09-03-2010 CRISI ARTIGIANATO TOSCANA | La crisi è pesante per tutto il sistema toscano. Nell'artigianato si registra infatti un'ulteriore flessione del fatturato che, dopo il -8,0% del 2008, nel 2009 tocca il -15,4%. Anche l'occupazione artigiana perde, nel 2009, il 2,7%. Non molto diverse le risultanze dell'indagine congiunturale sulle micro imprese non iscritte all'albo dell'artigianato (imprese con meno di 10 addetti) che lasciano sul terreno, nel 2009, il 10% in termini di fatturato ed il 2,5% degli addetti.
Le differenze che si riscontrano tra gli andamenti del fatturato delle imprese artigiane e delle micro imprese, sono imputabili alla diversa composizione dei due universi. Nell'artigianato infatti la quota di imprese manifatturiere risulta più consistente rispetto a quella della micro impresa non artigiana dove a prevalere sono invece i servizi. Ad essere in difficoltà risulta soprattutto il sistema manifatturiero che arretra sia in termini di fatturato (-18,5% nell'artigianato e -17,4% tra le micro imprese) che di addetti (-3,4% nell'artigianato e ben -8,0% nel mondo della micro impresa).
Questo il quadro che emerge dalle indagini congiunturali sulle imprese artigiane e sulle micro imprese non artigiane relative al 2009 dell'Osservatorio Regionale Toscano sull'Artigianato, realizzata da Unioncamere Toscana con la Regione Toscana, le federazioni regionali di Cna e confartigianato imprese, le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil e con il supporto tecnico di Irpet. fatturato
La flessione del fatturato delle imprese artigiane, tra il 2009 ed il 2008, (-15,4% in media) e delle micro imprese a carattere non artigianale (-10,0%) interessa tutti i diversi settori produttivi. Variazioni negative raggiungono livelli consistenti soprattutto nel manifatturiero (-18,5% nell'artigianato e -17,4% tra le micro imprese). In questo comparto il sistema moda registra una pesante flessione sia nell'artigianato (-22,7%) che nel mondo della micro impresa non artigiana (-20,3%).
All'interno della moda artigiana perdite consistenti interessano la pelletteria (-25,0%) ma anche l'abbigliamento (-23,4%) e le calzature (-23,3%). Anche la metalmeccanica si trova in forte difficoltà: -20,4% il fatturato delle imprese artigiane, -18,0% quello delle micro imprese. Nell'artigianato spicca soprattutto la crisi della cantieristica e della lavorazione dei metalli che lasciano sul terreno, rispettivamente, il 28,6% ed il 22,2% del proprio giro d'affari. Elevate anche le perdite di fatturato dell'edilizia (-14,1% le artigiane -12,9% per le micro imprese). Flessioni meno rilevanti, ma comunque importanti, anche per i servizi siano questi o meno a carattere artigianale (-11,1% e -8,2%, rispettivamente). Tra i servizi artigiani perdono soprattutto i trasportatori (-15,5%) mentre tra le micro non artigiane sono in difficoltà il settore trasporti-logistica (-18,7%) e immobiliare (-10,6%). Poche differenze emergono osservando gli andamenti del fatturato a livello provinciale.
Seppure tutti i territori registrino variazioni negative in termini di fatturato, Livorno e Grosseto risultano tra le meno in difficoltà sia per la componente artigiana (-10,5% e -10,7% rispettivamente) che per le micro non artigiane (-5,8% e -8,5%). All'interno dei distretti manifatturieri toscani i settori di specializzazione, a carattere artigiano, lasciano sul terreno il 21,5% del proprio giro d'affari, una flessione sostanzialmente in linea con la media generale del manifatturiero regionale. Anche la variazione del numero complessivo di addetti non segnala particolari differenze tra artigianato (-2,7%) e micro impresa non artigiana (-2,5%). La flessione peggiore, per entrambi i comparti, si registra nel manifatturiero (-3,4% nell'artigianato e ben -8,0% nel mondo della micro impresa a causa, in quest'ultimo caso, delle pesanti flessioni rilevate nel sistema moda).
Molto importanti anche le flessioni per l'edilizia con le micro imprese (-3,5%) più in difficoltà rispetto alle artigiane (-2,5%). Per quanto riguarda i servizi, le diminuzioni non evidenziano particolari differenze tra micro imprese e le artigiane (-1,5% e -1,6%, rispettivamente). Tra le differenti categorie dimensionali d'impresa, perde soprattutto la più strutturata (-4,6% con 6 e oltre addetti per le artigiane e -6,7% con 6-9 addetti tra le micro non artigiane) mentre tra le tipologie di rapporto di lavoro risultano particolarmente colpiti i dipendenti (-5,1% gli artigiani e -4,5% i non artigiani) e tra questi, quelli impiegati a tempo pieno (-6,6% artigiani, -5,0% non artigiani).
La complessa situazione congiunturale fa si che nel 2009, risulti molto bassa la quota di imprese con investimenti in aumento rispetto all'anno precedente: 10,4% nell'artigianato e 11,8% tra le micro imprese non artigiane. Le previsioni imprenditoriali relative al primo semestre 2010, rispetto al secondo semestre del 2009, segnalano come le maggiori criticità riguardino l'andamento occupazionale. Le previsioni sull'occupazione evidenziano infatti un saldo tra la quota di imprenditori che intendono aumentare la propria forza lavoro e quelli che invece sono costretti a ridurla, che risulta negativa nell'artigianato (-4 punti percentuali) e sostanzialmente stabile tra le micro imprese non artigiane.
L'evoluzione trimestrale dei prestiti concessi alle imprese artigiane della Toscana (secondo i dati della Banca d'Italia) segnala un continuo peggioramento fino a registrare, alla fine del terzo trimestre 2009, una variazione negativa (-0,6%).
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