Colle di Val d'Elsa, Pianigiani lascia la presidenza della Pgs Pietro Larghi

Un post lunghissimo pubblicato su Facebook, una sorta di lettera aperta per ringraziare tutti e fare un bilancio della sua esperienza a capo di una delle società sportive più longeve della Val d'Elsa. Così Roberto Pianigiani dichiara di lasciare la presidenza dell'Asd Pgs Pietro Larghi Volley, della quale però continuerà a far parte attivamente dando una mano

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«E’ arrivata la fine del secondo mandato e ho deciso, come già comunicato agli attuali consiglieri, di non ricandidarmi». Comincia con queste parole il lungo post scritto su Facebook (di cui riportiamo le parti salienti) da Roberto Pianigiani, presidente della storica società di pallavolo colligiana, l'Asd Pgs Pietro Larghi, con cui dichiara di lasciare la carica. Giovedì 9 marzo 2017 alle ore 21.00 si terrà nel salone della parrocchia di San Giovanni Bosco l'assemblea dei soci, quando inizierà l'iter per le elezioni del nuovo consiglio e quindi del nuovo presidente.

I ringraziamenti

«Molte sono le persone che devo ringraziare per gli stupendi anni vissuti alla guida della PGS Pietro Larghi. In primis la mia amatissima famigliaSara: per essersi avvicinata a questo sport e per avermi dato la possibilità di seguirla. Marta e Matteo: per aver sopportato, specialmente negli ultimi anni, il mio “non esserci mai”, e di averlo fatto senza se e senza ma, comprendendo quanto valeva per me questa esperienza.  E poi ci sono tutte le persone che mi sono state vicine e tuttora lo sono. Tanti dirigenti: da Giampaolo Berti e Fabrizio Bianciardi che fin dal primo giorno hanno lavorato con me, ad Alessandro Scalabrini che da profondo conoscitore della PGS è stato fondamentale per acquisire esperienza e correggere certi errori. Da Sergio Poli e Flavio Benedetti con cui ho condiviso tantissime decisioni in questi anni di presidenza, a tutti gli attuali compagni di viaggio che già si preparano per il lavoro futuro. Un ringraziamento speciale, permettetemelo, va ad Andrea Vivi ex direttore sportivo Mens Sana dal quale davvero ho imparato tantissimo, una vera miniera di conoscenze e di esperienze. Tantissimi gli allenatori, i quali rivestono in una società sportiva un ruolo chiaramente fondamentale. Per la mia crescita personale sono stati tutti fondamentali, anche coloro che a torto o a ragione, pensano di essere stati danneggiati dalle mie decisioni. Posso garantire loro che ho sempre e soltanto agito nell’interesse della PGS Pietro Larghi, alla ricerca costante di un team che riuscisse a lavorare insieme senza invidie e senza prevaricazioni. Ad oggi posso dire che questa ricerca è pura utopia anche se la situazione attuale in PGS è fondamentalmente soddisfacente. Tra tutti i tecnici che hanno frequentato la PGS in questi anni devo un ringraziamento particolare a tre persone con le quali il rapporto è andato al di là della questione tecnica. Filippo Ciappi, Paolo Francioli e Federico Bertolucci sono e saranno per sempre prima di tutto amici, poi allenatori: con loro l’affetto e la stima è oltre qualsiasi tipo di collaborazione possiamo intrattenere.
Un pensiero inevitabile va alle famiglie che in questi anni ho conosciuto e frequentato, a quei genitori che in un rapporto non sempre facile ho comunque cercato di comprendere, e nei limiti della mia pochezza, provato ad aiutare. 

Tra i miei ringraziamenti non possono mancare le istituzioni, siano esse sportive che politiche. In particolare per la Fipav un ringraziamento va a Fiorenzo Montermini che rimarrà per sempre il mio “Presidente Federale”, a tutto il gruppo arbitrale Siena e in particolare a Luca Russo e Piero Petri dai quali ho imparato ad apprezzare il lavoro e le difficoltà di chi dirige una gara. Un grazie anche a tutte le società e ai loro dirigenti. Non sono stati sempre facili i rapporti con le società sportive, ma ho sempre cercato di lavorare con la massima trasparenza, e anche se talvolta qualcuno non ha capito, grazie lo stesso. Un grazie in particolare a Tommaso Bellafiore: nonostante ognuno di noi abbia sempre cercato di fare gli interessi della propria società (come è giusto che sia !), c’è stato fra noi sempre profondo rispetto e correttezza.

