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Valdelsa.net - Testata giornalistica on-line registrata presso il Tribunale di Siena il 15/02/2005 al n° 252. Registro della Stampa del Tribunale di Siena n° 1-2005 - Dir. Resp.: Federico Bertolucci
SIENA E SCIENZA | E' durata sette anni l'indagine geologica effettuata dal Professor Armando Costantini, del Dipartimento di Scienze della Terra e dalla sua équipe di colleghi e laureandi, grazie ad una convenzione stipulata tra il Comune di Siena e l'Ateneo senese e sostenuta dalla Fondazione MPS. Costantini, già conosciuto per la sua curiosità e preparazione scientifica che, in più occasioni ha messo a disposizione della città, anche, con specifici saggi, come in occasione della pubblicazione curata dall'Amministrazione Comunale "La memoria dell'acqua. I bottini di Siena" e l'omonimo DVD, premiato come miglior produzione italiana al 1° International Eart Science Film Festival svoltosi nel 2004 a Firenze; adesso si può dire che ha completato la sua dettagliatissima ricerca. Con la presentazione, effettuata questa sera nella Sala delle Lupe di Palazzzo Pubblico (presenti l'assessore all'ambiente Silvia Lazzeroni, il rettore dell'Università Silvano Focardi, il direttore dei LL. PP. Del Comune Marco Massimo Pignata ed il presidente della Fondazione MPS Gabriello Mancini), Siena è la prima città d'Italia a conoscere nel dettaglio la sua realtà sotterranea.
"La ricerca, infatti, - come ha detto il Rettore dell'Università Silvano Focardi - ci restituisce importanti e precise conoscenze sulla struttura geologica del sottosuolo di Siena. Questa dettagliata mappatura, resa possibile da un lungo lavoro di indagine ci permette di capire non solo la struttura geologica, ma anche il perché di alcune delle scelte urbanistiche che, in base ad essa, i nostri antenati hanno saputo fare, come nel caso dei bottini, e ci porta a scoprire molto di più sulla nostra città e sulla nostra storia. In questa occasione ritengo importante sottolineare come l'Università e lo studio che in essa si svolge abbiano saputo positivamente mettersi al servizio sia delle necessità di indagine scientifica, sia del desiderio di conoscenza da parte dei cittadini, attraverso una encomiabile capacità di divulgazione dei ricercatori che hanno portato a temine questo lavoro sulla nostra città".Non è sfuggito nulla, infatti, ogni più piccolo dettaglio e conformazione ricciosa è stato studiato, analizzato, registrato per conoscere tutti i passaggi che nei millenni hanno portato alla situazione attuale. Così come le fratture, le infiltrazioni, le perdite di acqua, le incrostazioni calcaree, i fenomeni di crollo, di dissesto, di spinta laterale sulle pareti, e tanto altro ancora, compresi i pozzi, le cisterne, che insieme ai Bottini rappresentano la Siena dell'acqua, la città sotterranea, ma parallela a quella in superficie. Ugualmente bella e carica di fascino misterioso, perché vive nel buio e nella memoria. Elementi di attrazione per i geologi abituati a "leggere" gli strati della terra e della roccia come fossero pagine di un libro per risalire fino a milioni di anni fa, quando al posto di Siena c'era un mare pliocenico.
Centocinquantuno le cavità "investigate" come usa dire Costantini, che anni fa rimase "folgorato" da una visita nei Bottini fatta con l'Associazione La Diana; 551 le stratigrafie realizzate per pozzi e sondaggi ed un'importante scoperta: il mare a Siena è arrivato e si è ritirato per ben otto volte e non quattro come si sosteneva fino a pochissimo tempo fa, cambiando ed alterando la morfologia del territorio ed inficiando, dopo, sulla costruzione della città con la sua tipica forma ad "Y". Molte le indicazioni emerse dallo studio come quella relativa alla balza di S. Domenico, per il docente importante come la Maestà di Duccio, perché si può risalire ad un quarto della storia di Siena; ai geositi in affioramento ed in sottosuolo per giungere, poi, all'individuazione di tratti che potrebbero diventare veri e propri itinerari da collegare al trekking urbano. E questo "camminare all'indietro" ed investigare nel presente per poter far proiezioni nel futuro "ci permetterà - ha fatto notare l'assessore Silvia Lazzeroni - di acquisire conoscenze importantissime sulla stabilità delle costruzioni e delle infrastrutture e, di conseguenza, sulle problematiche, che su questa stabilità possono inficiare. Anche la segnalazione e l'individuazione di nuovi spazi e cavità, e la costituzione geologica degli stessi, rappresentano un patrimonio di conoscenze da poter essere utilizzate per molteplici finalità: come prezioso riferimento ogni qual volta si presentino delle criticità o informazioni specifiche per interventi costruttivi, di consolidamento oppure a titolo, semplicemente, conoscitivo".
Un tema, quindi, estremamente interessante che stimola ulteriori approcci tanto che, da come ha informato il Direttore dei LL.PP del Comune, Marco Massimo Pignata, per il prossimo anno è già in cantiere un nuovo progetto, finanziato per 200mila euro dalla Fondazione MPS, con il quale ideare un percorso cittadino per visitare, tra l'altro, i geositi del terrotorio senese ed aprire un cantiere sperimentale per l'escavazione di un tratto di Bottino di Fontenuova, utilizzando gli stessi attrezzi, strumenti e tecniche usati dai guerci nel medioevo". Così potremo sapere come hanno fatto nell'antichità a realizzare un capolavoro di ingegneria idraulica, senza la dotazione di una strumentazione come abbiamo oggi, mantenendo direzione e quota; potremo, inoltre, temporizzare la velocità di escavazione ed ipotizzare quante persone, contemporaneamente, lavoravano dentro il bottino.
Interrogativi, dunque, che presto avranno una risposta, così da aggiungere ancora pagine alla storia di Siena.
Arricchire, appunto, il nostro patrimonio di conoscenza guardando al futuro, per usare le parole di Gabriello Mancini, "il contributo della Fondazione va in questa direzione guardando alle generazioni future". "Il nostro intervento tocca, infatti, vari settori: dalla viabilità, all'istruzione, dal sociale, alla salute, alla ricerca ed all'arte, e tutto a beneficio del cittadino e della qualità della vita, con riflessi e ricadute, anche, economiche per la città. Di rilevanza, quindi, l'attivazione di sinergie e collaborazioni a favore di progetti come questo che vedono coinvolte più parti a vario titolo".
"Ci siamo divertiti a fare questo lavoro - ha concluso Costantini - per honore et utile de la città" , come dicevano i nostri antenati nel '400 a noi, adesso, il compito di usare questo studio per mantenere e valorizzare un patrimonio di inestimabile valore culturale.
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