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Valdelsa.net - Testata giornalistica on-line registrata presso il Tribunale di Siena il 15/02/2005 al n° 252. Registro della Stampa del Tribunale di Siena n° 1-2005 - Dir. Resp.: Federico Bertolucci
Si sono chiusi gli occhi blu più belli di Hollywood. Attore, regista, pilota e imprenditore benefico, si è spento a 83 anni | Dopo aver lottato per anni contro il cancro, Paul Newman si è spento all'età di 83 anni a casa, circondato dall'affetto delle sue donne. Divo e sex symbol per decenni, suo malgrado, Newman segna il cinema degli anni '60 e '70, imponendosi come attore da Actor's Studios, come Marlon Brando e James Dean, ma non dannato come loro: l'unica sua passione 'pericolosa' erano le corse, in cui eccelleva come pilota professionista (anche Le Mans nel suo carnet, insieme a Indianapolis). Insieme all'amico Robert Redford
condivide il successo di 'Butch Cassidy', crepuscolare western di banditi guasconi che condividono fraternamente tutto, anche l'amore, costretti a seguire una frontiera che si sposta sempre più a sud, in Bolivia, fino al tragico epilogo coraggiosamente affrontato, e 'La stangata', insuperabile parabola sulla truffa intesa come ragione di vita.
Era passato tra le grinfie innamorate della fulgida Elizabeth Taylor ne 'La gatta sul tetto che scotta', una delle bellissime che amò sullo schermo, preferendo nella vita privata una sola, impareggiabile donna: Joanne Woodward, conosciuta sul set del sensuale 'La lunga estate calda', sposata nel 1958 e rimasta al suo fianco fino alla fine. A chi gli domandava il segreto della fedeltà in un ambiente tentatore come quello hollywoodiano, rispondeva strizzando i suo celebri occhi: 'Perchè cercare un hamburgher fuori quando hai una bella bistecca a casa?'.
Fu il cinismo del campione di biliardo de 'Lo spaccone', nel sequel (inferiore, anche se diretto da Martin Scorsese e accanto a un acerbo Tom Cruise) de 'Il colore dei soldi' a regargli il suo unico Oscar legato a un film nel 1987, dopo quello alla carriera nel 1986, non ritirato per le precedenti nomination (ingiustamente) mai premiate. Memorabili anche i suoi ruoli di magnifico perdente ('Hud il selvaggio', 'Nick mano fredda' e, su tutti, il pugile Rocky Graziano di 'Lassù qualcuno mi ama'). Incrociò anche sir Alfred Hitchcock nel funambolico 'Il sipario strappato'.
Piace ricordarlo in film misconosciuti, ma bellissimi come 'L'uomo dai sette capestri' di John Huston, splendido malvivente autoelettosi giudice in un West senza legge (da manuale la scena in cui abroga un decreto ritenuto ingiusto, strappando la pagina del codice!), il nostalgico e decadente 'Buffalo Bill e gli indiani' di Altman e il divertito omaggio al divo e pilota in 'L'ultima follia di Mel Brooks': indimenticabile la corsa in carrozzella tra lui e il regista-attore. Anche i Cohen si erano ricordati di lui in 'Mister Hula Hoop' per un ruolo sarcastico accanto a uno stralunato e naif Tim Robbins.
Fu il dolore per la morte del figlio per overdose a mostrargli una nuova via, dopo i successi cinematografici, in una Hollywood ormai cambiata: la 'Newman's own', un'organizzazione internazionale benefica per aiutare i bambini (tra le associazioni beneficianti anche il Meyer di Firenze, visitato personalmente da Newman, in silenzio, come nel suo stile), finanziate dalle sue famose salse.
Leggenda di un cinema che non esiste più, in cui gli attori diventavano divi, soprattutto se avevano la bellezza perfetta del suo volto, inalterata anche allo scorrere del tempo, aveva ceduto all'insistenza di un regista cinefilo come Sam Mendes per regalarci il suo testamento cinematografico, l'ultima zampata di un leone già sofferente, ma sempre battagliero e vitale: il ruolo del vecchio padrino di 'Era mio padre', altero e fortemente autobiografico, un re senza un erede (indegno il balordo Daniel Craig, figlio legittimo) costretto ad braccare per uccidere il suo pupillo, un dolente Tom Hanks.
Ironico come sempre, a un giornalista dettò anche il suo epitaffio "Qui giace Paul Newman, morto per un infarto perché i suoi occhi erano diventati marroni."
Francesca Montanari




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