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Valdelsa.net - Testata giornalistica on-line registrata presso il Tribunale di Siena il 15/02/2005 al n° 252. Registro della Stampa del Tribunale di Siena n° 1-2005 - Dir. Resp.: Federico Bertolucci
Inaugura la rassegna 'Cinema e Lavoro' il capolavoro di Chaplin: Charlot e il progresso tecnologico che cambia il modo di lavorare. Illuminante | Questa notizia fa parte dell'archivio. Clicca qui per vedere la sezione aggiornata
CINEMA CLUB
Rassegna di CINEMA E LAVORO
Mercoledì 15 ottobre ore 21.30
"TEMPI MODERNI" di Charlie Chaplin
con Charles Chaplin, Paulette Goddard, Henry Bergman, Tiny Sandford, Allan Garcia, Lloyd Ingraham, Hank Mann, Luis Natheaux, Stanley Blystone, Sam Stein, Juana Sutton, Chester Conklin, Wilfred Lucas, John Rand, Jack Low, Dick Alexander, Cecil Reynolds, Mira McKinney, Heinie Conklin, Walter James, Edward Kimball
Charlot, operaio in una grande fabbrica metalmeccanica, la Electro Steel Corporation, è addetto a un nastro convogliatore. Il lavoro alla catena di montaggio ha ritmi estenuanti e tutto accade sotto gli occhi del padrone, grazie a un Impianto televisivo a circuito chiuso. la legge del profitto non solo porta ad accelerare continuamente i ritmi di lavoro ma induce anche a escogitare una macchina per l'alimentazione automatica degli operai, al fine di evitare ogni tipo di pausa:
Charlot è la cavia designata per l'esperimento, che si conclude con un disastro. Un giorno, mentre lavora alla catena di montaggio, Charlot ha una crisi da "esaurimento nervoso" e l'alienazione lo induce a ripetere meccanicamente i gesti cui è stato costretto, applicandoli a qualsiasi cosa o a chiunque gli capiti sotto tiro. Finisce in manicomio e, una volta dimesso, conosce la disoccupazione, quella della Grande Crisi. Nel corso di uno scontro tra operai e polizia, per un equivoco viene ritenuto il capo dei dimostranti e arrestato. In prigione, sotto l'effetto della cocaina che ha involontariamente assunto, impedisce una rivolta di detenuti, il che gli consente di ottenere una posizione privilegiata, ma purtroppo anche... un'anticipata scarcerazione. Di nuovo disoccupato nonostante le credenziali ottenute dal direttore della prigione, incontra "una figlia del porto che si rifiuta di patire la fame" (la "monella"), una ragazza che, orfana di madre, perde ben presto anche il padre e che, per non finire con le sorelle in un orfanotrofio, si unisce a lui. Insieme andranno a vivere, però in "camere separate", in una baracca. Ora la fabbrica riapre, ma solo per il tempo necessario a farsì che Charlot si esibisca nel gag della manutenzione dell'enorme macchina.
Poi l'operaio trova impiego come guardiano notturno in un grande magazzino. Qui, dopo aver vissuto con la monella per qualche ora da "signore", viene sorpreso da alcuni ex compagni di lavoro nella nuova veste di scassinatori, e tutto finisce con un ennesimo licenziamento. Mentre Charlot cerca la propria "liberta" facendosi di nuovo incarcerare, la monella viene ingaggiata come fantasista in un cabaret; in seguito riuscirà a far assumere anche Charlot nella duplice veste di cameriere e cantante. Sarebbe la felicità se l'intervento della polizia, che vorrebbe portare la ragazza all'orfanotrofio, non costringesse i due a una nuova fuga. Questa volta lontano dalla città, dai "tempi moderni", e con un motto di speranza: "Non darti per vinta, ce la caveremo.
Una pietra miliare della storia del cinema. Charlot, operaio alla catena, è vittima e cavia delle macchine che letteralmente lo 'mangiano' e lo mandano in tilt. Perde il posto, trova lavori occasionali, se ne va con una monella. Satira sociale in difesa della dignità dell'uomo contro il dominio della macchina. Almeno una mezza dozzina di scene memorabili e - paradossalmente, ma non troppo - di bruciante attualità.
