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Notizie - in Val d'Elsa

LiberaMente: ''Il bilancio di previsione del comune di Poggibonsi conferma la sordità politica della maggioranza''

LiberaMente: ''Il bilancio di previsione del comune di Poggibonsi conferma la sordità politica della maggioranza''04-04-2011 POLITICA POGGIBONSI | In merito al bilancio di previsione del comune di Poggibonsi, la lista civica LiberaMente rende pubblicamente nota la sua posizione di disaccordo sulle scelte politiche prese, precisando quanto di seguito: "Come ormai la politica di maggioranza ci ha abituato a fare, l'intera cittadinanza, si ritrova a prendere atto di un'approvazione di bilancio, senza che il cittadino abbia potuto incidere sulle scelte e condizionare certi indirizzi, esprimendo la sua opinione, manifestando le sue priorità e proponendo le sue idee, i suoi progetti necessari per poter migliorare la città.

La lista civica LiberaMente avrebbe gradito che in termini di preventivazione di bilancio, i nostri amministratori tenessero in maggior considerazione le opinioni dei cittadini; invece come ormai d'abitudine, spesso ci troviamo di fronte a un apparente atteggiamento comprensivo, che poi sfocia nella non rispondenza all'interno della pianificazione di bilancio. Noi vorremmo che la politica si aprisse in maniera diretta verso i cittadini e anche per redigere il bilancio, sarebbe ideale se si chiedesse direttamente un'opinione ai residenti attraverso un semplice questionario, necessario ad indicare le priorità di azione.

Oggi, nonostante l'amministrazione disponga di mezzi per poter condurre tali osservazioni (attraverso il proprio periodico, la newsletter, il sito Internet...), tutto questo ovviamente rimane un sogno utopico; ecco allora che anche per gli anni a venire, gli indirizzi della parte politica di maggioranza (Pd e IdV), si sono scordati di dare maggior risalto ai problemi che da anni affliggono la città quali: la mancata rivisitazione della circolazione interna, l'insufficiente pianificazione di rifacimento dei manti stradali, l'inadeguata politica ambientale necessaria per garantire la qualità dell'aria, la sensibilità verso piccole ma grandi istanze (bagni pubblici nel centro, aree di sgambamento per animali, copertura wi-fi di aree pubbliche...), la poca concretezza di fronte alla crisi economica che continua a colpire imprese e dipendenti, il perpetrare una scellerata politica urbanistica fatta di errori e mancate promesse di rivisitazione degli strumenti di pianificazione.

Queste sono reali esigenze che la cittadinanza chiede in concreto e invece, ci troviamo di fronte a una proposta di bilancio che da una parte vorrebbe far intuire una particolare, democratica sensibilità sociale, mentre dall'altra si scopre che tende come al solito a privilegiare certe circostanze.

Se si ricorresse con oggettività al coinvolgimento e al dialogo con il cittadino, di fatto ci troveremmo di fronte a scelte ben diverse da contemplare e allora sì, che la maggioranza si mostrerebbe davvero sensibile e vicino alle esigenze della città".

Leggi i commenti

05/04/2011, Direttore lasci perdere e non si confonda inviato da Alessio

scusate ma qui qualcuno beve. O cosa vorrebbe dire apertura a tutti delle sedute del Consiglio Comunale?!! ma lo sanno queste persone che ci ammorbano con la loro arroganza cosa è un Consiglio Comunale? ma lo sanno cosa sono le Istituzioni? Devo dire che di questi tempi di ristrettezze ciò che abbonda sono gli ignoranti (in entrambi i sensi). Cordialità

 

05/04/2011, per bertolucci inviato da pasquino, voce di popolo

Egregio direttore, non si metta a discutere con i campioni della libertà e della giustizia loro sono infallibili e soprattutto hanno sempre ragione. sono gli altri che sono marci....ahahahahahahahah

 

05/04/2011, questione di cifre inviato da il ragioniere

signori, ma nel comunicato non c'è una cifra!!! ma lo sa nessuno quanti quattrini in meno arrivano dallo stato (alla faccia del federalismo della lega....ridicoli). senza i dati sono discorsi al vento come spesso, purtroppo, vi sento fare. ora penso sia più importante garantire i servizi pubblici che l'area di sgambamento cani, con tutto il rispetto per i cani e per i loro padroni...poi fate voi...

