30-07-2010 PEDAGGIO SIENA - FIRENZE | Il Tar del Lazio ha deciso per la sospensione nei riguardi dei pedaggi autostradali previsti nella manovra economica del governo. Il tribunale ha accolto le richieste della provincia di Roma, del Comune di Fiano Romano e della Provincia di Pescara. Nell'ordinanza il Tar spiega che il pagamento del pedaggio "deve assumere il carattere di corrispettivo per l'utilizzo di una infrastruttura e non quello di misura fiscale; al contrario tale carattere non appare sussistente in alcune delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell'infrastruttura". L'accoglimento è stato deciso anche perchè "il decreto impugnato sembra addirittura prescindere dalla regola comunitaria che impone il pagamento di una somma determinata di denaro basata, anche, sulla distanza percorsa".
Festeggiano le associazioni dei consumatori. Così l'Aduc: "Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tar del Lazio, con i pedaggi i pendolari avrebbero subito un danno di oltre 600 euro l'anno. Sarebbe stato assurdo, ad esempio, imporre una maggiorazione di un euro per chi viene da Fiano Romano o l'introduzione del pedaggio sull'autostrada urbana Chieti-Pescara, un tratto di soli 20 chilometri utilizzato quotidianamente e anche più volte al giorno dai cittadini di entrambe le città. Per cui apprezziamo che sia stato accolto il ricorso della Provincia di Roma, che l'Adoc ha da subito sostenuto. Ora ci auguriamo che non vengano emanate nuove norme elusive della decisione del Tar. Imporre il pedaggio significa andare a colpire direttamente il portafoglio dei consumatori, già spossati da una crisi di cui non si vede la fine. Inoltre, significa danneggiare un settore, il turismo, che sta vivendo una crisi profonda".
Il presidente del consiglio provinciale di Siena, Riccardo Burresi: "Il pronunciamento del Tar del Lazio rappresenta un elemento di soddisfazione. Ora mi aspetto che vengano definitivamente e immediatamente eliminati i balzelli imposti a Bettolle-Valdichiana e Firenze-Certosa. I giudici hanno confermato l'illegittimità di una tassa che prescinde dal dare alcun servizio - spiega Burresi - poiché viene imposta a tutti coloro che transitano nei caselli in questione indipendentemente dall'utilizzo o meno dei raccordi Anas. Ora auspico - conclude Burresi - che i cittadini di tutte le altre province colpite, compresa la nostra, vengano liberati nelle prossime ore da questa tassa iniqua".
Gli fa eco l'assessore provinciale alle infrastrutture Marco Macchietti: "La Provincia di Siena stava già predisponendo un ricorso da presentare al Tar della Toscana analogo nella sostanza a quello promosso dalle amministrazioni di Lazio e Marche. Alla luce della sentenza ci fermiamo qui, sperando che l'ordinanza del Tar del Lazio possa mettere un punto fermo su tutta questa vicenda: al pagamento del pedaggio deve corrispondere un servizio e dunque l'utilizzo di un'infrastruttura. L'imposizione di un aumento ai caselli autostradali, così come introdotto dal governo, è stato solo un mero balzello: basti pensare a tutti quei casi in cui il pagamento aggiuntivo avviene in relazione ad uno svincolo stradale che non porta necessariamente l'automobilista alla fruizione dell'infrastruttura, come nel caso dei nostri caselli di Firenze Certosa e di Valdichiana".
"La Provincia di Siena - prosegue l'assessore - ha manifestato sin da subito il proprio dissenso verso una misura iniqua e illegittima, come dimostra oggi la sentenza del Tar del Lazio. Nel nostro caso ci aggiungiamo il paradosso che il balzello sia piovuto su un'arteria, come la Siena-Firenze, che ha prima di tutto necessità di interventi consistenti di ammodernamento e messa in sicurezza. E' da qui che vorremmo ripartire: in questo momento i nostri cittadini hanno bisogno di tutto fuorché di tasse aggiuntive da pagare".
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