Intervista a Luca, italiano all'estero in Kazakistan. Seconda parte

Con Luca abbiamo iniziato a parlare delle sue prime esperienze di viaggio e lavoro all'estero in una prima intervista. Stiamo parlando di 10 anni di lavoro per enti non governativi come l'Onu e posti lontani dall'Italia non solo geograficamente ma anche come cultura. In questa seconda parte Luca ci parla dell'esperienza di diplomatico dell'Ue in Kazakistan

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Con Luca abbiamo iniziato a parlare delle sue prime esperienze di viaggio e lavoro all'estero in una prima intervista (leggi l'articolo). Stiamo parlando di 10 anni di lavoro per enti non governativi come l'Onu e posti lontani dall'Italia non solo geograficamente ma anche (e forse soprattutto) come cultura. In questa seconda parte della sua intervista Luca ci parla dell'esperienza di diplomatico dell'Ue in Kazakistan. Attraverso le sue parole conosceremo meglio e attraverso un'esperienza diretta l'entità sovranazionale di cui facciamo parte come opera e quali sono i suoi obiettivi e avremo un assaggio anche di un posto poco conosciuto e decisamente suggestivo come il Kazakistan.

Adesso sei in Kazakistan. E' un paese molto lontano da noi e che conosciamo poco, quasi per niente. Com'è?
Questo è un paese vastissimo, ampio quasi quanto tutta l'Europa occidentale. Sono circa 3.000 km da est a ovest e da nord a sud 2.000. E' un paese economicamente sviluppato, stabile da un punto di vista politico e che quindi è in grado di attirare molti più investimenti internazionali rispetto ad altri paesi della regione come il Kirgizistan, il Turkmenistan o il Tajikistan.
E' un paese con un Presidente al potere da circa 20 anni. Gli altri paesi della regione, eccetto il Kyrgyzstan, sono tutti paesi con regimi più o meno autoritari, tra questi il Kazakhstan è quello più aperto allo sviluppo economico e agli investimenti esteri.

Ci sono italiani in Kazakistan?
La presenza italiana in Kazakistan è importante, abbiamo l'ENI e molte altre aziende italiane che lavorano qua, ad esempio nel settore delle costruzioni.
Abbiamo molti professori italiani che insegnano all'università. Professori specializzati in Medicina, Fisica, Matematica che sono stati assunti dall'università Nazarbayev ( la più importante di Astana). Vi sono anche concittadini che si sono spostati ad Astana per lavorare in ambiti come la moda, la cucina, e altri servizi. E poi abbiamo ovviamente, l'ambasciata italiana.
Se tu mi chiedessi di descrivere questa regione, queste sono zone dell'ex Unione Sovietica meno accessibili di altre e poco conosciute, si parla di una regione che va dalle immense [steppe aride e desolate del Kazakhstan centrale ai bellissimi paesaggi alpini del Kazakhstan orientale, agli alti pascoli del Kirghizistan ai deserti di sabbia e rocce dell'Uzbekistan fino alle montagne impervie ed inquietanti del Tajikistan.
E' una regione complessa territorialmente e quindi poco accessibile. Il Kazakistan tra tutti i paesi della regione è quello che come collegamenti sia a livello di infrastrutture a livello di che politico-economici è più connesso con l'Europa.
 

 


Adesso sei in Kazakistan come project manager e attaché diplomatico, ma nello specifico cosa fai?
La domanda è piu che pertinente, quindi prima di passare a descrivere le mie funzioni, direi due parole su cosa è una delegazione dell'Unione Europea e su come opera.
Allora, una delegazione dell'Unione Europea si può definire un'ambasciata dell'UE, che rappresenta sia i suoi valori che i suoi interessi all'interno di un paese terzo.
Tutte le delegazioni dell'UE sono divise in due sezioni: una sezione che si occupa di relazioni politiche ed economiche (quindi relazioni diplomatiche con il paese) e una sezione - ed è questa la differenza dalle ambasciate nazionali - che si occupa di implementare i progetti finanziati dall'UE nel paese terzo. Progetti che riguardano una gamma ampia di settori.

