Facebook, Prato e i cinesi | Entro quest'estate a Prato, nei pressi di un ex capannone di periferia, dovrebbe aprire un'imponente ristorante cinese che ospiterà 800 coperti, più sei salette per cene private con tanto di karaoke. Il ristorante cinese più grande d'Italia aprirà sempre a Prato ma da un'altra parte, per la precisione in un macrolotto industriale. La struttura prevede ben 1500 coperti di capienza e al primo piano anche la presenza di una società di intermediazione finanziaria cinese.
Subito dopo la diffusione della notizia si è accesa la protesta, che ha riguardato anche il popolo della rete. Su Facebook è stato creato il gruppo "No al ristorante cinese più grande d'Italia a Prato" che raccoglie 2.715 membri.
Ecco la sua presentazione:
"Ebbene noi esprimiamo la nostra contrarietà all'apertura di questo mega-ristorante, perché Prato deve ritornare ad esser famosa in tutto il mondo per la sua storia del tessile, per i buonissimi biscotti di Mattei, per il Datini, per Jury Chechi, per Paolo Rossi,per Gabriele D'Annunzio, per Curzio Malaparte, per il Benigni; e perchè no anche per la sacra cintola e per la cocomerata. Noi siamo convinti che ci sono ancora pratesi, che amano sentire per le strade cittadine il profumo dell'aroma del pane, della ribollita, dei cantuccini, della pizza cotta a legna, dei tortelli di patate, delle caldarroste e delle paste in piazza Mercatale, e sopratutto il profumo dei nostri filati tessili.
Siamo stufi invece di sentire il classico rumore dell'ambulanza che porta all'ospedale "i pacifici" africani che per gioco si sono spaccati in testa l'ennesima bottiglia di vetro, siamo stufi di sentire puzza di animali morti appesi alle finestre, di sentire sempre quel nauseabondo puzzo di olio fritto che ti entra nelle narici e che ti fa venire il voltastomaco con annesso probabile attacco di vomito.
A quanti di voi è capitato in vacanza di sentirsi domandare:
-Da dove vieni? E appena rispondete Prato, sentirsi dire: Ah! La città dei cinesi".
Il gruppo si lamenta anche per l'impatto devastante che avranno le strutture del nuovo ristorante cinese, poiché situate in zone a maggior congestione di traffico e mancanza di parcheggi. E a Prato effettivamente la convivenza tra italiani e cinesi diventa sempre più difficile. La comunità cinese conta oltre 30mila membri, ma se si contano gli irregolari sono molti, molti di più. A Prato si è creata una vera e propria "Chinatown", una sorta di loro città insomma. I cinesi sono accusati di concorrenza sleale e sfruttamento di manodopera clandestina nel settore del tessile, fondamenta e tradizione dell'economia pratese sin dal Medioevo. Ed oggi con la dura crisi economica che ha colpito tantissime fabbriche della zona, la situazione si fa ancora più esasperata.
Secondo molti analisti politici proprio la "questione cinese" è all'origine della vittoria del centrodestra alle elezioni comunali del 2009. Dopo 63 anni di amministrazione di sinistra, infatti, l'attuale sindaco Roberto Cenni è del Pdl.
Valentina Rabazzi
Da YouTube.com
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