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Ceccuzzi: «Il documento è una patacca che vuole solo intimidirci, ma noi andiamo avanti sulla strada della continuità»

Ceccuzzi: «Il documento è una patacca che vuole solo intimidirci, ma noi andiamo avanti sulla strada della continuità»20-02-2013 POLITICA SIENA | «Sono molto sereno, non ho nulla da nascondere e sono a completa disposizione della magistratura per tutti gli approfondimenti e gli accertamenti che ritenesse necessari. Come ho già avuto modo di dire, smentisco categoricamente di aver mai siglato con Denis Verdini, Angelo Pollina o qualsiasi altro esponente del Pdl un qualunque accordo o firmato un qualunque documento relativo a Banca Mps o alle problematiche di governo del territorio senese. Non ho mai partecipato all'elaborazione di patti scellerati di quel tipo e, tanto meno, li ho mai sottoscritti. Si tratta di un documento che non può essere riferito in alcun modo alla mia persona e sto già valutando ogni azione legale da intraprendere per tutelarmi». Con queste parole Franco Ceccuzzi, candidato a sindaco di Siena del centrosinistra, ha aperto la conferenza stampa convocata per smentire la notizia di un accordo siglato, nel 2008, con Denis Verdini.

«Il documento che sta circolando - ha detto Ceccuzzi - è una "polpetta avvelenata" che ha l'obiettivo di colpire la mia persona e di "far morire" la mia candidatura. A qualcuno non è ancora andato giù il rinnovamento avviato nei dieci mesi in cui sono stato sindaco. La paura di perdere potere e di non poter più contare su quel sistema consociativo che ha portato molti danni alla città, evidentemente ha convinto qualcuno a colpire me per fermare il cambiamento. Ma indietro da quella strada non si torna e, di certo, queste intimidazioni non fanno altro che rafforzarmi e convincermi che dobbiamo andare avanti».

«Chi non riesce a contrastare il nostro progetto sul piano delle idee e della politica - continua Ceccuzzi - sceglie come disperata strategia quello della delegittimazione personale, attraverso mezzi intimidatori. Il documento tra l'altro è assolutamente privo di senso nei contenuti. Bastano tre esempi per capire che si tratta di una "patacca". Il primo è quello dove si parla di un possibile accordo tra Pd e Pdl per quanto riguarda le elezioni comunali a Chianciano nel 2009. In realtà la cittadina termale, in quelle elezioni, fu al centro di un'aspra contesa nella quale il centrodestra tentò con tutte le forze di vincere, candidando a sindaco l'ex ministro Guidi. Non ci riuscì, ma la battaglia, nella quale anch'io mi spesi in prima persona, fu durissima e ha avuto strascichi pesanti, anche a livello giudiziario, con la condanna per diffamazione dello stesso Guidi. Altre incongruenze palesi del documento sono quelle relative alle presunte collaborazioni sul fronte di temi legati alle questioni dell'economia, come quelli della camperistica, della pelletteria, del termalismo. Temi per i quali mi sono battuto, da deputato, presentando atti parlamentari che il governo di centrodestra ha sempre respinto. C'è poi, ed è storia dei giorni nostri, il modo feroce con il quale il Pdl ha contribuito alla crisi in Comune. Un accanimento che si è protratto, anche dopo la mia caduta, con la bocciatura di importanti atti, come il bilancio consuntivo e l'assestamento, che hanno messo in seria crisi tutta la città. Oggi a Siena, alla faccia della desistenza contenuta nel "documento patacca", il centrodestra sta preparando per le prossime elezioni comunali lo stesso disegno. A fronte di una conclamata debolezza e all'incapacità di proporre un programma e una classe dirigente credibile si presenta ancora una volta senza idee né proposte, con il solo scopo di far perdere il Pd, schierando un cartello elettorale formato da pezzi di fuoriusciti del centrosinistra, uniti a due liste civiche e tenendo ben nascosto il simbolo del Pdl, a sostegno di Eugenio Neri».

A una domanda sulla situazione della Banca Mps, Ceccuzzi ha risposto: «E' un'inchiesta importante alla quale guardiamo con grande attenzione e con grande rispetto per il lavoro della magistratura. L'auspicio è che si possa dimostrare che ci sono state delle parti lese, che sono la Banca, la Fondazione e la città tutta e che si possano annullare anche i contratti che hanno previsto esborsi ingenti da parte della città e delle sue istituzioni per recuperare queste risorse e riportarle alla comunità. Credo poi che si debba sostenere il nuovo management e i dipendenti che stanno facendo un lavoro straordinario, dimostrando il loro legame con la Banca. Una Banca che, per il suo bene, deve essere il più possibile tenuta fuori dalla "bagarre" politica che può solo danneggiarla».

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