Henri Carier-Bresson, tre motivi per vedere la mostra (se il nome e San Gimignano non bastassero)

Erano presenti il primo cittadino della città turrita Giacomo Bassi, l’assessore alla cultura Carolina Taddei, il curatore della mostra Denis Curti, Andrea Holzherr (global exhibitions manager) e Stefano Di Bello di Opera Civita. Se non bastassero il nome, visto che si tratta di uno dei più grandi maestri della fotografia (se non il più grande) né la straordinaria città che la ospita, vi elenchiamo tre validi motivi per cui non dovete assolutamente perderla

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Giovedì siamo stati all’anteprima della mostra “Henri Cartier-Bresson Fotografo”, accolta fino al 15 ottobre 2017 all’interno della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada” a San Gimignano. Erano presenti il primo cittadino della città turrita Giacomo Bassi, l’assessore alla cultura Carolina Taddei, il curatore della mostra Denis Curti, Andrea Holzherr (global exhibitions manager) e Stefano Di Bello di Opera Civita. Se non bastassero il nome, visto che si tratta di uno dei più grandi maestri della fotografia (se non il più grande) né la straordinaria città che la ospita, vi elenchiamo tre validi motivi per cui non dovete assolutamente perderla.

1)      Perché si tratta di 140 scatti che costituiscono un’esposizione ricca, generosa ed emozionante. Ogni fotografia possiede una tensione che parla, che racconta una storia diversa. Ecco, ogni fotografia racconta una storia, magistralmente colta dall’artista e offerta con generosità a chi guarda.

2)      Perché quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della nascita dell’agenzia Magnum Photos, fondata nel 1947 da Robert Capa, George Rodger, David Seymour, William Vandivert e anche da Henri Cartier-Bresson. Ancora oggi è il punto di riferimento del fotogiornalismo internazionale. Come ha giustamente evidenziato il curatore della mostra Denis Curti durante la presentazione, in un momento in cui siamo tutti fotografi, in cui chiunque può scattare col cellulare di fronte a qualunque cosa senza né tecnica né pretesa, è importante riprendere in mano i grandi, quando quest’arte era pensata e totalmente analogica.

3)      Perché chi ha assistito alla mostra su Robert Capa, a San Gimignano lo scorso anno, ha la possibilità di vedere con Cartier-Bresson un altro modo di fare fotogiornalismo. E’ il più artistico della Magnum Photos – ha spiegato Andrea Holzherr -, l’unico che guarda al modo artistico in cui un soggetto può essere fotografato.

Per maggiori informazionihttp://bit.ly/2tcljCk

Pubblicato il 17 giugno 2017

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