Empoli commemora la più grande strage di civili della storia empolese

Il Comune di Empoli, alla presenza dell’assessore alla cultura, con delega alla Memoria, Eleonora Caponi, ha commemorato ieri mattina, martedì 26 dicembre 2017, le vittime del bombardamento che colpì Empoli in questo stesso giorno, nel 1943, proprio all'ora di pranzo. Più o meno l’ora in cui il corteo partito dalla Collegiata di Sant'Andrea, dove è stata officiata la messa in suffragio dei caduti, è arrivato di fronte al monumento di Viale IV Novembre, a due passi dalla stazione. Qui è stata deposta una corona, ai piedi dell’opera del maestro e partigiano Gino Terreni

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Il bombardamento - Nel ’43 la ricorrenza di Santo Stefano cadeva di domenica: trentasei aerei americani, partiti dalla base di Decimomannu in Sardegna sganciarono in totale 210 bombe su Empoli, in particolare sulla stazione e sulla ferrovia, almeno 170 ordigni caddero fuori bersaglio, principalmente nel quartiere di Cascine. Morirono in pochissimi minuti 109 persone, in alcuni casi intere famiglie.Nei giorni successivi i morti salirono a 123.

Le istituzioni - Presenti rappresentanti delle istituzioni, anche l'onorevole Dario Parrini, il presidente del consiglio comunale Roberto Bagnoli, i consiglieri comunali Lorenzo Ancillotti, Claudio Del Rosso e Alessio Mantellassi, il proposto Don Guido Engels, forze dell’ordine, rappresentanti delle associazioni partigiane e combattentistiche, Misericordia, Associazione Nazionale Carabinieri, SPI Cgil, Aned e Anpi.

Queste due associazioni per la prima volta sono intervenute: Aned col presidente Alessio Mantelassi, Anpi con Alessandro Cioni.

L’intervento – Parte dell’intervento dell’assessore alla Memoria Eleonora Caponi: «Sono passati 74 anni da quella domenica di festa che ha segnato per sempre la storia della nostra città e che ogni anno ricordiamo insieme ad altre date significative come l’8 Marzo e il 24 Luglio, date che rappresentano non solo appuntamenti con la memoria ma momenti di presa di coscienza del presente e di rinnovo di un impegno politico e civile per tutti noi. A Empoli, l’anno che ci stiamo per lasciare alle spalle è stato segnato da alcuni momenti significativi che ci hanno incoraggiato forse più che in altri momenti del recente passato a ridisegnare un patto collettivo nella difesa dei valori della democrazia, dell’uguaglianza, dell’integrazione, della lotta al disagio e alle nuove povertà, della valorizzazione del passato.

A marzo di quest’anno, in occasione della celebrazione dell’8 Marzo abbiamo rinnovato il Patto di Gemellaggio con il Comune austriaco di Sankt Georgen un der Gusen firmato per la prima volta 20 anni fa e che vede i nostri due comuni impegnati in progetti di educazione e formazione per ragazzi ed insegnanti sulla Memoria.

Nei mesi estivi alcuni luoghi simbolo della nostra città sono stati oltraggiati da atti vandalici: prima la lapide alla ciminiera della Vetreria Taddei e pochi giorni dopo la facciata della Collegiata e uno dei leoni della Fontana di Piazza Farinata degli Uberti. Sono stati due atti vandalici di diverso tenore e portata ma che denotano un profondo disagio sociale che, come abbiamo visto, sfocia spesso in gesti di cui non si comprende neppure la gravità.  A questi due gesti c’è stata una reazione collettiva di sdegno e anche di presa di coscienza che tocca ad ognuno di noi essere sentinella dei valori dell’antifascismo ma anche custodi del nostro patrimonio storico ed artistico.

Nel mese di Settembre nella Piazza di Santa Maria abbiamo inaugurato un semplice monumento alla memoria di Rina Chiarini e Remo Scappini, partigiani empolesi. Uno degli ultimi momenti collettivi di impegno è stato lo scorso sabato 9 Dicembre quando in Piazza 24 Luglio ci siamo ritrovati in tanti per partecipare ad una manifestazione contro i “nuovi fascismi”. E infine il Presidente della Repubblica ha concesso alla Città la Medaglia d’Oro al Merito Civile, riconoscimento che testimonia quanto a Empoli e gli empolesi abbiano contribuito negli anni alla libertà di tutti. La lotta partigiana contro i nuovi fascismi la possiamo portare avanti nei luoghi della quotidianità tutti noi. Con questo invito oggi, per la prima volta anche Aned e Anpi intervengono con due giovani che hanno preso sul serio l’impegno civile e che hanno raccolto il testimone del passato e che rappresentano la voce delle due associazioni che più di ogni altra hanno contribuito a Empoli a tenere viva la memoria ed i valori della Resistenza e dell’Antifascismo».

Il ricordo – È intervenuto anche Dario Del Sordo, rappresentante Anpi, ex partigiano, il quale ha ricordato gli 11 parenti (fra zii e cugini) che persero la vita proprio nel bombardamento di Santo Stefano. 

Pubblicato il 27 dicembre 2017

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