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Influenza AH1N1, cosa occorre sapere. Le risposte alle domande più frequenti poste dai cittadini

Influenza AH1N1, cosa occorre sapere. Le risposte alle domande più frequenti poste dai cittadini05-11-2009 INFLUENZA H1N1 | Sull'influenza AH1N1 molto è stato già scritto e detto, ma permangono ancora molti dubbi e domande che vengono ricorrentemente poste dai cittadini. L'Asl 11 ha raccolto le più frequenti per dare loro una risposta e chiarire gli aspetti sui quali c'è ancora poca conoscenza e consapevolezza.

Quanto è diffusa la nuova influenza nel territorio dell'Asl 11?
Dai dati disponibili risulta un'ampia circolazione del virus AH1N1, che colpisce prevalentemente i giovani e soprattutto la fascia di età 5-14 anni. Il maggiore indicatore a livello locale è dato dalle assenze scolastiche, che in alcuni casi sono risultate superiori all'80%. Sicuramente stanno circolando anche altri virus, ma è comunque certo che gran parte dei casi che si manifestano con febbre alta, dolori muscolari, tosse e stanchezza diffusa sono dovuti alla nuova influenza.

Come si fa a sapere se si è contratta l'influenza AH1N1 oppure un altro tipo di influenza?
La ricerca del virus mediante tampone è attualmente riservata ai soli casi gravi. In ogni caso in presenza di febbre e altri sintomi è sempre opportuno stare a casa e consultare il proprio medico. La terapia e la prognosi sono equivalenti per tutti i tipi di influenza.

Cosa fare quando si è ammalati?
Innanzitutto rivolgersi telefonicamente al proprio medico e stare a casa e a riposo. Normalmente è sufficiente assumere i comuni antipiretici. Sarà il medico a valutare la necessità di altri farmaci o, in presenza di sintomi sospetti, l'eventuale ricovero. Nella stragrande maggioranza dei casi, l'influenza guarisce in pochi giorni.

Quando si può tornare a scuola o al lavoro?
È bene stare a casa finché è presente la febbre, e attendere almeno 48 ore prima di tornare a scuola o al lavoro, anche per non rischiare eventuali ricadute o complicanze. Normalmente è raccomandata una settimana di riposo dall'inizio della sintomatologia.

Quali sono le precauzioni per le donne in gravidanza?
Le donne in gravidanza hanno un maggior rischio di complicanze. È bene, quindi, evitare luoghi affollati e il contatto con persone ammalate. Per le gravide dopo il terzo mese, è raccomandata la vaccinazione che protegge non solo la donna, ma anche il bambino nei primi mesi dopo la nascita.

Quali precauzioni si devono prendere se c'è un malato in casa?
Il malato dovrebbe essere collocato in stanza singola, ed evitare per quanto possibile il contatto con altre persone. Il malato deve coprirsi naso e bocca quando tossisce o starnutisce, utilizzando fazzoletti a perdere, e lavarsi spesso le mani con acqua e sapone. Può essere utile fare indossare al malato una mascherina chirurgica se deve entrare in contatto con altri. Tutti i componenti della famiglia devono lavarsi spesso le mani e può essere utile indossare una mascherina chirurgica in caso di contatto ravvicinato col malato. Le persone a maggior rischio dovrebbero vaccinarsi quanto prima. Evitare di ricevere persone in casa: è meglio una telefonata.

Cosa fare in presenza di un neonato in casa?
Se in casa ci sono persone ammalate, è bene che questi evitino il contatto ravvicinato con neonati. Se si ammala la mamma che allatta, potrà proseguire l'allattamento stando attenta a proteggersi in caso di starnuti e colpi di tosse, e a lavarsi spesso le mani con acqua e sapone. Cercare, inoltre, di aerare spesso i locali e di evitare contatti di persone estranee con il neonato.

È opportuno acquistare disinfettanti per le mani?
Lo strumento di prevenzione principale è il lavaggio delle mani con acqua e sapone. Le soluzioni disinfettanti possono essere utili solo in situazioni in cui non vi sia disponibilità di acqua e sapone.

Chi si deve vaccinare?
Le categorie da vaccinare sono indicate da apposite ordinanze ministeriali. Ad oggi è raccomandata la vaccinazione degli operatori socio-sanitari, e di alcune categorie di soggetti in cui i rischi di complicanze possono essere maggiori rispetto alla popolazione sana: in particolare, le donne in gravidanza (dopo il terzo mese), i soggetti tra 6 mesi e 64 anni con patologie a rischio, e i bambini tra 6 e 24 mesi nati prematuri. Successivamente, in base alla disponibilità del vaccino, si procederà alla vaccinazione degli addetti ai servizi pubblici essenziali, dei donatori periodici di sangue, dei bambini che frequentano l'asilo nido ed infine di tutte le perone fino ai 27 anni di età.

