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Valdelsa.net - Testata giornalistica on-line registrata presso il Tribunale di Siena il 15/02/2005 al n° 252. Registro della Stampa del Tribunale di Siena n° 1-2005 - Dir. Resp.: Federico Bertolucci
11-09-2008 SPESA PUBBLICA | Quanto spende la pubblica amministrazione toscana in appalti? Qual è l'impatto di tale spesa sull'economia regionale? Qual è la capacità delle imprese toscane di cogliere le opportunità offerte da una domanda pubblica che peraltro sempre di più risente di difficoltà di bilancio? Quali sono i tempi degli iter amministrativi e i margini di guadagno per le imprese in Toscana? A queste e altre domande risponde il rapporto "Il mercato degli appalti pubblici in Toscana", predisposto dall'Osservatorio regionale sui contratti pubblici. Ecco i dati di maggior rilievo.
La spesa pubblica in Toscana. Anche sulla base di alcuni dati forniti dall'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, il mercato regionale degli appalti pubblici rappresenta tra i 4 e i 5 miliardi di euro all'anno. Un dato che per circa un miliardo è formato dagli appalti per lavori pubblici e che per la parte restante rappresenta invece la spesa per forniture e servizi. È una cifra che si attesta oltre il 4% del Pil regionale e che non comprende la spesa delle sedi centrali dell'amministrazione statale, particolarmente rilevante per le opere infrastrutturali (si tratta di una spesa stimata tra il 2000 e il 2007 in ulteriori 400 milioni di euro all'anno)
Le opere pubbliche. Limitatamente alle opere pubbliche gli appalti aggiudicati in Toscana sono stati tra il 2000 e il 2007 41.003, con una media di circa 5.100 l'anno. I tre quarti di essi non superano, nell'importo a base di gara, i 150 mila euro. Complessivamente per lo stesso periodo la spesa per le opere è stata di 7.653 milioni di euro (circa 960 milioni all'anno), che diventano 10.558 ( 1.320 all'anno) se includiamo anche gli appalti dell'Anas e delle amministrazioni centrali dello Stato. Escludendo quest'ultime, alla spesa complessiva hanno contribuito soprattutto i comuni con 3.026 milioni.
I settori di intervento. Poco meno di un quarto della spesa (2.123 milioni negli otto anni è stata assorbita dalle opere stradali, seguite in questa graduatoria dalle opere di protezione e difesa del suolo (1.162), dall'edilizia sanitaria (882) e da quella sociale e scolastica (819). Aggregando i dati in un altro modo, quasi il 40% della spesa converge sull'edilizia (sanitaria, scolastica, sociale, culturale e ricreativa, abitativa...), mentre il 35% è destinato alle infrastrutture e il 20% all'ambiente e al territorio. La spesa delle amministrazioni centrali, invece, è quasi interamente concentrata sulle infrastrutture, in particolare quelle stradali.
La Toscana nel panorama nazionale. Nel decennio in corso la Toscana ha attratto il 6,5% degli investimenti in opere pubbliche dell'intero paese, una quota in linea con il peso della regione sia in termini di popolazione (6,1%) che di Pil (6,7%). Tale percentuale è variata notevolmente di anno in anno, dal 4,8% del 2004 al 12,2% del 2007, anno condizionato dal maxiappalto per il nodo ferroviario fiorentino.
Provincia per provincia. Il diverso coinvolgimento nelle opere infrastrutturali è un fattore determinante nella distribuzione territoriale della spesa. Si passa dalle province di Prato Pistoia e Arezzo,rispettivamente con 211, 234 e 240 euro in media all'anno per abitante, a Firenze, con 563 euro. Un buon rilancio hanno conosciuto negli anni più recenti le province tradizionalmente più svantaggiate come Massa Carrara (310) e Grosseto (446).
L'offerta e le imprese toscane. Abbastanza elevato è il numero di imprese che partecipano alle gare in Toscana, circa 29 per interventi di importo superiore ai 150 mila euro. Sottodimensionata piuttosto pare la partecipazione delle imprese toscane. Questo vale anche per le aggiudicazioni: per interventi superiori a 150 mila euro le imprese toscane rappresentano il 55,9% contro l'80% delle imprese lombarde in Lombardia.
La dimensione degli appalti. La Toscana continua a essere caratterizzata da un numero elevato di interventi medio-piccoli. Ogni anno su 5.300 procedure circa 4 mila riguardano interventi inferiori a 150 mila euro, che rappresentano appena un quinto dell'intera spesa.
I tempi dell'iter. È un indicatore importante dell'efficienza delle procedure. Per gli interventi superiori ai 150 mila euro trascorrono da 746 a 2.000 giorni per l'inizio dei lavori, con una media di 874 giorni, per espletare l'intero iter, progettazione compresa: tempi ancora lunghi, benché ancora inferiori a quelli nazionali (900 giorni). Il 43% di questo tempo (circa un anno) attiene alle varie procedure, il 57% alla progettazione (un anno e mezzo in media).
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