 

05/04/2011, x Bertolucci inviato da Lorenzo Coppola

poche storie, la politica è marcia. E' inutile parlare di massimi sistemi, nessuno si fida più di un politico di professione, e la colpa, caro Bertolucci, non è della gente e neanche del Berni ma della politica stessa. Basta guardare quanti restano a casa per le elezioni. Meditate

 

05/04/2011, paladini inviato da James

tutti hanni i propri interessi, anche quelli che commentano queste notizie. Di paladini al mondo non ce ne sono, che si chiamino Berni o Grisanti

 

05/04/2011, Per Grisanti inviato da Federico Bertolucci

Continua a mettermi in bocca cosa che non ho detto. La mia riflessione era sull'ideale di polita che ognuno di noi ricerca. Di sano e puro non c'è nessuno, neanche tra gli ordini professionali (giornalisti compresi...). Sulla possibilità di permettere a tutti di intervenire in Consiglio Comunale, non ho obiezioni, in quel caso chi dovesse usufruire di questa possibilità lo fa mettendoci la faccia. Ma, lo ripeto, se è l'unico modo di far rigar dritto la politica è una vera sconfitta. E spero se ne possa rendere conto anche lei.

 

05/04/2011, In risposta a Federico Bertolucci inviato da Massimo Grisanti

Faccio notare che, diversamente da altri siti, Valdelsa.net non mette un limite di parole ai messaggi. Pertanto perché essere concisi se potrebbe essere corso il rischio di essere fraintesi? Ecco, che la Sua replica non convince.
Ha indovinato la mia convinzione sui politici: si per me la stragrande maggioranza sono marci, ma detta convinzione, purtroppo per me e per taluni miei clienti, me la sono maturata sul campo, toccando con mano. Sono contento però di venire a conoscenza che Lei ha trovato quelli sani, almeno un minimo di speranza continua ad esserci.
E le posso dire, Bertolucci, che quelli locali, di politici, non sono meno marci: DOCUMENTI e fatti alla mano e alla bisogna. Non ha detto la Sua sulla apertura alle voce della gente all'interno delle sedute del Consiglio comunale.
Cordialità.

 

05/04/2011, bel modo! inviato da maria

bel modo di fassi ride dietro da tutta la regione, bravi eh continuate a sparare ca....te, tanto a voi cosa costa? il pane ve lo mettano in bocca?

 

05/04/2011, berlusconiano... inviato da Federico Bertolucci

Adesso mi tocca anche sentirmi dare del berlusconiano... Io nel mio commento, che come sempre cerco di fare conciso, non ho parlato di delega in bianco. E lungi da me di appoggiare la filosofia del "ci penso io". Ma c'è differenza tra controllo e partecipazione "attiva" popolare. Il Sig. Grisanti e LiberaMente partano dal presupposto che il politico sia "marcio", che chi siede in quelle poltrone lo faccia per tornaconto personale, e per questo bisogna cambiare modo di fare politica. Io invece credo che bisogna formare una classe dirigente politica che parli con la gente, mantenga le promesse e tenga al bene comune (concordo con il Sig. Grava sui dipendenti pubblici). La coscienza civica non si esercita con i sondaggi on-line. E' impossibile trovare sul web un sistema di partecipazione popolare oggettivo, sicuro e controllato (direi certificato). Come avverrebbe un controllo per un sondaggio on-line per il bilancio comunale? Chi garantisce che dietro ad un click con il mouse ci sia un cittadino (e uno solo) "vero"? Il crinale tra sensibilizzazione del cittadino e populismo è insidioso e bisogna stare sempre attenti a dove si va a parare.

 

05/04/2011, ma guarda!!! inviato da mario, il bagnino del masso

ma bada bellini il grisanti e il berni vanno a braccetto...partecipare si, sparare a caso per far buriana, non solo è scorretto, ma costa anche ai cittadini!!!!!

 

05/04/2011, e allora: inviato da Marco (quello che ancora aspetta i nomi)

voglio che mi comprino una ferrari!!! ne sento la necessità!il comune ce l'ha con me!! tornando seri: ma vi rendete conto delle cavolate he sparate? e poi caro-i Grisanti-Liberamentoidi mi dite a cosa servirebbe preparare un programma da presentare agli elettori? anzi a cosa servirebbero l'elezioni? ma sì troviamoci tutti a i' gioco e tra un moccolo e uno spintone si decide... come? cosa dite? sarebbe un casino? non ci s'entra in 30000 in piazza?

 

05/04/2011, Direi..... inviato da Carlo Grava

Direi che il voto e' l' accettazione di un programma e di un modus operandi che deve essere, sottolineo deve essere, eseguito nel rispetto di quello che si e' letteralmente proposto.Coloro che si sono fatti eleggere attraverso un partito,movimento ,lista o altro, diventano dei dipendenti pubblici obbligati al bene comune e quindi a trovare gli equilibri tra cio' che hanno promesso e cio' che serve ai cittadini (e contribuenti).Se invece si continua a vedere i dipendenti pubblici come rappresentanti di un partito o di un' altro come se si fosse in perenne campagna elettorale......be' otteremo solo di avere dei politici che si fanno vedere bravi e belli ma non amministratori che fanno con serieta' e coscenza il loro lavoro.I cittadini-contribuenti dovrebbero avere voce in capitolo come datori di lavoro, ma con questo sistema sono solo degli elettori che pagano quello che gli viene detto di pagare e poi di votare quello che gli viene chiesto.....che tristezza!!!!