E quali sono i settori in cui normalmente opera l'Ue?
I progetti riguardano il settore economico, quindi progetti che riguardano lo sviluppo delle Pmi in Kazakistan, o magari della regolamentazione di tariffe doganali (ti parlo di progetti reali e che sono attualmente in corso, eh. Poi ci sono progetti che riguardano questioni ambientali ed ecologiche che sono molto importanti in questa regione. Progetti che riguardano lo sviluppo dei diritti umani. Per quanto riguarda l'ultimo punto, questo in Kazakistan significa soprattutto cercare di fare in modo che le organizzazioni non governative abbiano più voce in capitolo all'interno del processo di democratizzazione. E poi ci sono progetti che si occupano di sviluppo in zone rurali difficili da accedere. Come dicevo la gamma di progetti finanziati dalla UE e' ampia ma hanno tutti il medesimo scopo, ossia quello di migliorare la qualità di vita delle popolazioni locali e di avvicinare le politiche economico-sociale del paese a quelle dell'UE.

E come si sviluppa un progetto?
Ogni delegazione ha un budget che viene stabilito da Bruxelles ogni 7 anni. Ci occupiamo dell'implementazione fattivamente dei progetti, ovvero monitoriamo, facciamo sì che vengano portati a termine secondo le procedure dell'UE e che avvengano sia nell'interesse del paese che nell'interesse dell'UE.

E tu di di solito di quali progetti ti occupi di solito?
Ecco, io personalmente, lavoro nella sezione "operazionale"e mi occupo dei progetti che riguardano soprattutto lo sviluppo delle regioni del Kazakhstan meno accessibili e che presentano serie problematiche socio-economiche.
Per sviluppo non parlo della costruzione di scuole o ponti, questa non è l'Africa. Quello di cui loro hanno bisogno è un'implementazione (supporto tecnico) a livello politico-amministrativo.

Facciamo un esempio?
Diciamo che abbiamo una regione povera perché non ci sono posti di lavoro, la questione principale è: in cosa possiamo investire per fare in modo di agevolare la crescita? L'UE con i fondi messi a disposizione per il progetto invia degli esperti internazionali che collaboreranno con le amministrazioni locali e/o col il Ministero per condividere l'esperienza europea e trasmetterla alle autorità locali. In questo modo si fanno delle azioni perché gli standard di vita nel paese migliorino e l'Europa stessa abbia nel futuro la possibilità di aprirsi e investire in questo paese.

E come tempi come si svolge il lavoro?
La Delegazione identifica un progetto, un settore preciso, ad esempio, sviluppo economico in una determinata regione. La delegazione, ossia in questo caso il project manager scrive il progetto secondo le procedure europee e lo presenta alla Direzione per lo Sviluppo a Bruxelles, questa rima parte della composizione del progetto richiede circa 3 mesi. Una volta che Brussels approva, sono necessari altri tre mesi per ripresentare il progetto in maniera più dettagliata. Una volta che Brussels approva in via definitiva il progetto, questo viene presentato ai beneficiari, che solitamente e' Ministero dell'Economia. A quel punto inizia la procedure di firme e negoziazioni tra delegazione e Governo del Paese terzo. Una volta che le negoziazioni sono terminate e le firme ufficiali apposte, il progetto ha inizio.
Dalla composizione iniziale del progetto al suo inizio può passare piu di un anno.

Quindi in un certo senso si tratta di investimenti a lungo termine da parte dell'Europa?
Diciamo che, c'è la diplomazia internazionale classica (di cui si occupa un'altra sezione e altri colleghi) e la cosiddetta "diplomazia operativa", con cui, si stabiliscono relazioni diplomatiche sulla base di progetti concreti, sul campo, insomma. Abbiamo molti esperti internazionali italiani che si sono occupati di questioni interessantissime come, proprio poco tempo fa, la redazione di una legge sui budget regionali.
Quelli di questa zona sono paesi molto centralizzati, in cui tutto è deciso nelle capitali e quindi non hanno l'esperienza diretta per operazioni come questa. Ad esempio in questo caso, sono stati loro stessi che ci hanno chiesto, di poter utilizzare i nostri fondi per migliorare le leggi regionali. Noi lavoriamo su un ambito politico-amministrativo. Queste azioni, sono anche a favore dei cittadini europei, dato che stando qui si creano una serie di relazioni che possono essere utili e agevolare la creazione di posti di lavoro.

