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24-04-2008 ARTE TOSCANA | Torna visibile al pubblico la grande Croce dipinta di Castiglion Fiorentino: una delle quattro croci duecentesche conservate nel territorio aretino, tra cui quella attribuita a Cimabue.
Sotto secoli di pesanti rifacimenti è emerso un capolavoro di cui nessuno poteva immaginare l'esistenza. Chi fu il grande maestro che la dipinse? Chi furono i committenti? Interrogativi che forse finalmente potranno trovare una risposta.
Da giovedì 24 aprile tornerà visibile al pubblico la grande Croce dipinta duecentesca, conservata nella Pinacoteca di Castiglion Fiorentino (Arezzo). Si tratta di un restauro che ha portato alla luce un capolavoro di cui nessuno poteva immaginare l'esistenza, nascosto sotto secoli di pesanti rifacimenti e ridipinture che alteravano la superficie pittorica originale. Siamo di fronte ad un'importante scoperta che dovrà essere studiata ed approfondita, ma già da oggi l'eccezionale qualità pittorica ed esecutiva, la ricchezza della policromia originale, l'impiego di materiali preziosi e alcuni elementi unici ed originali, come le vene in rilievo nella figura del Cristo, indicano che la Croce non è un'opera minore, né una semplice replica derivata dalla Croce di Cimabue in San Domenico ad Arezzo, come si riteneva fino a prima del restauro. Alcuni interrogativi rimangono aperti e forse finalmente potranno essere risolti: chi la dipinse e quando? Chi furono i committenti?
Iniziato nel 2002 per volere della Soprintendenza per i Beni A.A.A.S. di Arezzo, allora diretta da Anna Maria Maetzke, in accordo con il Comune di Castiglion Fiorentino e l'Istituzione Culturale ed Educativa Castiglionese, il restauro è stato finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con un contributo della Provincia di Arezzo per le indagini diagnostiche. Sotto la direzione dei lavori di Paola Refice, il restauro è stato eseguito magistralmente da Paola Cardinali e Alberto Spurio-Pompili, con la collaborazione di Massimo Fumagalli per il supporto ligneo e Ida Bigoni per le dorature. Il restauro della Croce di Castiglion Fiorentino fa parte di un più ampia campagna, diretta dalla Soprintendenza, che ha interessato quattro croci dipinte duecentesche conservate nel territorio aretino: oltre a questa, la Croce del Cimabue in San Domenico, quella della Chiesa di San Francesco e quella attribuita a Segna di Bonaventura nella badia delle sante Flora e Lucilla, tutte ad Arezzo.
La Croce, metri 4,17 x 3,27, rappresenta il Cristo Patients. L'apertura delle braccia (metri 2,54) corrisponde circa alla sua altezza, secondo i canoni di armonia delle proporzioni del tempo. In alto, nella cimasa, la Madonna Assunta con due Angeli; alla destra, la Madonna Addolorata; alla sinistra, San Giovanni; in basso, ai piedi del Cristo, una figura femminile fino ad oggi identificata nella Maddalena. Manca nella parte alta della Croce il clipeo, con la figura del Redentore. La Croce conserva tutta la sua cornice originale, di circa 2,5 centimetri di spessore, ad eccezione della parte finale in basso dove fu ricostruita sulla base di quella originale.
La scheda della Croce dipinta su Valdelsa.net.
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