 

04/04/2011, allora è meglio non dire, non sentire non parlare? inviato da LiberaMente

Egr Direttore, è un piacere vedere che si adopera a commentare i nostri comunicati. Anche questo Suo modo di intervenire, conferma proprio la politica che noi vorremmo, cioè quella partecipata in ogni sua forma. Il nostro obiettivo è sempre stato proprio quello di sensibilizzare il cittadino alla partecipazione. In merito alle sue considerazioni, precisiamo che il nostro richiedere ascolto, non significa, che ogni decisione debba essere convalidata dalla cittadinanza, ma piuttosto, vuol rappresentare una sottolineatura per sollecitare la classe politica eletta ad ascoltare le esigenze manifestate proprio dalla gente. Per esempio se all’amministrazione o alle forze politiche, giungano a più riprese solleciti in relazione a determinati aspetti (vedi per esempio rifacimento manti stradali, realizzazione aree per animali, attenzione sugli abusi, impegno verso la qualità dell’area) credo che sarebbe un dovere etico rispettare le esigenze di coloro che hanno legittimato, attraverso il voto, gli amministratori o i consiglieri di turno. L’ascolto si mostra attraverso la sensibilità e la disponibilità al dialogo e al confronto….atteggiamenti che ormai sembrano scomparire!

 

04/04/2011, In aggancio a Federico Bertolucci inviato da Massimo Grisanti

Il tipo di politica preferito da Bertolucci è identico a quello berlusconiano. Votami e poi "ghe pensi mi" e non ti disturbare più, ma anche non controllare più. La mia visione di interessamento politico è distante anni luce da siffatto modello. E' troppo semplicistico e comodo delegare. Una delega in bianco equivale a non decidere, equivale ad un esautoramento dei diritti e doveri civici, ad uno svuotamento del dovere di alimentare il sapere critico della persona a garanzia della ricerca del bene comune. La crisi dell'Italia deriva, secondo me, proprio da questi modi di agire, da questi comportamenti, che sono all'antitesi di quella coesione sociale che si mantiene e si rinsalda con il dovere di chi "comprende" di aiutare a far andare l'azione politica verso il lido del benessere collettivo. Come diceva Calamandrei nelle sue lezioni universitarie, che potete reperire su internet, la politica nasce e si alimenta con la coscienza civica, una coscienza civica che per formarsi e mantenersi non può accettare, come presupposto, la delega in bianco del voto. Dietro a quel voto si aderisce ad un programma, ad un'azione politica che non può non essere controllata, a fin di bene e non

 

04/04/2011, Un Re Mida al contrario inviato da pidiellino

Ti sei reso conto che tutte le volte che apri bocca, la maggioranza ci guadagna? Ti inviteri ad una riflessione, perchè o la coccheri è effettivamente in gamba o sei tu che sei poco in grado di assolvere al compito...

 

04/04/2011, l'italia del televoto inviato da nicola gabbia

caro Libero di Mente, se a Poggibonsi ci fosse stato il televoto, a quest'ora da mo che eri a casa...

 

04/04/2011, riflessione inviato da Federico Bertolucci

Il comunicato di LiberaMente mi ha spinto ad una riflessione. Come la voglio (o vorrei) la polita locale? Cosa scegliere tra la forma di "agorà greca", proposta dalla lista civica, cioè quella che decideva nella piazza del paese i problemi della comunità, e la nostra "democrazia rappresentativa" cioè quella che sceglie i rappresentanti tramite il mandato elettorale? Quest'ultima è percepita come sempre più lontana dall'uomo di strada, fonte di privilegi e titolare di sprechi, ma la prima è una vera "utopia", impossibile da tradurre in realtà. Nello specifico (a mio avviso), un argomento tecnico come il bilancio preventivo, che deve tener conto di una miriade di cavilli, pesi, leggi, limiti e altro, non può essere influenzato dal "volere popolare". Mia opinione: io voglio una politica che funzioni ma non voglio essere chiamato in causa, se non per dare il mio voto. La classe dirigente nel nostro paese deve funzionare senza il coinvolgimento popolare. Ovviamente questa non vuole essere una critica alle legittime aspirazioni di chi crede e mette impegno nelle liste civiche.

 

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