Rapina con pistola a salve a Colle di Val d'Elsa. Grande spavento (e delusione)

«In quindici anni non era mai successa una cosa del genere - dice l'azienda al telefono -. Eravamo preparati, lavorando di notte certe cose si mettono in conto, ma a Colle non ce lo saremmo mai aspettato. Siamo rimasti molto delusi e amareggiati. Il rammarico è ancora più forte perché tutti e due i rapinatori erano nostri clienti. Uno in particolare si fermava spesso a scherzare, a fare due parole»

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E' successo lo scorso venerdì 26 maggio da Poldo, una delle paninoteche più conosciute e apprezzate della Val d'Elsa, al punto fisso in località La Badia a Colle. Intorno alle tre e mezza di notte, un uomo, che indossava un giaccone con un cappuccio che gli copriva il viso, si è diretto verso il bancone armato di una pisola a salve e ha preteso che gli venisse consegnato l'intero incasso. In quel momento non c'erano clienti, soltanto due dipendenti, che pulivano e stavano sistemando per tornare a casa. Impauriti, i giovani non si sono resi conto che si trovavano davanti una pistola scacciacani in ferro, con tutte le caratteristiche per sembrare una pistola vera, con un tappo rosso parecchio usurato e con il meccanismo dello scarrellamento. Hanno quindi consegnato subito il fondo cassa al rapinatore, che lo avrebbe gettato, poco dopo aver preso i soldi, in un cestino dell'immondizia. C'erano più o meno 500 euro.

Ma l'uomo non era solo: un complice lo aspettava in una macchina grigia, una specie di monovolume, pronto per scappare.

I Carabinieri della Compagnia di Poggibonsi sono stati immediatamente allertati e sono cominciate le indagini. Oltre alla telecamera di sorveglianza, i militari dell'Arma sono stati aiutati dalla testimonianza dei due ragazzi dipendenti, perché avevano sentito uno dei due criminali chiamare l'altro per nome. Le ricerche sono pertanto cominciate dalle persone che si chiamavano  così nella zona e che presumibilmente potevano aver compiuto un atto del genere. La pista si è rivelata subito quella giusta: S.B, classe 1986 residente a San Gimignano, ha tentato di negare fino alla fine, come ha raccontato il Capitano Sergio Turini nella conferenza stampa di questa mattina, ma quando si è trovato di fronte all'evidenza non ha più potuto smentire. Il suo complice è L.L., 29 anni di Colle di Val d'Elsa. Entrambi operai, di origini campane, in provincia di Napoli, entrambi già conosciuti dalle autorità per precedenti come piccoli furti e guida senza patente.

Questo crimine si distingue nettamente dagli altri compiuti in passato per la gravità, ma soprattutto per la premeditazione. La pistola rende infatti evidente che si sia trattato di un'azione non improvvisata.

«In quindici anni non era mai successa una cosa del genere - dice l'azienda al telefono -. Eravamo preparati, lavorando di notte certe cose si mettono in conto, ma a Colle non ce lo saremmo mai aspettato. Siamo rimasti molto delusi e amareggiati. Il rammarico è ancora più forte perché tutti e due i rapinatori erano nostri clienti. Uno in particolare si fermava spesso a scherzare, a fare due parole».

Il giudice ha convalidato ieri l'arresto, si trovano adesso alla Casa circondariale di Santo Spirito a Siena.

Alessandra Angioletti

Pubblicato il 30 maggio 2017 (modifica il 30 maggio 2017 | 14:24 )

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