25-01-2010 CARCERI TOSCANA | Sulla questione carceri torna la FNS (Federazione Nazionale Sicurezza) della Cisl della Toscana con il Segretario Generale Fabrizio Ciuffini. Il sindacato commenta la decisione del Consiglio dei Ministri di approvare lo "Stato di emergenza" fino alla fine del 2010.
"Il Decreto del 13 gennaio 2010 - afferma Ciuffini - è la prova che avevamo ragione a lanciare ripetutamente l'allarme. Nella Legge Finanziaria, all'art. 2 comma 219, risultano stanziati 500 milioni di euro, destinati ad interventi necessari per la realizzazione di nuovi Carceri e per l'aumento di capienza in quelli esistenti. E' opportuno quindi che il Governo, rispetto agli oltre 65.000 detenuti in Italia, tenga anche conto che solo in questa regione (la Toscana ndr) ne sono presenti oltre 4.300 in circa 19 Istituti Penitenziari. Questo a fronte di una capienza che sarebbe necessario mantenere nel numero di 3.000 detenuti".
"La Toscana - incalza il sindacato - quindi ha circa il 30% in più dei detenuti che potrebbe gestire e con un organico di Polizia Penitenziaria carente di circa 800 persone, sono presenti 2250 unità a fronte di un organico previsto in almeno 3011, previsione tra l'altro mai concordata con i sindacati e sottostimata, decisa una decina di anni fa da una pseudo commissione ministeriale".
Si parla di numeri: i 4321 detenuti si dividono in 2143 italiani e 2178 stranieri, con una presenza in generale di 185 donne. Relativamente ai detenuti stranieri è necessario dire che solo 859 sono cittadini di Paesi Europei mentre ben 1069 sono provenienti da Paesi dell'Africa, 143 dall'Asia e 106 dall'America. "Da ciò - afferma Ciuffini - è possibile dedurre la difficoltà di organizzare le necessarie attività costituzionalmente previste, per un grave mix tra sovraffollamento, carenza di personale penitenziario, provenienze etniche/culturali diverse e Strutture Penitenziarie inadeguate".
A fine mese sarà firmato un protocollo di riforme tra la Regione Toscana e il Ministero della Giustizia "per aggiornarne uno datato del 1992 e per accompagnare una serie di modifiche che vedono doversi rendere più stringente la collaborazione tra Stato e Regioni".
"Le Riforme Istituzionali - continua Ciuffina - riguardano importanti aspetti quale l'assistenza sanitaria che l'allora Governo Prodi, in scadenza di mandato nel 2008, intese demandare al Sistema Sanitario Nazionale. Ma quella Legge è rimasta fino ad oggi sulla carta perché alle Regioni, Toscana tra queste, non sono mai stati trasferiti i finanziamenti che prima lo Stato deteneva per l'assistenza che forniva il Ministero. In Toscana c'è poi l'esigenza di intervenire su alcune Strutture che sono rimaste inspiegabilmente vuote nonostante il bisogno di posti letto, il bisogno di celle detentive".
Empoli dovrebbe finalmente avviare le attività con detenuti Transgender che ha richiesto l'adeguamento della Struttura e che deve veder essere fornita una specifica formazione professionale al Personale che dovrà operare in questo particolare contesto detentivo. Anche il carcere fiorentino Gozzini, più conosciuto come "Solliccianino", potrebbe in futuro avere una destinazione diversa quale il nuovo Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Chiaramente questo potrà realizzarsi solo se contestuale alla regionalizzazione dell'utenza della Struttura, se insomma le altre regioni si faranno carico di reperire Strutture per organizzare l'attività specifica per Internati non Toscani. Se questo avverrà l'attuale Struttura di Montelupo Fiorentino potrebbe essere ristrutturata e convertita in Casa Circondariale, potendo così ospitare oltre 250 detenuti sfollati dagli altri Istituti della regione.
"Ma è chiaro - spiega il sindacato - che chiediamo al Ministero della Giustizia di investire sulle Strutture della Toscana, che hanno bisogno di ristrutturazione perché in certi casi sono assolutamente "fuori norma" sia per la Sicurezza Penitenziaria, sia per la Sicurezza in senso lato quali ambienti insalubri ed inadeguati. Ci riferiamo ad esempio al carcere "Don Bosco" di Pisa, alle "Sughere" di Livorno ma senza ignorare che varie città della Toscana da tempo dibattono su dove e come realizzare nuovi carceri: è il caso di Siena, di Lucca, di Pistoia, di Grosseto e di Arezzo (per il quale i lavori di ristrutturazione sono prossimi). Noi della CISL FNS vigileremo perché durante questa "emergenza" non siano prese decisioni sbagliate e inutili, perché la storia insegna che quando si punta a grandi investimenti il rischio è che si comincia a fare tante cose e non se ne finisca neanche una".
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