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Montepaschi, riparte l'avventura. Minucci: ''Non siamo i favoriti, il tempo dirà quanto Siena sarà forte...''

Montepaschi, riparte l'avventura. Minucci: ''Non siamo i favoriti, il tempo dirà quanto Siena sarà forte...''23-08-2010 BASKET MONTEPASCHI SIENA | Primo giorno di raduno per i Campioni d'Italia della Montepaschi Siena. Ancora i biancoverdi non sono al completo per i numerosi nazionali in rosa, coach Pianigiani in testa, e in Viale Sclavo erano presenti "solo" Shaun Stonerook, Ksistof Lavrinovic, Malik Hairston, Andrea Michelori, Milovan Rakovic e Rimantas Kaukenas, più alcuni elementi delle giovanili.

Il padrone di casa come sempre è la mente del progetto senese, il Presidente Ferdinando Minucci, che parla della MensSana del prossimo domani e dell'estate appena trascorsa, levandosi anche qualche sassolino verso avversari di ieri e forse di domani.

"La passata stagione sarebbe stata l'ultimo anno di un ciclo straordinario e così è stato. Partiamo con un progetto nuovo, ambizioso, con tante scommesse. Come piace a Siena. Ci sono sensazioni particolari nel vedere che mancano giocatori come Mc Intyre, Sato, Eze, Domercant, Hawkins. Siamo felici che ci abbiano accompagnato in questi anni e un po' dispiaciuti perché se ne sono andati grandi giocatori, ma soprattutto degli uomini straordinari".

Anno nuovo - "Per i giocatori che partono ci sono giocatori che arrivano. Questo è il nostro lavoro. Queste sensazioni sono mitigate dal ritorno di Rimas, che è il simbolo del rapporto che istauriamo con i giocatori. Mai separazioni brusche perchè capiamo che le partenze non sono motivate da questioni personali ma da scelte professionali, come per McIntyre. L'unico che abbiamo cercato di tenere è Sato, ma non ci è riuscito".

I nuovi - "Michelori non ha bisogno di presentazioni, piacerà al pubblico per il suo modo di giocare. Gli altri sono mezze scommesse come McCalebb o scommesse vere come Rakovic e Hairston ma anche Aradori, giocatori giovani che dovranno affrontare l'Eurolega. I primi due poi non hanno mai affrontato un campionato "di livello" come quello italiano. Siamo curiosi nel vedere come si adatteranno".

Riorganizzazione - "Nell'apertura di un nuovo ciclo abbiamo fatto dei cambiamenti importanti, con una riorganizzazione interna. "Sangue fresco", per cercare di trovare persone da inserire con grandi motivazioni e cercare di dare a chi lavorava con noi da tempo sbocchi fuori da Siena. Come Giulio Griccioli, che è andato in LegaDue a Scafati, e Sandro Bencardino, che sta valutando esperienze e soluzione possibili. Sono entrati Giacomo Baioni e Giustino Danesi, che hanno portato con sé idee innovative e la voglia di vincere. Noi crediamo nell'organizzazione e cerchiamo ogni anno di migliorarla".

Pronostici - "Quest'anno, se dio vuole, non partiamo favoriti, nonostante qualche tentativo di caricarci di responsabilità. Abbiamo cambiato 4/5 del quintetto e abbiamo preso giocatori giovani e inesperti. Le favorite sono altre, poi il campo dirà quanto Siena sarà forte, se le nostre scelte sono state corrette e se il lavoro svolto sarà importante da renderci competitivi".

Settore giovanile. "Non faremo più investimenti, perchè non abbiamo avuto riscontri sia in termini di giocatori da inserire in prima squadra sia in termini di immagine e riconoscimenti da parte di istrituzioni sportive. Quindi la necessità di ristrutturare porta a questa scelta. Lasciamo dopo 10 anni di lavoro e lasciamo da assoluti dominatori".

Chi sono i favoriti?
"Per gli investimenti e i risultati negli ultimi due anni Milano. Ma in tanti hanno lavorato bene come Treviso, Bologna e Roma. Sarà un campionato equilibrato, come da tanti auspicato, anche se è assurdo sperare che il primo della classe si indebolisca per insidiarne il trono..."

Mc Calebb?
"All'inizio è stato impossibile per le cifre chieste dal giocatore. Poi la trattativa è stata più facile anche se devi concedere qualcosa quando le cifre calano così tanto. Ha fatto vedere qualcosa nella passata stagione ma è un giocatore che deve crescere e io non mi fido dei numeri e delle prestazioni in Nazionale".

Sato...
"Aveva promesso di ristare se non per l'Nba ma il Panathinaikos è come una franchigia "aggregata". Ma Romain si merita questa opportunità, è normale che sia così, i giocatori se sono buoni vanno via".

Milano si sta nascondendo?
"Si... Io l'anno scorso ho avuto il coraggio di dirlo quando eravamo i favoriti, loro non lo stanno facendo. Avranno paura della pressione... Certo è che non potreanno dire che s'è speso di più, spero..."

Bilancio...
"Lo teniamo sotto controllo. Poi ci sono anni che lo "striziamo" per tenere qualche giocatore ma non può essere sempre così. Hawkins non me lo sono permesso, Jabeer pure. Milano avrà fatto altre scelte ma Armani credo sia in grado di construire una squadra competitiva anche a livello europeo".

Hairston?
"Lo seguivamo da due anni. E' fatto per l'Europa: è allenabile, intelligente, sa stare nel gruppo, ha un tiro non straordinario ma non puoi lascirlo tirare. Ci auguriamo che posso essere un giocatore da Siena".

Eurolega...
"Sono un pò deluso dall'anno scorso, che doveva essere l'anno buono e invece abbiamo fatto peggio di quelli precedenti. Quest'anno consideriamo un ottimo risultato le Top 16".

Ingaggi...
"Mc Calebb è arrivato perchè non c'era Sato, a livello di assorbimento del budget, se no assolutamente non lo potevamo prendere".

Carraretto?
"Lo conosciamo, Marco è Marco... è una prefessionista serissimo. Rimarrà a Siena fino alla fine della carriera perchè giocatori importanti ce ne sono, uomini decisivi pochissimi".

Zisis...
"Ha ridotto il suo salario per rimanere e noi lo volevamo con noi".

Lavrinovic
"E' stato operato, sta lavorando per rientrare i primi di ottobre. E' già a Siena, è arrivato prima degli altri, ha perso peso e questo è importante".

Come nel 2006?
"No. Due mondi differenti. Nel 2006 non c'era pressione e l'esplosione è stata straordinaria e inaspettata. Oggi non è così".

Fughe?
"Non ci sono state fughe. Voi vi immaginate solo separazioni traumatiche, ci sono solo in società che non pagano o con giocatori "matti". Vanno scissi i rapporti professionali con quelli personali. Gli stimoli sono fondamentali. Guardate che quando abbiamo rinnovato con Simone lui era un pò stanco perchè allenare sempre gli stessi è difficile. A un giocatore che t'ha fatto vincere quattro scudetti che gli dici? Ti arrabbi per cosa? Come lo motivi? Nell'ultimo anno non ho mai parlato alla squadra. Non avevo cose da dirgli. Andavamo fuori a cena... Adesso invece sarà diverso, abbiamo dato una bella shakerata".

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