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A Pisa due medici si rifiutano di dare la pillola del giorno dopo. Si è aperta un'inchiesta

A Pisa due medici si rifiutano di dare la pillola del giorno dopo. Si è aperta un'inchiesta04-04-2008 PILLOLA DEL GIORNO DOPO | La magistratura di Pisa ha aperto un'inchiesta sulla mancata prescrizione della pillola del giorno dopo a due ragazze. A rifiutarsi di dare il contraccettivo sarebbero stati due medici in servizio di guardia, in episodi distinti, ma sempre nell'ambito dell'Asl 5 di Pisa. I due medici erano stati precedentemente convocati dal direttore sanitario dell'Asl Rocco Damone, che ha poi presentato una denuncia all'autorità giudiziaria e una segnalazione all'Ordine dei medici.

Il primo episodio risale alla vigilia di Pasqua. Una ventenne si reca alla guardia medica del villaggio "I Passi": sulla porta la accoglie un cartello: «Presso questo ufficio non viene prescritta la cosiddetta pillola del giorno dopo». A questo punto la ragazza raggiunge il pronto soccorso, ma anche qui niente pillola perché il medico di turno è obiettore di coscienza. Non le resta quindi che attendere - diverse ore - il cambio di turno per avere la sua ricetta medica. Il secondo caso, anche questo segnalato dal quotidiano "il Tirreno", è di qualche giorno dopo. Una ragazza va al pronto soccorso dell'ospedale Santa Chiara di Pisa. Una serie di emergenze hanno la precedenza e un'infermiera, per accelerare i tempi, le suggerisce di rivolgersi alla guardia medica. Al telefono l'amara risposta: «Resti pure al pronto soccorso, nessuno dei medici le prescriverebbe il farmaco». Solo grazie all'intervento di un medico amico la giovane risolve il problema. Intanto da Firenze è arrivata via mail a "la Repubblica" la segnalazione di un caso analogo: «Ho telefonato alla guardia medica del mio quartiere, hanno rifiutato la prescrizione e mi hanno detto di rivolgermi altrove». Al centro della polemica sembra quindi trovarsi l'intero servizio pubblico di guardia medica.

La pillola del giorno dopo è un contraccettivo d'emergenza che va assunto entro 72 ore dal rapporto a rischio (ma la sua efficacia diminuisce col passare delle ore). Blocca l'ovulazione e non ha alcun effetto se la gravidanza è già in atto. Non è assolutamente un farmaco abortivo e per questo non esiste una normativa in Italia che riconosca il diritto del medico all'obiezione di coscienza, concesso invece nel caso della radicalmente diversa pillola Ru-486.

Il comitato di bioetica nazionale ha però introdotto il riconoscimento della cosiddetta clausola di coscienza: i medici che non vogliono prescrivere il farmaco devono informare l'Asl con una dichiarazione scritta e dare obbligatoriamente indicazioni per consentire a chi ne fa richiesta di avere la prescrizione del farmaco nei termini richiesti. Ma - importante - l'obiezione di coscienza è subordinata all'emergenza in atto.
Il consiglio regionale toscano, proprio il 27 febbraio scorso, ha approvato una delibera con cui stabilisce che «rifiutare di fornire la pillola del giorno dopo è un'interruzione di pubblico servizio», in parole povere è reato.

Nostra opinione: la legge parla chiaro, si tratta di episodi incivili da condannare senza giustificazioni. Viene subito da chiedersi, perché? Perché una ragazza che si trova già in un momento di disagio deve affrontare tutte queste difficoltà? La prescrizione della pillola del giorno dopo è perfettamente legale, è un suo diritto! Perché i medici che operano nel servizio sanitario pubblico si permettono di fare il bello e il cattivo tempo? La paziente dovrebbe essere assistita, consigliata, forse anche rassicurata... invece riceve solo rifiuti, fastidi, indifferenza e porte in faccia! Brave le ragazze che hanno segnalato i disservizi e ispirato l'inchiesta giornalistica... altrimenti questi medici avrebbero continuato ad agire indisturbati nell'irregolarità.

Valentina Rabazzi

Articoli Correlati: Pillola del giorno dopo negata, nuovo caso a Pisa: giovane coppia vuole agire per vie legali. Interviene il Ministro Turco

Leggi i commenti

07/04/2008, non solo a ragazzi inviato da Mary Lou

ma guardate che non succede solo a "ragazzetti" di dover ricorrere alla pillola del giorno dopo! io l'ho fatto a 28 anni e avevo avuto un rapporto con il ragazzo, con cui ho una storia da 7 anni... abbiamo avuto un semplice problema tecnico, che dovevamo fare? se si demonizza la pillola del giorno, si dovrebbe attaccare anche i presevativi o la pillola "normale"... non siamo impocriti

 

07/04/2008, Più responsabilità per tutti inviato da ................

Putroppo succede sempre più spesso ma non è un comportamento corretto da parte dei medici. Da quello che so io non c'è nessuna legge o normativa che vieti la prescrizione o la somministrazione di tale farmaco. Non vorrei essere al posto di un medico, che rifiutandosi di dare il medicinale potrebbe "causare" con il suo comportamento un grosso problema ( una gravidanza indesiderata) ad una ragazza, magari minorenne. Secondo me è meno problematico dare una pillola piuttosto che, successivamente dover praticare un aborto. Un'altra cosa importante è che i ragazzi fanno queste cose con molta leggerezza perchè sanno che, nel caso in cui succeda qualcosa possono ricorrere alla pillola del giorno dopo. Secondo me, i medici sbagliano ma anche i ragazzi devono assumersi le proprie responsabilità!

 

05/04/2008, Succede in tutta Italia! inviato da JPK

L'avete visto il servizio delle Iene di circa un mese fa?

 

04/04/2008, vergognoso inviato da Hbk

è vergognoso quello che è successo a pisa. Il medico, oltre alla conoscenza della materia, dovrebbe avere anche delle doti umane... questi signori si sono dimostrati, oltre che dei medici inadempienti, delle persone brutte... altro che obiezione... vergognatevi!

 

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