Grazie al Comune di Colle Val d’Elsa, a tutti coloro che vi lavorano per lo sport. Un pensiero particolare per Paolo Brogioni che da sportivo vero ha fatto tanto per tutti noi. Grazie anche all’attuale Vicesindaco e assessore allo sport Lodovico Andreucci che ci segue con affetto speciale.

Voglio ringraziare anche, ed è doveroso, tutti i consiglieri e i dirigenti che con me hanno lavorato in questo ultimo mandato. Molti lasciano l’incarico e li capisco: è dura andare avanti specialmente quando non si ha un coinvolgimento diretto nelle questioni di palestra. Ci hanno comunque dato veramente tanto in idee e supporto morale. Un pensiero particolare va al Prof. Meris Mezzedimi il quale oltre al lavoro di gestione della sezione di cultura sportiva, ci ha dedicato una pubblicazione che riguarda la nostra Polisportiva e che resterà per sempre memoria della nostra società.
Un grazie naturalmente va a Giorgio Lucchesini, per avermi “fregato“ sette anni fa cucendomi addosso un ruolo non mio: quello di Presidente. Cosa per cui ancora oggi amichevolmente e scherzosamente lo odio. Ma ne sono uscito vivo, più ricco per l’esperienza fatta, anch’io più “adulto” e quindi non posso che ringraziare. Grazie alle associazioni colligiane, le società sportive, le parrocchie che in questi anni hanno con noi collaborato. L’associazionismo di Colle Val d’Elsa è una realtà eccezionale, mi auguro che venga incentivato e alimentato sia a livello politico, che attraverso la linfa di nuovi giovani che si inseriscano nelle varie entità.

Ho lasciato per ultimo il ringraziamento più importante, quello alle “mie” centoottanta e passa attuali bambine, atlete della PGS Pietro Larghi, e a tutte coloro che prima o dopo sono passate dalla nostra società. Non ci sono parole per esprimere il mio grazie, è stato bellissimo vederle crescere, tutto qui. 
E’ stato duro prendere decisioni tecniche e vederle soffrire, è stato duro veder riconsegnare le borse, è stato duro vederle arrabbiate e scontente, vederle girarsi dall’altra parte quando le ho incontrate per strada. Purtroppo ho dovuto scegliere e una cosa la posso garantire, ho sofferto da cani sempre e, sottolineo due volte, sempre».

L'eredità sportiva

«Lasciamo, perché i risultati li abbiamo raggiunti tutti insieme, una società sanissima economicamente, con un numero di iscritte elevato, con un’ottima posizione nell’ipotetica classifica provinciale delle società di pallavolo, con un adeguato staff tecnico e con una gestione sportiva estremamente lineare e tracciata. Una linea semplicissima: la prima squadra deve essere emanazione assoluta del settore giovanile. Sembra semplicistico, ma non lo è. Due motivi animano questa linea-guida. Il primo sono le risorse economiche. Se spendessimo per prendere un giocatore di livello superiore che ci facesse fare il salto di qualità in prima squadra, toglieremmo risorse al settore giovanile e non lavoreremmo adeguatamente su chi potrebbe in futuro diventare una giocatrice importante. Il secondo è di coesione sociale. Ho imparato sulla mia pelle che le squadre fatte in casa, cresciute nell’ambito societario hanno un seguito diverso rispetto a squadre magari più vincenti, ma costruite con giocatori provenienti da altre realtà. In soldoni, i sabati sera con il palazzetto pieno per vedere la serie D sono grandi soddisfazioni. E’ come riunire una famiglia intorno ad un tavolo, vuoi mettere?!».

L'eredità affettiva

«Ben più importante è quello che resta a livello di associazione e mi riferisco appunto a quel senso di famiglia che si respira attualmente. Tante persone che si mettono a disposizione e che danno un pezzettino del loro tempo per questi colori. E adesso che succede? La volontà di tutti noi è quella di dare continuità al lavoro svolto negli ultimi anni e in particolare di creare le condizioni perché il prossimo consiglio sia ancor più formato dai genitori. Genitori che abbiano la voglia di sporcarsi le mani e che abbiano ben presente quanto l’operare di questa società sia importante per la maturazione delle ragazze, indipendentemente dai risultati sportivi raggiunti da ognuna di loro. Credo, e anzi sono convinto, che queste persone ci siano all’interno del corpo sociale bianco azzurro e pian piano stiano anche mettendo timidamente il dito fuori per dimostrare la loro volontà di partecipare alla gestione della struttura societaria. A livello personale ho dato la disponibilità a continuare a dare una mano, e lo farò se ce ne saranno le condizioni». 

Pubblicato il 3 marzo 2017 (modifica il 3 marzo 2017 | 17:41 )

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