Girato cinque anni dopo 'Luci della città' (1931) è un film sonoro, ma non parlato (con dialoghi ridotti a borbottii e una canzone con testo improvvisato in una lingua inventata (gramelot) ('Io cerco la titina'), scritta e cantata da Chaplin: per la prima e ultima volta il pubblico ascoltò la voce di Charlot, visto che questo film è il canto del cigno del più celebre vagabondo di tutti i tempi.
Innovativo il messaggio del film: è l'amore di coppia che salva l'individuo dal perdersi in una società sempre più alienante e ripetitiva (come già in 'Metropolis' di Fritz Lang), che permette all'uomo di liberarsi dalla rigidità di un mondo che vuole renderci schivi in nome del profitto mascherato da progresso.
Durante la lavorazione di 'Tempi Moderni' Chaplin fece coprire il suo teatro di posa, fino ad allora rimasto a cielo aperto. Le riprese durarono dieci mesi e mezzo: dopo aver pensato di girare con il sonoro parlato, alla fine Chaplin preferì l'assenza dei dialoghi perché insoddisfatto dei risultati. La scena dei pattini a rotelle richiese otto giorni di lavoro, per la costruzione di un trasparente adeguato (nel film Charlot pattina sul cornicione di una terrazza molto alta senza balaustra).
Il film, uno dei più apprezzati dell'intera storia cinematografica, è una schietta trasposizione dei tempi che Chaplin e l'umanità stavano attraversando. Lontano l'intento di un film di denuncia, fu piuttosto la visione innocente di un bambino di fronte alle storture incomprensibili ed ingiustificabili degli adulti.
Nel 1998 Tempi moderni venne scelto dall'American Film Institute come uno dei 100 film americani più importanti dei primi cento anni del cinema.
Capolavoro avanguardista e popolare al tempo stesso, moderno ed avveniristico quanto il "Metropolis"
di Fritz Lang e "L'eterna illusione" di Frank Capra, ma a differenza di questi si dimostra né apocalittico
né utopistico nei confronti di un' idea di industrializzazione caratterizzante lo stile di vita americano del
"New Deal". Si tratta di una satira umanista dove al centro è l'uomo che si oppone alla macchina:
l'uomo semplice e romantico, passionale ed estremo, ultimo baluardo contro la meccanizzazione totale.
Il lungometraggio, pur nella sua semplicità espressiva richiese un impegno fuori dal comune - le riprese durarono dall'11 Ottobre 1934 al 30 Agosto del '35 - : la scena del balletto sui pattini a rotelle richiese otto giorni di lavoro, quella all'interno del caffè, girata per ultima, richiese l'impiego di ben 250 comparse; il regista utilizzò per la realizzazione ben centomila metri di pellicola.
Jean-Luc Godard disse una volta che Chaplin, pur restando ai margini del cinema, ha riempito questi margini di un numero di "cose" infinitamente maggiore di qualsiasi altro uomo di cinema. Per "cose" specificò che intendeva idee, gag, intelligenza, onore, bellezza, gesti, ecc.
Curiosità: il bastone che Charlie Chaplin faceva roteare nel film è stato venduto all'asta, da Christies a Londra, per 47.800 sterline (quasi 70mila euro).
Francesca Montanari
Rassegna di CINEMA E LAVORO, un percorso che ci porterà ad osservare come (e quanto) il mondo del lavoro sia entrato nell'immaginario cinematografico. Proponiamo 3 film, contributi importanti per originalità, rigore e maestria: elementi di cinema assolutamente da ricordare o riscoprire nella loro diversità. Tre testimonianze peculiari di un mondo (del lavoro, e non solo) che cambia: così come il modo di interpretarlo, criticarlo e metterlo in scena.
