Gli studenti del Liceo Volta in protesta: «Non siamo numeri!»

Hanno infatti appeso fuori dall'edificio scolastico uno striscione che dice: "Non potete distruggere una classe: la scuola non insegna ad essere numero ma persone!". Il messaggio potrebbe, per chi lo vede da fuori, essere erroneamente associato a una protesta contro gli insegnanti o il dirigente scolastico, quando invece ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto sta accadendo, nella speranza che nel frattempo qualcuno possa dare loro una mano

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Lunedì 10 luglio, si è tenuta, presso l'auditorium "Otello Marchetti" del Liceo Scientifico Alessandro Volta di Colle di Val d'Elsa, un incontro per cercare di individuare una classe terza da accorpare alle altre. Sì, perché una nota dell'Ufficio Scolastico Territoriale di Siena del 27 giugno scorso ha approvato soltanto l'autorizzazione di quattro classi terze.

Per individuare il gruppo di studenti "da smembrare" il Dirigente Scolastico Luca Guerranti ha proceduto con l'estrazione a sorteggio, escludendo dalle classi la 3^ D perché già composta da 25 alunni, mentre le altre non ne hanno neanche 20. La scelta è caduta sulla 3^ A, ma i ragazzi non sembrano averla presa affatto bene. A loro infatti sembra assolutamente improponibile l'idea di separarsi dai propri compagni, in una fase della vita e del proprio percorso di studi tanto particolare quanto delicata.

Hanno appeso fuori dall'edificio scolastico uno striscione che dice: "Non potete distruggere una classe: la scuola non insegna ad essere numero ma persone!". Il messaggio potrebbe, per chi lo vede da fuori, essere erroneamente associato a una protesta contro gli insegnanti o il dirigente scolastico, quando invece ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto sta accadendo, nella speranza che nel frattempo qualcuno possa dare loro una mano.

Il Dirigente Scolastico Guerranti ha promesso alla fine dell'incontro, stando a quanto riportato nel verbale della riunione, di parlare al più presto con il Provveditore agli Studi di Siena per cercare una soluzione alternativa.

Tutta la faccenda è stata molto discussa sui social nei giorni scorsi. Se da una parte c'è "andate a studiare invece di lamentarvi", dall'altra si cercano le motivazioni di questa decisione, per molti imputabili alla riforma della "Buona Scuola", con conseguente aumento dei potenziatori e delle cosiddette classi-pollaio. I rappresentanti di classe hanno inoltre inviato una lettera al Dott. Roberto Curtolo, Dirigente dell'ambito territoriale della Provincia di Siena, ribadendo che "la continuità educativa e didattica rappresenta sicuramente un'importante tutela per gli studenti che potrebbero lavorare così con gli stessi insegnanti nell'ambito delle diverse tappe del loro percorso scolastico".

"Ci pare chiaro - si legge nella lettera - che un proficuo lavoro scolastico si può realizzare solo nell'ambito di classi con un numero contenuto di studenti, in modo che gli insegnanti possano svolgere nei confronti di ogni singolo alunni interrogazioni e verifiche frequenti per accertarne il livello di apprendimento e avere la possibilità di intervenire efficacemente in caso di difficoltà. Traspare invece la volontà di guardare la scuola italiana solo nell'ottica e nella logica del risparmio economico e finanziario, il che è in contraddizione con la qualità della formazione delle nuove generazioni".

Tuttavia la normativa non può essere fraintesa. Secondo la delibera n.3 del Consiglio d’Istituto del 30 maggio 2014, “in caso di contrazione dell’organico delle classi, vengano messe a sorteggio le classi con numero di alunni inferiore a 22, a meno che non ci sia una specifica indicazione in un delibera del consiglio di una classe che ritenga utile lo smembramento della medesima”. 

 

Pubblicato il 15 luglio 2017

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