Musei vs Alzheimer, la cultura al servizio della mente nell'Empolese Valdelsa

«Obiettivo del progetto – precisa il Sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni - è quello di allargare la rete dei Musei disponibili ad attivare percorsi analoghi di inclusione nei confronti di alcune fasce di popolazione particolarmente fragili, come le persone affette da Alzheimer, restituendo loro dignità e ruolo all'interno della nostra comunità. Un’esperienza che a Castelfiorentino, oggi comune capofila del progetto, ha prodotto risultati eccellenti»

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I Musei dell’Empolese Valdelsa si attivano per aiutare i malati di Alzheimer. Per favorire l’espressione delle loro capacità emotive e creative, che non risultano danneggiate dalla malattia; ma anche per offrire un valido supporto a chi se ne prende cura. Questa la sfida lanciata da sei musei dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa che ospiteranno nelle prossime settimane altrettanti workshop formativi (aperti a operatori, educatori museali e geriatrici) di cui il primo è in programma domani (mercoledì 7 dicembre, ore 9.00) al Ridotto del Teatro del Popolo di Castelfiorentino.

Elaborato in base all’esperienza acquisita negli ultimi due anni dal Museo Be.Go. di Castelfiorentino, il primo museo dell’area ad aver puntato sul metodo TimeSlips (che cerca di favorire la comunicazione nelle persone affette dalla malattia, utilizzando doti come la creatività e l’immaginazione, per mitigare il decadimento cognitivo), il progetto contempla una serie di incontri fino a febbraio 2017 con l’obiettivo di ampliare la platea dei musei accessibili alle persone colpite dal morbo di Alzheimer (e chi se ne prende cura).

Attraverso la condivisione di un metodo di lavoro che si è rivelato replicabile e anche incisivo, si punta insomma a coinvolgere alcune categorie di utenti a rischio di emarginazione che hanno dimostrato di saper rispondere agli stimoli dell’arte e della cultura, allargando la rete dei Musei disponibili ad attivare progetti analoghi, previa formazione degli operatori.
Promosso dal Comune di Castelfiorentino e dal Museo Be.Go. in collaborazione con la Fondazione Teatro del Popolo, il progetto è stato inserito nel contesto dei Piani Integrati per la Cultura presentati in tutti i Comuni dell’unione dell’Empolese Valdelsa e ha ottenuto il sostegno e il finanziamento della Regione Toscana.

«L’incontro seminariale di domani – osserva il Sindaco, Alessio Falorni -  segna un salto di qualità nel progetto che il Museo Be.Go. di Castelfiorentino sta portando avanti da più di due anni, e che ha coinvolto finora un gran numero di persone anziane e familiari provenienti dalle maggiori strutture socio assistenziali dell’Empolese Valdelsa. Obiettivo del progetto – precisa Falorni - è quello di allargare la rete dei Musei disponibili ad attivare percorsi analoghi di inclusione nei confronti di alcune fasce di popolazione particolarmente fragili, come le persone affette da Alzheimer, restituendo loro dignità e ruolo all’interno della nostra comunità. Un’esperienza che a Castelfiorentino, oggi comune capofila del progetto, ha prodotto risultati eccellenti».

«Con questa iniziativa di formazione il Sistema Museale Diffuso Empolese Valdelsa, presentato a settembre e che diventerà operativo dall'inizio nel 2017, qualificherà ancora di più la sua offerta in termini di servizi all'utenza - dice Giacomo Cucini, sindaco delegato alla Cultura, Turismo e Pari Opportunità per l'Unione dei Comuni - il superamento delle barriere culturali e linguistiche e dell'accoglienza nei confronti dei visitatori con disabilità intellettiva, sarà così uno dei punti qualificanti del nostro sistema».

All’incontro di domani mattina al Ridotto parteciperanno, oltre al Sindaco Falorni e al Sindaco Cucini (quest’ultimo in veste di delegato alla Cultura dell’Unione dei Comuni), anche Elena Planea (Funzionario Regione Toscana), Serena Nocentini (direttrice Museo Be.Go.), Antonella Notarelli (dirigente AUSL Toscana Centro), Filippo Guarini (direttore Museo del Tessuto di Prato), Cristina Bucci e Chiara Lachi (Museo Marino Marini Firenze), Luca Carli Ballola (animatore RSA “Vincenzo Chiarugi” di Empoli), Patrizia Bartali (assistente sociale AUSL Toscana Centro), Stefania Bertini e Alice Vignoli (Museo Be.Go.), Linda Ciarrocchi (Cooperativa Minerva), e le conclusioni saranno affidate a Manlio Matera (presidente AIMA Firenze). Nel pomeriggio (opre 14.30) workshop al Museo Be.Go. con Stefania Bertini, Alice Vignoli, Linda Ciarrocchi e Susanna Guasti.

Questo il calendario degli incontri successivi: Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino (martedì 10 gennaio 2017), Palazzo Pretorio di Certaldo (19 gennaio), Museo Amedeo Bassi di Montespertoli (27 gennaio), MuVe Museo del Vetro di Empoli (2 febbraio), MuMeLoc di Cerreto Guidi (16 febbraio).

Pubblicato il 6 dicembre 2016 (modifica il 6 dicembre 2016 | 14:46 )

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