"UN GIORNO PERFETTO" di Ferzan Ozpetek
Italia 2008, 95'
con Isabella Ferrari, Valerio Mastandrea, Stefania Sandrelli, Monica Guerritore, Nicole Grimaudo, Valerio Binasco, Angela Finocchiaro, Federico Costantini, Nicole Murgia
Quando l'ossessione amorosa sfocia in tragedia: Antonio, lasciato dalla moglie Emma, tornata a vivere con la madre con i due figli, non accetta l'abbandono e spera di riconquistarla. Ma non c'è soluzione, resta solo il rumore di alcuni spari... Il film di Ozpetek, con venature noir, racconta le 24 ore precedenti attraverso le vicende di personaggi legati ad Antonio ed Emma.
Ozpetek voleva Valeria Golino per il ruolo di Emma di 'Un giorno perfetto' ma lei era sul set di Theo Angelopoulos. Isabella Ferrari, che aveva letto il libro della Mazzucco e ne era rimasta folgorata, scrisse un sms in cui descriveva la 'sua' Emma, un messaggio per suggerire al regista, con cui aveva già lavorato in 'Saturno contro', che doveva scegliere lei, apparentemente così lontana dal quel tipo di femminilità. E' stato durante la prova costumi che Ozpetek ha capito che era perfetta per quella parte, se solo avesse messo su 3 o 4 chili. Isabella, entusiasta, è ingrassata di 9... Indimenticabile la sua camminata, unica come quella di Marilyn Monroe in 'Niagara'. Strabiliante l'esordio di Valerio Mastandrea nell'universo umano del regista italo-turco (che aveva pensato a Javier Bardem e poi a Fiorello per il ruolo di Antonio), il più convincente del pur pregevole cast, diventato, come sempre accade con Ozpetek, una grande famiglia, anche se stavolta l'argomento era molto più duro delle precedenti esperienze e meno 'personale'. La madre di Emma è interpretata da Stefania Sandrelli, che riporta in vita il fantasma di Adriana di 'Io la conoscevo bene' di Pietrangeli, un'Adriana sopravvissuta, che ha scelto di vivere, nonostante tutto...
Dopo le esperienze di Giorgia per 'La finestra di fronte' e di Neffa per 'Saturno contro', è Laura Pausini a prestare la voce per questo nuovo lavoro di Ozpetek, colaborando con il musicista Andrea Guerra, autore della colonna sonora.
La frase "...perchè io non voglio dimenticare, non la voglio una vita nuova, l'unica cosa che voglio io... è tornare con te."
Francesca Montanari
In programmazione sabato 11 e domenica 12 ottobre 2008
sabato 11 ore 20.00 - 22.00
domenica 12 ore 16.00 - 18.00 - 20.00 - 22.00
Da settembre 2008 il prezzo dei biglietti varia nel seguente modo: Interi 7 euro, ridotti (soci, minori di 8 anni, over 65 e categorie previste dalla legge) 5 euro. Inoltre è istituita la TESSERA SOCI DEL CINEMA CLUB che consente ingresso gratuito a tutte le iniziative riservate ai soci, biglietto ridotto a tutte le proiezioni e, dopo 8 timbri apposti ad ogni ingresso, permette un ingresso omaggio.
Teatro dei Varii
Via del Castello, 64 - Colle Val d'Elsa (Siena)
www.cinemanagement.it
13/08/2008, La Redazione di Valdelsa.net ringrazia inviato da Francesca Montanari
Grazie a lei, Virgil, per il commento. Gustiamoci la nuova puntata del serial, tanto attesa dagli appassionati di tutto il mondo, non incentrata (per fortuna, visto che il tema è ormai sterile) sui rapimenti alieni, con qualche colpo di scena, pauroso (ma non è un horror movie!). E illudiamoci (noi, gli spettatori insieme agli attori) che il tempo non sia passato....
13/08/2008, Complimenti inviato da Virgil
Volevo complimentarmi con la sig.na Montanari per questo articolo che è una vera boccata d'aria fresca rispetto alle pesanti critiche redatte da altri su questo film. Ancora complimenti.
BOLT - UN EROE A QUATTRO ZAMPE di Chris Williams e Byron Howard
CHANGELING di Clint Eastwood
TWILIGHT di Catherine Hardwicke
NESSUNA VERITA' di Ridley Scott
LA FIDANZATA DI PAPA' di Enrico Oldoini
L' UOMO CHE AMA di Maria Sole Tognazzi
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