Il racconto di Marcello, da Barberino a Salisburgo per tre anni e mezzo. Perché è partito e cosa ha imparato

Mi sono trasferito a Salisburgo il 28 settembre del 2007. Avevo quasi 23 anni. Era da tempo che volevo fare un'esperienza di vita/lavoro all'estero, non perché mi fossi stancato del ''sistema Italia'' - all'epoca ancora la situazione non era poi così catastrofica - ma per pura curiosità. L'occasione ci fu quando conobbi una ragazza austriaca

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Mi sono trasferito a Salisburgo (Austria) il 28 settembre del 2007. Avevo quasi 23 anni.
Era da tempo che volevo fare un'esperienza di vita/lavoro all'estero, non perché mi fossi stancato del "sistema Italia" - all'epoca ancora la situazione non era poi così catastrofica - ma per pura curiosità. Arrivai a capire che non avrei mai potuto vivere serenamente senza mai provare altro. Un altro paesaggio, un altro clima, un altro lavoro, un'altra lingua, altri amici, un'altra nazione. L'occasione ci fu quando conobbi una ragazza austriaca e iniziammo a frequentarci.

Dopo qualche mese decidemmo di iniziare una convivenza nella sua città: Salisburgo, appunto. Per prima cosa, mi misi subito alla ricerca di un lavoro attraverso Internet. Ebbi la fortuna di trovare proprio un italiano che stava aprendo un nuovo Café/Cocktail Bar e cercava ragazzi italiani come baristi/camerieri. Dopo qualche email e un colloquio la cosa andò a buon fine e, dopo aver trovato un appartamento, sistemato le mie cose in Italia, lasciato il lavoro eccetera, a fine settembre del 2007 caricai tutto sulla mia auto e mi trasferii a Salisburgo.
I primi mesi non furono semplici perché non conoscevo assolutamente la lingua tedesca e mi arrangiavo con l'inglese. Ricordo che scrivevo le frasi più importanti in tedesco (per esempio, "Cosa vuole da bere?") su un foglietto e ogni tanto andavo sul retro bottega a ripassare. All'inizio bisogna essere molto determinati e riuscire a mettere da parte tutta la propria timidezza. Ma fortunatamente i tedeschi non sono per niente freddi come sembrano, anzi, ho scoperto che molti di loro (non tutti, per carità) sono persone che sanno prendersi cura del prossimo, anche se straniero.

Dopo tre anni parlavo un buon tedesco sia a casa con la mia ragazza che a lavoro. Ero anche diventato responsabile di turno e gestivo il personale in assenza del proprietario, presso il locale dove lavoravo. Quando, per problemi finanziari, le cose cominciarono ad andare male al bar, decisi di provare altro e iniziai a lavorare come agente di call-center presso un'azienda di sistemi letto che da poco aveva iniziato a lavorare sul mercato italiano. Non fu proprio una bella esperienza, quindi dopo sei mesi lasciai anche quel lavoro. Decisi di cercare altro tramite l'aiuto del Centro per l'impiego Austriaco, tramite il quale riuscii anche a fare un corso di tedesco gratuito. Dopo tre anni e mezzo di vita austriaca però mi lasciai con la mia ragazza e visto che ero disoccupato decisi che era arrivato il momento giusto per provare a tornare in Italia e ricominciare una nuova vita.

Era il 2011.
Oggi vivo a "casa mia" a Barberino Val d'Elsa, ho in affitto un appartamento e lavoro presso un'azienda della zona. Consiglio a chiunque di provare ad affacciarsi là fuori, di tentare un'esperienza all'estero perché, anche se non dura per sempre, ti lascia un insegnamento ineguagliabile.
Per quanto mi riguarda, in futuro potrei tornare a trasferirmi in qualche altro Paese. Ora so che è fattibile e richiede solo forza di volontà. So anche, però, che qui sono circondato da tanti amici veri e, grazie anche all'esperienza all'estero, mi sono reso conto che anche questo è un bene raro da trovare.

Marcello

Chiunque voglia contribuire e raccontare la sua storia può scrivere a redazione@valdelsa.net.

Pubblicato il 30 giugno 2014 (modifica il 22 giugno 2016 | 16:10 )

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