Empoli, Eleonora Caponi ricorda la strage del 24 luglio '44

Non sono mancate le Forze dell’Ordine, le associazioni combattentistiche e reduci, le autorità istituzionali cittadine, rappresentanti delle Forze dell’Ordine sempre vicini e presenti – Polizia, Carabinieri, Polizia stradale e Municipale, Guardia di Finanza – , le associazioni dei carabinieri, dei combattenti e reduci, ANPI, ANED, ANPPIA con il Cavalier i partigiani Dario Del Sordo, Rolando Fontanelli e Ugo Morchi e i molti cittadini, fra cui Sauro Cappelli, presidente onorario Aned

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Lunedì 24 luglio 2017, Empoli si è svegliata con il suono della tromba che ha richiamato il ‘Silenzio’ in piazza, di fronte al monumento dedicato ai 29 cittadini empolesi che furono uccisi dall'esercito nazista per rappresaglia. La Città non ha mai dimenticato e non dimentica la propria storia. Questa ricorrenza, che si è svolta a 73 anni da quel drammatico e doloroso evento, è una testimonianza di democrazia e pace, due valori conquistati anche col sacrificio di innocenti. Il 24 luglio è una data essenziale della storia empolese che il Comune di Empoli celebra e rinnova ogni anno. Ancora di più a pochi giorni dall’oltraggioso episodio che ha caratterizzato un altro monumento simbolo come la ciminiera della ex Vetreria Taddei.

Questa triste pagina, indelebile nei cuori e nelle menti, è stata onorata con la celebrazione della santa messa in suffragio ai caduti, nella Collegiata di Santa Andrea, nella suggestiva piazza Farinata degli Uberti, da parte del Proposto don Guido Engels, che ha ricordato i concittadini empolesi uccisi per rappresaglia, guardando e pensando all’oggi.

Dopo la messa, il corteo con in testa il gonfalone comunale ha raggiunto piazza 24 luglio e l'assessore alla memoria Eleonora Caponi, a nome dell'amministrazione comunale, ha deposto una corona di alloro al monumento.

L’assessore ha fatto notare come la cura della memoria sia oggetti di interventi di riqualificazione ed educativi importanti: «Questa piazza e la sua riqualificazione sono il simbolo di quanto la nostra amministrazione sia attenta alla propria storia e alla difesa dei suoi luoghi più significativi. Questa cerimonia avviene per la prima svolta in una piazza completamente riqualificata e in prossimità di un monumento restaurato. Vorrei porre l’attenzione sul manifesto dell’iniziativa: l’illustrazione rappresenta una fucilazione per mano nazista ed è stata disegnata a mano libera da un bambino, Federico Gronchi, classe V scuola primaria ‘Giovanni Pascoli’ di Corniola. Uno dei tanti bambini che hanno partecipato al progetto Investire in Democrazia. Federico ama studiare la storia in generale con un occhio di riguardo per la Seconda Guerra Mondiale e il suo talento di disegnatore è palese, lo ringraziamo per il suo contributo».

Presenti rappresentanti della giunta comunale, consiglieri comunali, insieme all’onorevole Dario Parrini e all’assessore del Comune di Montelupo Fiorentino, Andrea Salvadori.

Non sono mancate le Forze dell’Ordine, le associazioni combattentistiche e reduci,  le autorità istituzionali cittadine, rappresentanti delle Forze dell’Ordine sempre vicini e presenti – Polizia, Carabinieri, Polizia stradale e Municipale, Guardia di Finanza – , le associazioni dei carabinieri, dei combattenti e reduci, ANPI, ANED, ANPPIA con il Cavalier i partigiani Dario Del Sordo, Rolando Fontanelli e Ugo Morchi e i molti cittadini, fra cui Sauro Cappelli, presidente onorario Aned. 

Tutti in piedi

Le celebrazioni proseguono stasera, lunedì 24 luglio, alle 22. La nuova piazza ospiterà per la prima volta un concerto all’improvviso intitolato “Tutti in piedi”: una chiamata alle armi della musica e del canto ‘tutti insieme e tutti in piedi’ per ricordare e tracciare un ponte tra passato presente e futuro. Un’idea del Comune di Empoli e di Giallo Mare Minimal Teatro pensando alla musica come arma per dire no alla guerra e al terrorismo, per rendere ancora omaggio ai quei cittadini empolesi che persero la vita sotto i fucili nazisti.  La performance sarà insieme un atto di partecipazione, di memoria storica e di riconoscimento per quelle persone che hanno dato la vita per noi, per quello che siamo adesso. Una memoria da difendere con le armi della musica e del canto, un modo etico di dire no alla guerra e ai totalitarismi, ma anche al terrorismo e ai fanatismi. Non importa essere professionisti, si tratta di fare testimonianza e di esserci: per resistere ed esistere. Verrà creato un semicerchio intorno al monumento; saranno distribuiti i testi e gli spartiti e sotto la direzione di Sandro Tani e Simone Faraoni tutti insieme, semplicemente, saranno suonati e cantati brani popolari dell’epoca, ma non solo: Il canto degli Italiani, Mamma mia dammi cento lire, E io ero Sandokan, Sebbene che siamo donne, Fischia il vento e per finire Bella Ciao.

Pubblicato il 24 luglio 2017

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