Dall'Italia all'estero, cinque storie che parlano di speranza e futuro

Oramai, si sa, sono davvero molti i giovani che fuggono dall'Italia. Ecco le storie di Patricia, Maicol, Cristofaro, Stefano, Awatif

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Oramai, si sa, sono davvero molti i giovani che fuggono dall’Italia. Per questo ho voluto raccogliere personalmente le testimonianze di cinque ragazzi della zona che hanno scelto di vivere per un po' (o forse per sempre) al di là del Belpaese. Cinque percorsi diversi ma con in comune la speranza e la voglia di cercare un futuro migliore.

Le domande che ho posto loro sono le seguenti:

-         Perché sei emigrato all’estero?
-         Per quale ragione in quel determinato Paese?
-         Cosa ti aspettavi?
-         Com’è realmente?
-         Quali differenze hai riscontrato tra i due Paesi?
-         Dacci un'opinione personale e un consiglio
-         Ritorneresti in Italia?

Ecco cosa hanno risposto i ragazzi. 

«Sono Patricia e sono emigrata a Londra in Inghilterra per imparare al meglio la lingua inglese. Inoltre mi sentivo infelice perché non riuscivo a trovare un lavoro che mi soddisfacesse e l’università non mi piaceva. Ho scelto Londra perché avevo un’amica che mi ha aiutata a stabilizzarmi e in passato già c’ero stata in vacanza. Ricordo che mi era piaciuta tanto. Mi aspettavo di poter crescere “facilmente” anche senza alcun tipo di studio, grazie all'esperienza, e in effetti così è stato. Basta impegnarsi e dare il 100% e puoi diventare piano piano qualcuno di importante per la compagnia per cui lavori. Devo dire che è una città davvero multietnica. Londra a mio parere è un luogo molto preciso e soprattutto dove non c'è discriminazione (anche se ora con la Brexit si potrebbe dire il contrario). E’ un esperienza che consiglio di fare a tutti, per una crescita e per un'indipendenza personali. Londra apre le porte a tutto».

 

«Mi chiamo Stefano. Mi trovo ad Ibiza, in Spagna, perché avevo perso il mio posto di lavoro, e l’idea di fare una stagione estiva in un posto differente mi stuzzicava. Diciamo che l’idea di andare all’estero è stata solo una casualità. Da un giorno all’altro mi sono ritrovato qua grazie a un amico. All’inizio è stata dura. Non conoscevo la lingua e non avevo altre amicizie, ma per fortuna si fa presto a fare nuove conoscenze. Conoscevo Ibiza solo per sentito dire, non ci ero mai stato in passato. Mi sono ritrovato in un posto splendido, unico. Le persone sono fantastiche. Quello che più mi ha colpito è la loro voglia di fare, di inventarsi un lavoro quando tutto sembra finito, l’allegria e la spensieratezza con cui affrontano le giornate. Tutte cose che in Italia non vedevo da anni. Ovviamente non è sempre stato tutto bello e facile, ci sono anche momenti no… però senza dubbio il lavoro non manca. Un consiglio che mi sento di dare a tutti i giovani è quello di provare a fare un passo in più e a cercare altrove, anche solo per un po’. Fate nuove esperienze (sia di vita che professionali), andate a cercarvelo il lavoro se non lo trovate, oppure inventatelo. In Italia tornerei se le cose cambiassero, in questo momento non saprei cosa farci. Purtroppo non ci vedo un futuro».

«Sono Awatif e sono emigrata in Svizzera perché non volevo più sentirmi dire che dovevo accontentarmi del lavoro che avevo. Sono andata alla ricerca di un'occupazione che meritavo e che volevo fare soprattutto. Ho scelto la Svizzera perché è un Paese "caratteriale" e "affettivo". Affettivo perché è vicino all’Italia, quindi posso tornare a casa quando voglio. Caratteriale perché si tratta di un popolo preciso e serio. Devo dire che sono partita senza aspettative, se non con l’idea che mi sarei comunque trovata meglio. Speravo soltanto di trovare un lavoro e di apprendere la lingua e, dopo un anno, posso dire di avercela fatta. La Svizzera è un Paese che fanno funzionare. Si lavora tanto e bene in orari perfetti che vanno dalle 8.00 alle 17.00 e si ha uno stipendio maggiore che in Italia. La Svizzera è come la si immagina. Inoltre qua si tende a far integrare gli stranieri, a farli sentire a casa propria. Una cosa che assolutamente non cambierei mai però è il cibo Italiano, mi manca tantissimo. Un consiglio che ci tengo a dare è questo: se una persona ha un lavoro che le piace e con cui riesce a guadagnare bene, non le conviene partire e lasciare parenti e amici; ma se non la soddisfa, andarsene è la cosa migliore. Un’altra cosa che mi sento di dire è di studiare le lingue, sono la chiave del mondo».

«Sono Cristofaro e sono emigrato in Giappone per vincere una sfida personale e per la voglia di emergere, oltre perché faccio il designer, un lavoro che richiede degli spostamenti. Ho scelto questo Paese perché ti permette di poter scegliere tra diverse possibilità, ha un’offerta formativa migliore e quindi ti permette di crescere e fare progetti. Non sono partito con delle aspettative o con determinati presupposti. Ho solo pensato che, una volta arrivato, mi sarei goduto quello che avrei trovato, e così è stato. Il Giappone, visto attraverso gli occhi di uno straniero, a mio parere è abbastanza vivibile, ma per un giapponese la situazione cambia leggermente. Venendo invece alle differenze tra Italia e Giappone c’è tanta distanza come tanta uguaglianza. Mi spiego meglio. Il Giappone è un posto più adatto a chi ha un’età avanzata come credo che anche l’Italia. Tuttavia i giapponesi sono molto chiusi, a differenza di noi italiani che invece siamo più socievoli. Per non parlare poi delle differenze culturali. Ogni parte del mondo ha una sua differenza. Un consiglio che darei è quello di viaggiare tanto per conoscere nuove culture e vedere il mondo con occhi diversi. Non mi dispiacerebbe un giorno ritornare nella mia Italia».

«Sono Maicol e mi sono trasferito a Sidney, in Australia, perché non mi trovavo più bene in Italia. Avevo uno stipendio molto bassa rispetto a quello che mi danno qui. Per fare un esempio,  5€ italiani sono 18 $ australiani di paga. Non mi aspettavo un posto del genere. Si sta benissimo sia come qualità della vita che per le persone. Di lavoro che ce n’è tanto e per tutti. Addirittura dopo solo due settimane avevo già due lavori!
In Australia funziona tutto, è bellissimo. Ho fatto anche un'assicurazione sulla vita, perché a mio parere è più conveniente che in Italia. Ci sono moltissimi giovani provenienti da tutto il mondo, c’è tanto spazio per il divertimento e conosci sempre persone nuove. Consiglio vivamente a chiunque di farci un salto e starci almeno per un po’, di visitarla, di conoscerla meglio e magari mettersi un gruzzoletto da parte per poi ripartire di nuovo. Siamo giovani e il mondo è nostro.  Non penso di ritornare in Italia, almeno per ora, poi chissà... mai dire mai». 

Rosaria Orlando

Pubblicato il 1 agosto 2017

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