San Gimignano, la Maestà di Lippo Memmi compie settecento anni

Il Comune di San Gimignano celebra la Regina, patrona del Buon Governo, con una interessante giornata di studi, il prossimo 28 ottobre, a partire dalle 9.30

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La Maestà dipinta da Lippo Memmi nel 1317 sulla grande parete della Sala Dante compie Settecento anni e il Comune di San Gimignano intende celebrare la Regina, patrona del Buon Governo, con una interessante giornata di studi, il prossimo 28 ottobre, a partire dalle 9.30. Un documento del 1317 registra il pagamento rivolto sia a Memmo di Filippuccio, pittore civico a San Gimignano, sia al figlio Lippo, ma il padre è probabilmente nominato soltanto perché il grande pittore, che diverrà cognato di Simone Martini, non aveva ancora raggiunto la maggiore età per ricevere la commessa. L’opera è infatti firmata dal solo Lippo Memmi sotto la Madonna, in margine all’affresco.

Alle ore 9.30 daranno inizio ai lavori, proprio dinanzi al capolavoro del Trecento, nella Sala Dante, le autorità del Comune, della Soprintendenza e del gestore dei musei Opera - Civita: Giacomo Bassi, Sindaco di San Gimignano, Carolina Taddei, Assessore alla Cultura del Comune di San Gimignano, Anna Di Bene, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Arezzo e Grosseto, Stefano Di Bello, Opera Civita. Durante la mattinata si succederanno gli interventi della sezione di Storia, introdotta e coordinata da Duccio Balestracci dell’Università di Siena, cui si deve anche la direzione scientifica del convegno, insieme a Felicia Rotundo della Soprintendenza. Il primo studioso a presentare il suo contributo sarà Paolo Cammarosano dell’Università di Trieste: San Gimignano nella Valdelsa del primo Trecento; seguirà l’intervento di Andrea Zorzi dell’Università di Firenze: Podestà e poteri signorili nelle città italiane tra XIII e XIV secolo; a Barbara Gelli dell’Università di Siena spetta il compito di delineare la figura del prestigioso committente della Maestà: Messer Nello di Mino dei Tolomei, podestà e capitano del Popolo di San Gimignano: prime note biografiche. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15.00, la sezione di Arte e Letteratura sarà introdotta e coordinata da Felicia Rotundo, funzionaria della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Arezzo e Grosseto. Cristina De Benedictis dell’Università di Firenze presenterà il suo intervento: Pensione civica e autocelebrativa nella Maestà di Lippo Memmi a San Gimignano, mentre Giuseppe Cantelli dell’Università di Siena, storico delle Arti applicate, esporrà il suo contributo dal titolo Il lusso vago e mondano della Maestà di Lippo Memmi; Marilena Caciorgna proporrà un itinerario attraverso le “idee politiche” raffigurate negli affreschi della città: Iconografia politica a San Gimignano; concluderà il convegno Lorenzo Renzi, filologo dell’Università di Padova: C’è il bacio di Paolo e Francesca nel ciclo di Memmo di Filippuccio a San Gimignano? L’ammiccante titolo rinvia al libro di Renzi: Le conseguenze di un bacio. L’episodio di Francesca nella “Commedia” di Dante, pubblicato da Il Mulino.

Oltre agli interventi istituzionali e a quelli di eminenti studiosi la giornata sarà intervallata da: “La Maestà. Variazioni da San Gimignano”. La comunità reinterpreta il capolavoro attraverso brevi e poetici interventi.

Pubblicato il 25 ottobre 2017

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