un essere umano, anzi un "uomo" di successo pienamente inserito nella società. L'Accademia sancisce questa sua riuscita condendogli una laurea ed un premio "honoris causa": la Relazione per un'Accademia (e il monologo) non è altro che il discorso che il Gorilla-Uomo tiene davanti agli "Illustrissimi Signori dell'Università" per ricevere questa onorificenza. Jodorowsky non solo prende la base surreale di Kafka ri-proiettandola in teatro - con tutta la forza che può acquisire il personaggio di una scimmia mascherata ed atteggiata da uomo nella "finzione" teatrale - ma la convoglia in più verso quello che costituisce il suo proprio versante di senso: la condanna delle convenzioni, della morale, della società e della cultura codificate, della gabbia razionale che chiude ogni individuo in se stesso ed impone solo il potere del denaro, lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, l'assoluta mancanza di senso. Se l'argomento è serio e l'intento altrettanto, il personaggio e lo sviluppo che ne dà Jodorowsky si prestano comunque ad una serie di gag e di colpi di scena estremamente divertenti e leggeri, mutuati sia dalla sua lunga esperienza nella pantomima che dalla stessa presenza fisica e capacità attoriale di Brontis Jodorowsky, acquisite nel suo protratto soggiorno nel Théâtre du Soleil, che donano alla messinscena una qualità surreale e al tempo stesso catartica, nella migliore tradizione del teatro dell'assurdo e dell'opera di quel singolare artista a tutto campo che è da sempre Alejandro Jodorowsky. "Fenice Festival": Fenice Festival nasce come un festival dedicato alle nove arti, alle loro contaminazioni e ai loro incontri, spesso creativi e fortuiti. Giunto alla sua terza edizione, si svolge dal 13 al 18 maggio per la prima volta in un‘unica settimana assumendo la fisionomia di un festival internazionale fortemente inserito nel contesto toscano, presso il teatro Politeama di Poggibonsi (www.politeama.info). Ha già ospitato fra gli altri Roger Corman, Peter Greenaway, Enki Bilal, Francisco Solano Lopez, Lawrence Ferlinghetti, Carlo Mazzacurati e tanti altri artisti italiani e internazionali, vantando quest'anno la presenza di Moebius, Daniele Biacchessi, Gaetano Liguori.
Fenice Festival è diretto da Michele Crocchiola e organizzato da Comune di Poggibonsi, Fondazione MPS e Vernice Progetti Culturali con il patrocinio della Provincia di Siena e in collaborazione con la Fondazione Niels Stensen e con la Politeama spa. Ingresso a pagamento. Biglietto proiezioni 5 euro, biglietto spettacoli 15 euro, abbonamento al festival 55 euro. Prevendite: cassa del Teatro Politeama, www.politeama.info, punti vendita del circuito Boxoffice toscano. Infoline: 0577 985697 - 329 4840635 - www.fenicefestival.it
Gli altri eventi di venerdì 16 maggio, ore 16,30 UTOPIE PRESENTI A QUARANT'ANNI DAL '68. Tavola rotonda con: Marco de Poli - tanti anni fa autore di un articolo per un giornalino di un liceo sulle ragazze che pensano e oggi regista di documentari e reportage dal sud del mondo. Marco Tarchi - politologo e professore ordinario presso l'Università di Firenze, mente brillante e provocatoria al servizio di un'analisi della situazione contingente globale. Quarant'anni fa era forte l'urgenza e la volontà di cambiare il mondo; accanto alle azioni, era significativa la spinta ideale e utopica di poter gettare le basi per una nuova realtà. L'eredità sessantottina è oggi - e non solo da oggi - sotto accusa, ma questa urgenza di ricercare orizzonti alternativi rimane e anzi si è fatta ancora più forte e incessante - coinvolgendo anche nuovi campi della coscienza collettiva. Ha ancora senso combattere per cambiare il proprio futuro e con quali utopie? E se in realtà l'utopia fosse il mondo in cui già viviamo, insostenibilmente orientato verso un orizzonte di benessere infinito? Ne parleranno insieme ospiti eterogenei ma tutti ugualmente capaci di non arrendersi davanti alle sfide che il 2008 - a quarant'anni dal '68 - ci pone giornalmente.
18,30 "PEUR(S) DU NOIR (Fears of the dark)" di Blutch, Charles Burns, Marie Caillou, Pierre di Sciullo, Lorenzo Mattotti, Richard McGuire (Francia 2007, 85 min, v.o. francese, sott. italiano). Chi non ha avuto paura del buio e del nero? Ciascuno di noi associa la propria infanzia con fobie più o meno razionali legate all'oscurità, a incubi dove nelle tenebre prendevano forma creature spaventose e universi irrazionali. Sei grandi illustratori e "fumettisti", tra cui il nostro Lorenzo Mattotti, hanno dato vita ai loro fantasmi d'infanzia (e talvolta anche d'adulti), rielaborando la loro paura dell'oscurità. Ne viene fuori un film d'animazione complesso e poetico, che intreccia racconti e stili diversi amalgamandoli in una sinfonia grafica sorprendente e originalissima, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma

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