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Cultura

Il parco archoleogico di Dometaia a Colle di Val d'Elsa

Giacomo Baldini del Museo Archeologico Ranuccio Bianchi Bandinelli sull'intervento nel parco di Dometaia a Colle di Val d'ElsaGiacomo Baldini del Museo Archeologico Ranuccio Bianchi Bandinelli sull'intervento nel parco di Dometaia a Colle di Val d'Elsa | Questa notizia fa parte dell'archivio. Clicca qui per vedere la sezione aggiornata




Dal Chigi Zondadari al "Parco Archeologico di Dometaia": riflettendo sulla più antica storia di Colle di Val d'Elsa

Lo scorso marzo sono iniziati i lavori di realizzazione delle coperture delle strutture archeologiche a Dometaia, dove, entro il 2009, verrà inaugurato il parco archeologico. L'area rappresenta, per tutta la comunità colligiana, la culla delle proprie radici e la sua più profonda identità. Le prime ricerche archeologiche del territorio colligiano, infatti, sono state effettuate qui dal Marchese Bonaventura Chigi Zondadari, che ha lasciato preziose e precise relazioni in una delle più illustri riviste italiane. Di queste strutture, si sono occupati alcuni dei maggiori studiosi e intellettuali (R. Bianchi Bandinelli, G. De Marinis, E. Mattone-Vezzi), ad ulteriore conferma dell'importanza del complesso necropolare che ancora oggi rappresenta, per tipologia architettonica, un caso unico in Valdelsa.

L'ambito accademico conosceva bene questa realtà, ma solo con gli scavi svolti a partire dalla fine degli anni '60 dal Gruppo Archeologico Colligiano e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, anche tra i nostri concittadini, si è fatta forte la consapevolezza che la storia della città non è legata solo alle note vicende medievali o alle ferventi attività dell'età moderna. Non bisogna sottovalutare che, anche grazie a questi scavi, nel 1976 l'allora amministrazione comunale, con un impegno non indifferente, riuscì a inaugurare l'Antiquarium "Ranuccio Bianchi Bandinelli", primo nucleo di quello che, con il tempo, è diventato un punto di orgoglio della nostra comunità. La struttura, ormai da decenni, accoglie le scolaresche di tutto il circondario, sia senese che fiorentino, e spesso l'attività didattica è completata dalla visita alla necropoli di Dometaia, aperta a chiunque voglia visitarla. Proprio per questo motivo, con il tempo, si è posto un problema: con le visite guidate e le "gite fuori porta", i ragazzi e i cittadini di Colle capivano e conoscevano le proprie origini, ma contemporaneamente concorrevano a distruggerle.

Per questo, nel 2004, assieme all'amministrazione comunale e alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, ci siamo trovati di fronte ad un bivio: o si procedeva al reinterro delle tombe, alienandole alla fruizione di tutti, o si interveniva con un progetto di ampio respiro, seppur con un notevole impegno economico. Dometaia, inoltre, ha un storia unica e potenzialità enormi: si trova lungo un possibile percorso della via Francigena con numerose strutture ecclesiastiche nella zona (la chiesa di Badia a Coneo, la cappella di Montegabbro e la piccola chiesetta dei Santi Ippolito e Cassiano, dove, anche recentemente, la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana è intervenuta in uno scavo che ha dato notevoli risultati). L'area del Parco Archeologico di Dometaia si può caratterizzare come un polo di interesse di natura archeologica, ma è anche il primo e più importante nucleo di partenza per una serie di percorsi a carattere storico-naturalistici in cui gli attori principali saranno le pubbliche istituzioni, ma anche i privati, per far sì che la cultura, se adeguatamente supportata, diventi un volano per l'economia a bassa scala.

Per il momento, il "Parco Archeologico di Dometaia" sarà una nuova offerta che la città di Colle offrirà al visitatore, ma soprattutto una nuova proposta didattico-formativa per le scuole colligiane e del circondario: nel parco, infatti, saranno realizzati laboratori didattici, in specifici spazi attrezzati per accogliere in sicurezza e praticità operativa le scuole. Non bisogna sottovalutare, poi, che il parco che andiamo a realizzare è, al momento, la prima e unica area attrezzata della Valdelsa che illustri le vicende storiche legate all'occupazione del territorio in epoca etrusca. L'intervento è stato reso possibile grazie a un finanziamento della Regione Toscana concesso su bando finalizzato agli interventi sui beni culturali. La conferma della bontà del progetto di recupero dell'area di Dometaia è avvenuta mediante l'erogazione di un successivo finanziamento. L'investimento dell'amministrazione comunale ha consentito, così, di poter accedere a un totale di circa 500mila euro concessi dalla Regione Toscana su questa tipologia di interventi.

La sfida è quella di non perdere di vista gli obiettivi che una comunità ha il dovere di perseguire e, cioè, lo spazio identitario e la crescita del comune senso di civiltà.

Giacomo Baldini, Museo Archeologico "Ranuccio Bianchi Bandinelli"

Per saperne di più: www.museocolle.it/dometaia.htm

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