Botro ai Buchi, un luogo magico nel cuore della Val d'Elsa

L'acqua e la natura hanno scavato talmente tanto da creare un paesaggio suggestivo, che cambia continutamente nel tempo e a seconda della stagione

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La prima volta che ho sentito parlare di Botro ai Buchi è stato sul gruppo Facebook "Valdelsa e dintorni: questa è la mia terra". Delle foto ritraevano un posto bellissimo, quasi incantato che mai e poi mai avrei immaginato che si potesse trovare dalle nostre parti (non perché non ci siano posti bellissimi, intendiamoci, ma non ne avevo mai sentito parlare). Ci sono stata, animata da curiosità e spirito d'intraprendenza, da sola a settembre dell'anno scorso. Dopo cinque metri ho realizzato che forse non era tanto il caso di addentrarsi nel bosco fitto, senza sapere la strada, e per di più sola, nemmeno per vedere Botro ai Buchi. Finalmente, dopo tanto tempo, ho avuto l'occasione di visitarlo davvero, approfittando di un'escursione gratuita organizzata ieri da Montaione Natura.

Il giro è partito dalla Riserva di Castelvecchio, nel comune di San Gimignano, con un breve passaggio dalle rovine della città abbandonata, importante roccaforte medievale difesa naturalmente da profondi e incassati solchi: gli orridi o botri.

La discesa nel Botro di Castelvecchio e di Botro ai Buchi. Qui l'acqua e la natura hanno scavato talmente tanto da creare un paesaggio suggestivo, che cambia continuamente nel tempo e a seconda della stagione. Il sentiero che attraversa il Botro di Castelvecchio permette di toccare con mano l'influenza che ha l'esposizione dei versanti sulle comunità vegetali, in particolare nelle valli strette e profonde, come quelle scavate nel calcare dal Botri di Castelvecchio e dal Botro delle Libaie. In questi casi si crea il fenomeno microclimatico dell'inversione termica per cui, a causa della diversa durata dell'irraggiamento del sole, la parte alta dei versante e gran parte del versante esposto a sud hanno una vegetazione di tipo mediterraneo, mentre il versante che più rimane in ombra e soprattutto il fondovalle ospitano una vegetazione tipica dei climi freschi e umidi montani: una distribuzione che è appunto "inversa" a quella che si osserva normalmente.

Dopo circa 2 km nel Botro di Castelvecchio siamo finalmente giunti a Botro ai Buchi. Il nome deriva dai numerosi buchi e anfratti presenti nelle pareti, che offrono rifugio a molti animali e uccelli. E' un vero e proprio piccolo canyon con pareti alte fino a 20 metri. In certi tratti il sentiero si stringe, al punto che le pareti distano appena un metro l'una dall'altra, dove solitamente scorre l'acqua. L'ambiente è quasi completamente al riparato dal sole e fresco (c'è un'escursione termica con la superficie di circa 5 o 6 gradi). Questo è il periodo ideale per visitarlo, perché dell'acqua non resta che qualche piccola pozza. In punti più delicati è necessario tenersi alle catene fissate sulla roccia per poter proseguire il cammino.

Come trovarlo. Da San Gimignano si prende la strada per Volterra e, poco oltre il carcere di Ranza si prende la sterrata sulla destra direzione Pugiano. Dopo circa 1 km si arriva a un ponte di cemento sul torrente Riguardi: qui si lascia l'auto. Si attraversa il ponte a si scende sulla sinistra, per poi prendere il letto del torrente in secca subito a destra (se c'è acqua rinunciate). Si risale e dopo circa 800 metri si entra nel Botro. Arrivati alla fine consiglio di ripercorrerlo all'indietro perchè vi apparirà tutto diverso. Venendo invece da Colle Val d'Elsa o da Volterra, arrivati a Castel San Gimignano, si prende la strada verso San Gimignano e dopo circa 2 km troviamo il bivio per Pugiano a sinistra. Guarda come arrivarci su Google Maps.

Alessandra Angioletti

Pubblicato il 29 agosto 2016 (modifica il 30 agosto 2016 | 17:29 )

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