06-09-2010 VENDEMMIA 2010 | In ritardo di una settimana e con uve ricche di aromi. E' questo, in estrema sintesi, quanto si prospetta per la vendemmia di quest'anno secondo quanto emerge dagli studi sulle curve di maturazione delle uve presentati nei giorni scorsi nei locali delle Strade del Vino.
"E' un progetto al quale Provincia e Camera di Commercio hanno dato il via nel 2003 - hanno spiegato l'Assessore provinciale all'agricoltura Andrea Cutini e il Presidente della Camera di Commercio Giovanni Tricca. Lo scopo è quello di fornire ai produttori informazioni dettagliate sulle caratteristiche dell'uva e sul loro grado di maturazione, in modo da poter scegliere il momento migliore per iniziare la vendemmia. Il settore è di grande importanza per il nostro territorio perché sono 7.500 gli ettari di vigneto in provincia di Arezzo, 4.500 dei quali a denominazione di origine. Notevole negli ultimi anni è stato anche lo sforzo a qualificare le produzioni, come dimostra il fatto che 1.400 ettari di vigneti sono stati rinnovati. La sfida della qualità che abbiamo lanciato, e che sta dando risultati davvero lusinghieri, continua quindi con questa vendemmia 2010, che è anche un momento di festa per una parte importante del nostro territorio", hanno concluso Cutini e Tricca.
A delineare come sarà l'annata 2010 è stato il dottor Paolo Storchi, dell'Unità di ricerca per la viticultura del CRA. "Prima di tutto voglio sottolineare che i dati che raccogliamo sono relativi a 37 vigneti e che, quindi, si tratta di un monitoraggio molto approfondito che rappresenta, con ogni probabilità, un caso unico in Italia con queste caratteristiche. Non ci limitiamo, infatti, a fare uno studio sul Sangiovese ma analizziamo tutti gli altri vitigni presenti, con dati che possiamo confrontare con quelli degli anni precedenti grazie all'archivio che abbiamo costruito. Andando nello specifico, devo dire che quella di quest'anno è un'annata un po' anomala rispetto al recente passato, più fresca e con maggiore piovosità. La vendemmia, quindi, avrà un ritardo di circa sette giorni a livello provinciale, dato questo che non è del tutto negativo perché una maturazione più lenta ha anche i suoi benefici. Non ci saranno valori zuccherini eccezionali, e le gradazioni saranno quindi più basse degli ultimi anni, ma soprattutto avremo vini fruttati, freschi ed aromatici, caratteristiche che vanno incontro al gusto dei consumatori in questo momento. Molto dipenderà anche dalle condizioni climatiche delle prossime settimane, che sono decisive, ma possiamo essere decisamente ottimisti. A livello di quantità dovremmo avere un leggero aumento rispetto allo scorso anno, circa un 5%, e la qualità sanitaria delle uve è al momento buona. Le prime vendemmie, quelle del Merlot, dovrebbero partire tra il 15 ed il 20 settembre seguite poi da Sangiovese, Sirah e Cabernet Sauvignon", ha concluso Storchi.
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