Perché è importante essere in Paesi così lontani?
Le delegazioni UE si trovano in quasi tutti i paesi del mondo. E in paesi come il Kazakistan, il Kirgizistan e gli altri di questa regione che sono stati fino a tempo fa sconosciuti, è a maggior ragione importante la presenza di una delegazione europea, perché noi non siamo qui per rappresentare il proprio paese ma un'entità sovranazionale di 28 paesi, il che è complesso. Anche perché rappresentare significa anche allacciare legami economici e politici.

Sono già tre anni che fai questo lavoro. Ti sei fatto una tua idea sull'Unione Europea, su com'è vivendola da fuori.
Beh, con tutti i problemi che può avere un'entità come l'UE, al tempo stesso è davvero affascinante se ci pensi. Perché, una cosa è la vecchia ambasciata italiana o una rappresentanza tedesca o francese, una cosa è un'entità multinazionale ancora più complessa degli Stati Uniti. In Europa ancora convivono culture ed esperienze molto diverse.
Prendi il mio ufficio: all'interno di uno stesso ambiente con un a funzione comune convivono persone che vengono da una decina di nazioni differenti ma tutte all'interno dell'Unione. E' complesso non rappresentare il proprio paese mentre sei qua. Perché io sono italiano, ma non sono italiano, ma quando sono qua io sono prima di tutto un rappresentante dell'Unione Europea.

 

 

 


Sicuramente è concetto non semplice da afferrare e soprattutto fare proprio nemmeno da parte nostra, che ci siamo dentro, com'è trasmetterlo all'esterno?
E' ovvio che ci sono delle difficoltà. Spesso le procedure dell'UE non sono capite e comprese facilmente soprattutto quando si ha a che fare con paesi che hanno una burocrazia forte.
E' un lavoro interessante e pieno di sfide, alcune volte ci sono delle grandi difficoltà lo ammetto e alcune volte ci sono anche delle grandi soddisfazioni.

Ci sono dei problemi, delle opposizioni e delle difficoltà che hai incontrato nel tuo lavoro? E se sì - ma immagino di sì, come in qualunque altro lavoro - quali sono?
Ci sono delle difficoltà. Il primo aspetto è che sei in un team internazionale, con culture diverse anche se europee e ognuno di noi con esperienze ed età molto diverse tra noi (io sono tra i più giovani). Già questo rende il lavoro più complesso rispetto a una situazione in cui collabori, ad esempio, con altri italiani.
Al tempo stesso, l'aspetto positivo è che trattandosi di una situazione di questo tipo, impari delle cose che probabilmente non avresti avuto modo di conoscere se fossi rimasto in Italia.

A livello operativo l'aspetto più complesso è sicuramente avere a che fare con le autorità kazake. A me capita molto spesso visto il tipo di progetti che seguo. Quindi spesso ho a che fare con governatori, sindaci etc. Ora, immaginati tutte queste figure, ma in un paese molto diverso dall'Italia. Ecco, le difficoltà maggiori stanno nel fatto che ci sono profonde differenze culturali, qualche barriera linguistica e una mentalità diversa.
In alcuni casi molto complessi era difficile monitorare l'andamento dei progetti perché c'era diffidenza nei nostri confronti. Si tratta di una situazione che capita spesso soprattutto nei paesi dell'ex unione sovietica, in cui si viene considerati come degli agenti esterni che si vogliono infiltrare all'interno della vita politica del paese e condizionarla. Questo è un aspetto molto delicato del nostro lavoro.

Una cosa nuova che, dopo tutte le esperienza internazionali che hai avuto, proprio il Kazakistan ti ha dato?
Saper comunicare ai più disparati livelli. Spesso, proprio per il tipo di progetti che seguo mi è capitato di trovarmi di fronte a figure diverse che vanno dal governatore, al sindaco, dal capo di un villaggio rurale fino a un vice-ministro. Questo sicuramente è stato una delle cose più interessanti che ho imparato qui. Ma ho anche imparato ad avere piu pazienza, a sapere aspettare e forse, più di ogni altra cosa, mi sono abituato ad avere intorno a me spazi infiniti, distanze che sembrano illimitate e per noi europei, italiani, toscani, anche questa è una sfida.

