Marrazzo e Facebook | Ormai Facebook è entrato nell'attuale dibattito politico. E ammettiamolo, in questo momento la politica italiana offre spunti quantomai interessanti. Ecco che dopo il contestato gruppo sul premier Berlusconi arriva anche l'omologo "Uccidiamo Marrazzo" appena fondato con 19 membri. Questo gruppo nasce provocatoriamente e "per statuto", si legge sulle informazioni ufficiali, "a difesa della prostituzione e dei clandestini", oltre che "dei diritti umani".
Tra i post spunta quello di Daniele che si rivolge "ai falsi moralisti della sinistra" che "si vergognino", e chiede poi anche "a Silvio di iscriversi". Facebook comunque pullola di gruppi che si rifanno provocatoriamente alla vicenda. Tra i più numerosi c'è il "Piero Marrazzo trans club" con 571 iscritti. C'è Johnny che si lamenta per i soldi dei contribuenti spesi "male": "Questo va a trans con l'auto blu e dice di essere vittima di un complotto politico" e chi come Pierluigi si rivolge al governatore, dicendo non ti capisco, "è tanto bella la gnocca".
Qualche messaggio di solidarietà in più si trova invece sulla pagina personale di Marrazzo su Facebook. C'è Simone che dice "la vita privata è privata", ma anche "un elettore di sinistra" che si sfoga: "Mi viene da vomitare all'idea che abbia pagato la prestazione sessuali con i soldi dei contribuenti". E infine Gello che lo accusa di ipocrisia, riportando quanto scritto sul sito ufficiale della Regione Lazio: "La famiglia è la sua vera grande passione. Ha tre figlie: Giulia, Diletta e la più piccolina, Chiara. Con loro e con Roberta, la donna della sua vita, passa tutto il tempo libero".
È interessante notare come Facebook stia diventando il bar, o la piazza virtuali nel quale scambiarsi opinioni, notizie e commenti in tempo reale. L'unico posto forse dove è si trova spazio per esprimersi utilizzando il social network in modo attivo e interattivo. Forse dove hanno fallito i partiti politici (per comunicazione, informazione e aggregazione sociale) arriverà Facebook? Una cosa è certa la politica deve riconoscere la potenzialità e la potenza di questo social network e non limitarsi ad oscurare certe sue pagine "fastidiose"...
Valentina Rabazzi
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