Chi sono i soggetti con patologie a rischio?
Si tratta di soggetti (tra 6 mesi e 65 anni) con malattie respiratorie (asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica, BPCO), malattie cardiocircolatorie (cardiopatie congenite e acquisite), diabete mellito e altre malattie metaboliche, malattie renali con insufficienza renale, malattie del sangue, tumori, gravi epatopatie e cirrosi epatica, malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV, malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale, malattie neuromuscolari associate ad aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, obesità (BMI >30) e gravi patologie concomitanti, oppure i familiari e i contatti stretti di soggetti ad alto rischio che non possono essere vaccinati

Il vaccino è sicuro?
Il vaccino è stato ampiamente testato, ed è stato giudicato assolutamente sicuro. Comunque, come per tutti i vaccini, prima di procedere con la vaccinazione viene valutata la presenza di controindicazioni o di condizioni che possono sconsigliare la somministrazione.

Cos'è lo squalene?
Si tratta di una sostanza naturale, estratto dall'olio di fegato di squalo e presente anche in molti alimenti, cosmetici, farmaci e integratori. L'utilizzo dello squalene come adiuvante nei vaccini risale al 1997 e finora sono state somministrate oltre 22 milioni di dosi senza registrare reazioni avverse superiori a quelle degli altri vaccini. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha smentito che lo squalene comporti rischi significativi per la salute.

Perché si è data priorità alla vaccinazione del personale sanitario?
Gli operatori sanitari sono la categoria prioritaria per la vaccinazione in quanto essi, anche se asintomatici, potrebbero trasmettere la malattia ai propri assistiti, e perché in caso di contemporanea malattia di molti operatori tutto il sistema dell'assistenza potrebbe avere gravi conseguenze per i pazienti. La vaccinazione degli operatori sanitari è quindi un atto di responsabilità nei confronti dei pazienti.

Dove mi posso vaccinare?
La vaccinazione pandemica per i soggetti a rischio viene eseguita dai medici e pediatri di famiglia. I servizi vaccinali dell'Asl 11 provvedono alla vaccinazione degli operatori sanitari e degli addetti ai servizi di pubblica utilità.

In cosa consiste la vaccinazione? Quante dosi sono?
Il vaccino si somministra con una semplice iniezione nel braccio (muscolo deltoide). Le attuali indicazioni ritengono sufficiente una sola dose nei soggetti di età superiore ai 10 anni, mentre sono necessarie due iniezioni a distanza di tre settimane nei bambini più piccoli.

Perché non si vaccinano gli anziani?
Vi sono evidenze di una minore incidenza della nuova influenza negli anziani, probabilmente perché il nuovo virus AH1N1 presenta somiglianze con altri virus manifestatisi fino agli anni ‘50. È, però, opportuno che gli anziani si vaccinino per l'influenza stagionale.

Ho già avuto l'influenza. Mi devo vaccinare lo stesso?
Così come per le altre vaccinazioni, non ci sono controindicazioni a vaccinare una persona che abbia già contratto la malattia. In questo caso, visto che i sintomi influenzali possono essere provocati anche da altri virus, la vaccinazione resta raccomandata, specie in presenza di fattori di rischio individuali.

Quando arriverà l'influenza stagionale e che conseguenze avrà?
Di solito l'influenza stagionale compare in Italia nel mese di dicembre e l'epidemia raggiunge il picco tra gennaio e febbraio. Qualora si verificasse la contemporanea circolazione di virus stagionali e del nuovo virus, le conseguenze potrebbero essere preoccupanti sia per il numero di persone ammalate sia per le possibili complicanze qualora la stessa persona si infettasse con entrambi i virus.

Ci si deve vaccinare anche per l'influenza stagionale?
La vaccinazione contro l'influenza stagionale resta raccomandata per tutte le categorie a rischio, in particolare per gli anziani oltre i 65 anni e per i soggetti di età compresa tra 6 mesi e 65 anni con patologie a rischio. A seconda del tipo di vaccino stagionale utilizzato, è possibile ricevere contemporaneamente i due vaccini, oppure attendere tre settimane tra l'uno e l'altro.

A chi rivolgersi per ulteriori informazioni?
Il proprio medico o pediatra di famiglia può dare tutte le informazioni del caso. In alternativa è possibile contattare l'unità operativa igiene e sanità pubblica dell'Asl 11 di Empoli, tel. 0571704824-25. Informazioni sono disponibili anche sul sito internet del Ministero della Salute www.ministerosalute.it e al numero verde 1500 (ore 8-18).

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