Fabio Scacciaferro, il re del cappuccino si prepara per i campionati mondiali

Scommetto che nella vostra vita avete sentito parlare di gare di tutti i tipi: sportive, di bellezza, quiz di intelligenza e chi più ne ha più ne metta, ma non so in quanti di voi conoscono veramente la competizione che vi stiamo per raccontare. Abbiamo parlato con un ragazzo di soli venti anni, che può essere considerato un vero e proprio artista. Il suo nome è Fabio Scacciaferro (soprannominato dal suo amico Fabrizio “Il sognatore”), di Poggibonsi, e ci propone qualcosa che non è solo bello da vedere, ma anche da assaggiare

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Cari lettori, oggi vi proponiamo una sfida: siate sinceri, chi di voi conosce i campionati mondiali di cappuccino?

Scommetto che nella vostra vita avete sentito parlare di gare di tutti i tipi: sportive, di bellezza, quiz di intelligenza e chi più ne ha più ne metta, ma non so in quanti di voi conoscono veramente la competizione che vi stiamo per raccontare. Abbiamo parlato con un ragazzo di soli venti anni, che può essere considerato un vero e proprio artista. Il suo nome è Fabio Scacciaferro (soprannominato dal suo amico Fabrizio “Il sognatore”), di Poggibonsi, e ci propone qualcosa che non è solo bello da vedere, ma anche da assaggiare.

Fabio, a differenza di molti suoi coetanei di oggi, è un ragazzo che si rimbocca le maniche, crede in quello che fa ed è determinato a raggiungere i suoi obiettivi.

«La mia passione per il bar nasce all’età di 13 anni. È stata una passione dettata anche dal fatto che volevo distinguermi all’interno della mia famiglia di ristoratori – inizia a raccontarmi – nel 2013 ho frequentato il mio primo corso di caffetteria, dopodiché ho iniziato alcuni corsi di barman, ma a 17 anni ho deciso di abbandonare questa strada. Da quel momento mi sono esclusivamente dedicato al mondo della caffetteria raggiungendo dei risultanti che mi hanno portato a credere che potevo davvero partecipare a delle vere e proprie competizioni, spinta che mi è stata data anche dalle persone che mi circondano, ma soprattutto da una mia cara amica che mi ha fatto capire che avevo delle potenzialità».

“Il sognatore”, suo soprannome ormai diventato ufficiale per tutti quelli che lo conoscono, mi spiega che per questo campionato si sta allenando intensamente, comportando non soltanto molto stress, ma anche tante spese economiche: «Trascorro all’incirca 5/6 ore davanti alla macchina del caffè e non è semplice decidere i disegni da portare in gara affinché risultino convincenti e di forte impatto, perché nel corso del tempo è stato rappresentato di tutto. Ma oltre al tanto impegno, tempo e sacrificio, in questo progetto sto investendo anche tanti soldi, infatti all’incirca si parla di un consumo medio giornaliero di 40 litri di latte e 2/3 chili di caffè».

Le qualificazioni del campionato italiano di cappuccino si svolgeranno in sei tappe e per ognuna di essa verranno scelti solo due partecipanti, quindi per un totale di 12 che poi andranno a fare la finale a Rimini, che si terrà a gennaio. Il vincitore finale poi andrà a rappresentare l’Italia ai mondiali di Latte Art.

«Ho deciso di provarci perché il mio grande obiettivo è arrivare al mondiale, è una cosa in cui credo e in cui mi sto impegnando con tutto me stesso. Il mio motto è: chi sogna, vince, sempre!».

Mary Piccirillo

Pubblicato il 24 settembre 2017

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