Difficoltà linguistiche?
Io non ho avuto grandi difficoltà linguistiche in Kazakistan dato che conosco il russo e come in tutti gli altri paesi dell'ex unione sovietica la lingua russa è ancora molto conosciuta. Tra l'altro il Kazakistan è il paese in cui il russo è più parlato rispetto a tutti gli altri paesi di quest'area.
Il kazako si parla soprattutto nel sud del paese. E' una lingua di origine turca, e quindi... diciamo dev'essere studiata per poterla capire. Il kazako comunque viene sempre più spesso sponsorizzato dalle autorità nazionali, anche per prendere le distanze dal retaggio russo.

In modo da ritrovare un'identità nazionale?
Eh, la questione dell'identità nazionale kazaka è molto particolare.
Questo è sempre stato un popolo nomade, i confini sono stati stabiliti negli anni '20 del Novecento da parte dei sovietici, che hanno reso queste popolazioni stanziali anche con forti repressioni politiche. Il Kazakistan è il paese dell'Asia centrale che ha conservato meno le proprie tradizioni. La presenza russa è stata fortissima. Ad Astana venivano mandati gli oppositori russi e dopo i coloni entusiasti del regime a lavorare le terre. Il Kazakistan è il paese più multietnico dell'Asia centrale e adesso le diverse etnie convivono bene.

 


Astana è capitale da poco vero?
E' capitale dal 1997 è "nuova", insomma, e la chiamano la Dubai delle steppe. Infatti gli inverni sono davvero molto rigidi e le estati molto calde, in più il panorama è dominato da edifici nuovissimi e spettacolari, quasi futuristici... è suggestiva.
Io vivo ad Astana e ci sarebbero tante cose da dire su questa capitale. E' una città particolare, molto diversa da qualunque altro posto in cui sono stato.
E' stata abitata principalmente da russi dagli anni '70 agli anni '90, quando l'URSS aveva deciso che queste terre vergini dovevano essere coltivate e quindi, Krushov - aveva deciso di renderle coltivabili.
Prima Astana si chiamava "Zelinograd" ovvero "città delle terre vergini" proprio perché le terre nel nord del Kazakhstan erano pressappoco vuote e non coltivate. Oggi è abitata soprattutto da Kazaki. I russi sono partiti in maggioranza durante gli anni '90 e i molti kazaki provenienti dalle varie province si sono ritrovati qua. Durante l'epoca sovietica queste terre erano abitate non solo da russi ma da tedeschi, ceceni, ucraini e da altre nazionalità. Ancora oggi nelle steppe intorno ad Astana è possibile trovare vecchi villaggi abbandonati, Kolkoz che un tempo erano abitati da queste nazionalità. Sono località che oggi sprigionano ancora un certo fascino.

E per il futuro?
Secondo il mio contratto io dovrei cambiare delegazione e quindi in base ai posti liberi che ci sono nelle altre delegazioni. Come tutti i diplomatici il futuro non è mai certo, se c'è stata una cosa classica in tutti questi anni.

Tornare in Italia?
Se continuo a lavorare con l'UE questo è il futuro. Tornare in Italia mi piacerebbe, e considerando l'esperienza all'estero che ho avuto e che io considero valida, sarebbe bello. Non ho mai escluso di lavorare per l'Italia o per la Toscana, anche se non in Italia e in Toscana, Questo non l'ho mai escluso. Non escludo, un giorno, di tornare anche a lavorare in Italia ma certo, sarebbe in un ambiente in grado di rispettare la mia esperienza lavorativa.

Chiunque voglia contribuire e raccontare la sua storia può scrivere a redazione@valdelsa.net.

Pubblicato il 6 marzo 2015

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Commenti

  1. Avatar
    Roberto Forlini 14/11/2016

    precisazioni
    io vivo in Kazakhstan da 23 anni. L'attuale capitale Astana, prima si chiamava Akmola (tradotto dal kazako cimitero bianco) e prima ancora Zelinograd (cioè città del grano). Poi in 3 anni è già tanto se conosci la città in cui vivi.

  2. Avatar
    Lorenzo 25/08/2016

    Managing Director
    Buongiorno e complimenti a Luca. Comunque il suo commento ha un forte sapore politico che non approfondisce la realtà e tende a mettere in evidenza solo ciò che "non disturba". Lo capisco eh... ma tra le righe si potrebbe far inyuire che non è tutto oro quello che luccica. Auguri a Luca per il futuro.

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