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Valdelsa.net - Testata giornalistica on-line registrata presso il Tribunale di Siena il 15/02/2005 al n° 252. Registro della Stampa del Tribunale di Siena n° 1-2005 - Dir. Resp.: Federico Bertolucci
Dal venerdì 4 luglio al 18 settembre con un testo di Sergio Risaliti e Francesco Vossilla | Questa notizia fa parte dell'archivio. Clicca qui per vedere la sezione aggiornata
Aurelio Amendola, testimone delle grandiosità plastiche di Michelangelo, è allo stesso tempo narratore/illustratore dei protagonisti delle avanguardie del XX secolo, così come dimostrano la serie dei ritratti degli artisti e quella dedicata alle combustioni di Alberto Burri.
La mostra prende il titolo da un verso del sonetto 97 delle Rime di Michelangelo, in cui l'artista esprime l'inevitabile condizione dello spirito all'origine della ricerca artistica. Attraverso le immagini fotografiche di Amendola viene offerta allo spettatore una visione inedita dell'opera di Michelangelo e di Alberto Burri, dove quel foco che forgia l'opera diviene il trait d'union tra i due artisti.
Amendola agisce sul sottile confine tra uno sguardo nuovo e l'attesa. Ed è attraverso la trasfigurazione delle forme, il gioco delle luci e delle ombre, le riprese ravvicinate che il fotografo recupera una verginità della visione, la meraviglia del vedere mediante il dialogo. Non vi è dunque nel suo agire traccia alcuna dell'ostentazione virtuosistica dell'essere fotografo. Egli interroga Michelangelo, attende risposte, si pone in una condizione di ascolto e non di appropriazione, scoprendo ?il tempo sacro della riflessione e dell'ascolto?; rincorre la gestualità di Burri, indagando ed assecondando la volontà dell'artista in una organicità e sequenzialità inaspettatamente cinematografica.
L'immagine dell'opera scultorea non è per Amendola prodotto di consumo totalmente decontestualizzato, offerto ad un pubblico spesso ignaro tanto delle ragioni spirituali quanto di quelle storico-artistiche; la scultura diviene invece fonte di mistero, luogo della scoperta, dove l'occhio fotografico torna a far parlare la scultura di ciò che essa è e di ciò che essa può essere. In lui l'autorialità diventa forma di rigore intellettuale e non di esibizionismo nella vulgata mediatica della cultura.
Aurelio Amendola nasce a Pistoia. Sviluppa una particolare sensibilità per il mondo della scultura, documentando l'opera di Michelangelo, Donatello e interpretando luoghi quali San Pietro in Vaticano o le risaie nei dintorni di Vercelli, riuscendo a ritrarne gli scorci e i particolari più inaspettati. Nel 1994 il suo volume Un occhio su Michelangelo ha vinto il Premio Oscar Goldoni. Nel 1997 gli è stato conferito il Premio Cino da Pistoia. Importante è la sua lunga frequentazione con artisti contemporanei da De Chirico a Warhol, da Lichtenstein a Pomodoro. Amendola ha dedicato numerose monografie ai maggiori scultori e pittori contemporanei (Marino Marini, Burri, Kounellis...) collaborando con case editrici tra cui Federico Motta Editore, Franco Maria Ricci e Electa. Nel 2007 è stato il primo artista a presentare una mostra fotografica sulle opere scultoree di Michelangelo al Museo dell'Hermitage di San Pietroburgo.
orario di apertura
dal lunedì al venerdì ore 10,00-13,00/15, 30-19,30
sabato, domenica e festivi aperto su appuntamento
Catalogo in galleria. Coedizione Carlo Cambi, Siena - Spaziotempo, Firenze.
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