09-07-2010 LEGGE INTERCETTAZIONI | Egregio direttore,
l'ultimo Consiglio Comunale di Poggibonsi, da me presieduto, mi ha dato lo spunto per lo sviluppo di una riflessione che - non essendomi stato possibile comunicare durante l'assemblea, visto il ruolo "super partes" che stavo ricoprendo - ho deciso di condividere con lei e, se come mi auguro riterrà opportuno pubblicarla, coi lettori della sua testata, che apprezzo per l'imparzialità e la completezza con cui tratta di informazione locale e non.
Scrivo queste righe nel giorno in cui la carta stampata, per protestare contro quello che definisce un bavaglio ai propri danni, decide di reclamare il diritto all'altrui sputtanamento rinunciando volontariamente per un giorno al proprio dovere di informare. E' proprio di questo che vorrei parlare.
Il sito da lei diretto ha riportato tempo fa la presa di posizione del Pd poggibonsese relativa al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche che da mesi si discute in parlamento. Tale legge veniva definita dai democratici "inaccettabile", e le stesse obiezioni verso i limiti allo strumento delle intercettazioni sono state ribadite da Pd e IdV in un documento discusso nel corso dell'ultimo Consiglio.
Per la verità in quell'ordine del giorno si riportavano anche alcune inesattezze, dovute forse a una lettura poco attenta del ddl e a una scarsa conoscenza della regolamentazione in vigore sul tema nelle altre grandi democrazie, ma non vorrei soffermarmi su questo: del resto ritengo, d'accordo con l'intervento in Consiglio del Capogruppo PdL Vignozzi, che la legge attualmente in discussione sia fin troppo morbida nella tutela del diritto alla riservatezza, un diritto che è costituzionalmente garantito e prima ancora un diritto che è inscritto nella natura stessa della persona.
Quello che mi interessa discutere non è tanto la contrarietà di fronte a un provvedimento che, come ogni altro, è oggetto di dibattito politico, quanto le motivazioni espresse da Pd e IdV a sostegno di tale contrarietà. Oggetto di critica da parte di certa sinistra è proprio, infatti, l'idea stessa che esista una privacy meritevole di tutela, e che ogni ingerenza nella sfera individuale sia giustificabile in base al diritto di indagare e informare. Sarò allora estremamente diretto, fino a risultare brusco: chi auspica un sistema in cui, in nome della sicurezza, tutti sono intercettati, difendendo tali metodi polizieschi con la massima "male non fare, paura non avere", è nient'altro che un nostalgico dei totalitarismi novecenteschi, dai quali ci siamo liberati tra milioni di lutti.
Chi vede le intercettazioni come strumento di controllo anziché come strumento di repressione dei reati, porta avanti - forse inconsapevolmente - un ragionamento alla base del fascismo, e a nulla vale la tessera dell'ANPI in tasca e la retorica sulla Liberazione, se poi nei fatti si considera il Regime un modello di civile convivenza anche nel 2010.
La verità è che difendere lo stato attuale delle cose, in cui ore di conversazioni private (la maggior parte delle quali priva di rilevanza penale) vengono diffusi senza alcun limite sui mezzi di comunicazione, è farsi complice di una vergogna senza fine e senza eguali in tutto il resto dell'occidente, laddove la pubblicazione di materiale intercettato che non riguardi processi in corso è impensabile, rappresentando come minimo una violazione della deontologia professionale dei giornalisti.
A tale continua intromissione nella sfera privata era doveroso porre freno. Lo si sta facendo discutendo una legge certo perfettibile, ma che almeno ha posto il problema. Un problema, a onor del vero, avvertito nella passata legislatura anche dal centrosinistra, che non più di due anni fa (nel programma elettorale di Veltroni) ha assunto posizioni garantiste oggi in gran parte sconfessate per seguire l'onda del dipietrismo e dell'antipolitica.
