L'esperienza a Swansea di Anna Luisa, cagliaritana che ha deciso di andare fuori dalla Sardegna e dall'Italia

Ho colto il progetto Erasmus come una grandissima occasione per lasciare l'Italia. Si tratta di un'esperienza di studio temporanea ma, in realtà, è più un modo per spianare il terreno, per vedere cosa c'è oltre, per rendermi conto della differenza tra il nostro Paese e gli altri. Differenza di cui parlano i ragazzi che dell'Italia si sono stufati

Commenti 0
  • Condividi questo articolo:
  • c
  • d
  • j

Ho colto il progetto Erasmus come una grandissima occasione per lasciare l'Italia. Si tratta di un'esperienza di studio temporanea ma, in realtà, è più un modo per spianare il terreno, per vedere cosa c'è oltre, per rendermi conto della differenza tra il nostro Paese e gli altri. Differenza di cui parlano i ragazzi che dell'Italia si sono stufati tempo fa e che non hanno intenzione di tornarci, perché ormai hanno capito che sarebbe solo un rischio, che vorrebbe solo dire tornare indietro.

Non lascio l'Italia perché ho paura di stare con le mani in mano dopo la laurea (perché nonostante la crisi, chi ha davvero voglia e un pizzico di intraprendenza, il lavoro lo trova), ma semplicemente perché non amo accontentarmi, perché non mi piace vivere pensando che "c'è chi sta peggio". Parto con la speranza di trovare un ambiente diverso, che accolga con una prospettiva diversa i giovani nel mondo del lavoro. Parto con la speranza di non trovare il cartello "Cercasi personale apprendista con esperienza" nelle vetrine dei centri commerciali, con la volontà di imparare, con la determinazione di guadagnarmi da vivere facendo quello per cui ho studiato e con lo spirito di adattamento se così non dovesse essere.

Ho scelto come meta un paese che ho sempre amato, ma sempre visitato solo per ragioni di svago e vacanza, la Gran Bretagna. Le motivazioni che mi hanno spinta verso questa scelta sono fondamentalmente di tipo linguistico: al giorno d'oggi se non conosci l'inglese come si deve non vai molto lontano, sia nello studio, che nel lavoro.

Ho vissuto l'esperienza universitaria da fuori sede, "abbandonando" a malincuore gli affetti. Ho lasciato la Sardegna perché ho avuto l'opportunità di essere coerente con l'atteggiamento di sfiducia che avevo nei confronti dell'Università cagliaritana. L'ente toscano per il diritto allo studio universitario, il Dsu, offrendomi dei sussidi e dei servizi eccellenti (alloggio e borsa di studio, per esempio) mi ha permesso di vivere appieno il percorso di studi, in una città che adoro e ora sento mia. Nonostante non possa fare direttamente il paragone con l'Ateneo cagliaritano, in quanto ho intrapreso fin dal primo anno la carriera universitaria a Siena, sono sicura che di meglio non avrei potuto trovare, anche didatticamente parlando.
Tutto ciò dimostra che anche l'Italia sa offrire, sa accogliere e formare i giovani, ma allo stesso tempo manca di qualcosa: il merito, purtroppo, non trova posto nella lista dei requisiti che un giovane deve possedere per poter entrare a far parte del mondo del lavoro in questo Paese.

Nonostante la bellissima esperienza di studio in Italia (non ancora terminata del tutto) è arrivato il momento di volare ancora oltre, di "abbandonare" la Sardegna e l'Italia per qualcosa di più. Da sola, scelgo di chiudere una porta sperando di spalancare un portone. Scrivo "da sola" perché non mi aspetto di trovare tutto pronto su un piatto d'argento, ma sono certa che avrò occasione di poter scegliere, di avere la libertà di poter decidere, di non accontentarmi.

Spero di poter andare in Inghilterra dopo l'Erasmus e dopo la laurea per rimanerci, tornando in Italia per godere dei magnifici posti che abbiamo per le vacanze e per stare con la famiglia.
Non critico e, anzi, ammiro chi di partire non ne ha la minima intenzione, chi preferisce accontentarsi o semplicemente non ne ha la possibilità.

Avendo già vissuto l'esperienza di studente fuori sede, però, consiglio con il cuore a tutti i giovani della mia età di armarsi di coraggio e partire, anche solo per poi tornare indietro con un bagaglio di esperienze arricchito.

Anna Luisa Schirru

Chiunque voglia contribuire e raccontare la sua storia può scrivere a redazione@valdelsa.net.

Pubblicato il 2 luglio 2014 (modifica il 22 giugno 2016 | 17:20 )

  • Condividi questo articolo:
  • c
  • d
  • j

Lascia un commento

Torna su