Agricoltura senese senza voucher. Grave errore del Governo «sull’onda del populismo»

Marcucci: «Sull’onda del populismo il Governo ha eliminato i voucher, uno strumento molto utile in provincia di Siena. Così ci troveremo fra qualche mese, in tempo di vendemmia e raccolta delle olive senza alternative e, soprattutto, senza la possibilità di mettere in regola chi vorrà lavorare nelle nostre aziende, in primis giovani e studenti, pensionati e familiari»

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«Sull’onda del populismo il Governo ha eliminato i voucher, uno strumento molto utile in provincia di Siena. Così ci troveremo fra qualche mese, in tempo di vendemmia e raccolta delle olive senza alternative e, soprattutto, senza la possibilità di mettere in regola chi vorrà lavorare nelle nostre aziende, in primis giovani e studenti, pensionati e familiari». A sottolinearlo è Luca Marcucci, presidente della Cia Siena che commenta le recenti decisioni del Governo di eliminare i voucher per disinnescare la minaccia del referendum.

Ma facciamo un passo indietro di dieci anni. Multe da migliaia di euro ad aziende agricole della provincia di Siena, se ti facevi aiutare da un parente o da un amico a vendemmiare o a raccogliere le olive. La notizia a livello nazionale venne fuori proprio dalle nostre campagne e a evidenziare l’anomalia che riguardava tutti, in particolare le aziende di piccole dimensioni, fu proprio la Cia. La notizia ebbe una rilevanza nazionale. Dopo arrivarono i voucher, che per quanto riguarda il modello agricolo senese e toscano, fatto di tante piccole aziende agricole, rappresentarono una soluzione efficace permettendo di essere in regola e per poter permettere a pensionati e studenti, di lavorare in alcuni giorni dell’anno.

Poi l’escalation degli ultimi mesi e settimane. La Cgil che ottiene un referendum, per l’abolizione fra l’altro dei voucher, perché secondo il sindacato se ne è fatto un uso distorto. Forse in altri settori, ma non di certo in agricoltura, dove i voucher valgono il 2-3%, seppure il settore sia stato criminalizzato. «E’ stato un grave errore da parte del Governo aver eliminato i voucher – prosegue Marcucci -, era l’unico modo per avere la manodopera nei lavori stagionali. Alternative al momento non ce sono, chiediamo al Governo un provvedimento in tempi rapidi per tamponare questa situazione». 

Intanto nei giorni scorsi un episodio di cronaca in provincia di Siena che ci riporta al problema del caporalato.  Si è trattato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro: questa l’accusa contestata al titolare della cooperativa contoterzista con sede nella provincia di Grosseto oggetto di una maxi operazione dei Carabinieri di Poggibonsi di contrasto al caporalato. «In certi casi l’azienda agricola viene coinvolta indirettamente – spiega Roberto Bartolini, direttore Cia Siena – come in alcuni casi di lavori in contoterzismo. I lavoratori devono godere delle migliori condizioni possibili, e siamo ovviamente favorevoli ai controlli da parte degli organi preposti. Chi è in regola come le nostre aziende associate non ha nulla da temere, per cui ben vengano operazioni che facciamo emergere zone grigie nelle nostre campagne. La legge sul caporalato da poco approvata è positiva e va in questa direzione, ma bisogna sempre fare delle distinzioni fra eventuali reati e altre irregolarità magari dovute alla burocrazia». 

Pubblicato il 29 marzo 2017

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