Non si tratta, in conclusione, di punire chi diffonde conversazioni private in segno di resa di fronte al deplorevole fenomeno della fuga di notizie dalle procure, ma del tentativo di affermare un elementare principio di civiltà: i processi, prima del termine dei quali ogni imputato è da considerarsi innocente, si fanno nelle aule dei tribunali, non sulle colonne dei giornali, né al bar sport, tantomeno in sedi politico-istituzionali. La barbarie di cui gli italiani sono vittime ormai da troppi anni, una barbarie fatta di linciaggi mediatici (quando non fisici) e processi sommari nei quali l'innocenza non è opzione contemplata, deve avere termine nel minor tempo possibile. Solo così potrà essere ristabilita la normalità, solo così potrà essere restituita dignità a un dibattito politico che verta sulle proposte concrete e non sul pettegolezzo da rotocalco.
Ringraziandola per la pazienza, le faccio i migliori auguri per la testata, preziosa fonte di informazione per la Valdelsa e non solo.
Cordiali saluti,
Tommaso Lorenzi
Vice Presidente del Consiglio Comunale di Poggibonsi
Egregio Dott. Lorenzi,
sulle questioni di politica, nazionale o locale, Valdelsa.net ha sempre scelto di essere solo cronista delle notizie, di astenersi dal commento, riportando sempre le varie posizioni e dando pari spazi a tutte le forze politiche in campo. Certo che sul ddl intercettazioni una testata locale come la nostra può ragionare con lo spirito più leggero rispetto ad altre realtà nazionali, siamo ben consapevoli che difficilmente saremo toccati in maniera diretta da pubblicazioni ed eventuali pene. Però non posso non rispondere su alcuni punti che riguardano strettamente l'argomento, conscio che in mesi di tanto parlarne potrò anche ripetere quello che altri hanno detto.
Tolgo subito una questione, anzi due: una legge in materia di privacy andava fatta, una riforma organica della giustizia va fatta. Lei dice che la legge è giusta ma "perfettibile", allora non capisco il perchè si stia facendo una vera e propria corsa per l'approvazione prima dell'estate. Sulla libertà di stampa, come per le altre grandi libertà sancite dalla nostra Costituzione, non si può dire "facciamo qualcosa, qualunque cosa, poi vediamo". Perchè questa è la netta sensazione sulla stesura di questo testo. Non cerco ipotesi complottistiche sull'attentato alla libertà d'informazione, mi limito a giudicare una legge che ha delle crepe e dei "senza senso" notevoli. Ne cito due, brevemente: l'impossibilità di pubblicazione anche dopo che gli atti sono resi pubblici e il "riassuntino" con la quale le intercettazioni posso uscire. Non nascondiamoci, il ddl intercettazioni è diventato "punto di principio" nella battaglia politica, come già faceva notare il Presidente della Camera Fini.
Altra sensazione è che la legge sia un tentativo non tanto di proteggere la privacy di tutti i cittadini ma solo di alcuni. E' vero che la privacy è un principio a cui non derogare ma secondo lei in Italia, in Toscana, a Siena, a Poggibonsi i cittadini sentivano questa oppressione tale da farne il maggior argomento di dibattito politico? Francamente credo di no.
Quindi questa è una legge fatta di corsa, con lacune (e non ho toccata la parte prettamente giudiziaria) e che di fatto tocca poche persone. Questo è la mia personale opinione che però abbiamo deciso, in concerto con l'editore, non deve influire sul lavoro e sulla funzione che Valdelsa.net ha.
Per finire la ringrazio per la considerazione sulla testata che dirigo e le ricambio i migliori auguri.
Federico Bertolucci
14/07/2010, e' meglio smettere qui inviato da stop
Chi mi consce dice che sono parecchio intelligente. Spero basti come motivazione
14/07/2010, x pippo inviato da Carlo Grava
13/07/2010, o forse inviato da PIPPO
13/07/2010, x ant inviato da Carlo Grava
12/07/2010, per Carlo Grava inviato da ant
11/07/2010, @ Carlo Grava inviato da Tommaso Lorenzi
11/07/2010, x tutti coloro che credono a Sx e Dx inviato da Carlo Grava
11/07/2010, x Paolo inviato da Carlo Grava
10/07/2010, Per Grava inviato da Paolo
09/07/2010, Libera Nos A Malo inviato da PIPPO
09/07/2010, Curioso inviato da Carlo Grava
09/07/2010, bella inviato da MARCO
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