Storia di Lucciana, la comunità in cui tra i vicini è ancora possibile stare insieme come una volta

La frazione si è come ripopolata nel 2008, quando sono finiti i lavori di costruzione delle nuove abitazioni. Qui gli abitanti si ritrovano abitualmente per trascorrere del tempo insieme, senza altro motivo apparente all'infuori del senso condiviso di appartenenza. Lo scorso 4 agosto hanno per esempio dato vita al "Lucciana Blues", una cena in Piazza dell'Aione condita dalla voce e dalla chitarra di Ronnie ed Elisa, due ragazzi del posto appassionati di musica

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Quando un anno e mezzo fa ho deciso di diventare grande e di intraprendere la via dell’emancipazione mi sono trasferita in una via abbastanza affollata, in un palazzo abitato da altre quattro famiglie che non avevo mai visto. La prima volta che mi è capitato di assentarmi per una settimana da casa ho pensato di avvertire la mia vicina e dirle che, appunto, per giorni non mi avrebbe sentito rientrare, passare l’aspirapolvere, ascoltare la musica, chiacchierare e che insomma non avrebbe dovuto preoccuparsi. Gliel’ho detto perché vengo da un paese piccolo, in cui ci conosciamo tutti e in cui non farsi i fatti propri, coi suoi pro e i suoi contro, è decisamente normale. Intendiamoci, a nessuno piace che gli altri ficchino continuamente il naso, come si suol dire, ma se ti chiamano quando vedono qualcuno che si muove nel tuo appartamento, perché s’insospettiscono e sanno che non ci sei, non è poi così male. La vicina, per farla breve, mi ha risposto ridendo «Non penserò che sei morta, tranquilla», ma la verità è che, se anche fosse, non se ne sarebbe proprio accorta. Ricordo di non essermi stupita più di tanto. Dopotutto quel modo di fare comunità, di ritrovarsi fuori casa per chiacchierare e condividere piaceri e sacrifici, la “veglia” che ci raccontano i più anziani, sembra ormai appartenere a un modo di vivere che non ha niente a che vedere col nostro.

Invece a Lucciana, nel comune di Casole d’Elsa, questo è ancora possibile. La frazione si è come ripopolata nel 2008, quando sono finiti i lavori di costruzione delle nuove abitazioni. Qui gli abitanti si ritrovano abitualmente per trascorrere del tempo insieme, senza altro motivo apparente all’infuori del senso condiviso di appartenenza. Lo scorso 4 agosto hanno per esempio dato vita al “Lucciana Blues”, una cena in Piazza dell’Aione condita dalla voce e dalla chitarra di Ronnie ed Elisa, due ragazzi del posto appassionati di musica. Una cena in cui tutti hanno dato una mano, c’è stato chi ha cucinato qualcosa e chi si è reso disponibile dal pomeriggio per sistemare i tavoli e apparecchiare. C’erano persone di ogni età. «Nasce tutto dal Consiglio di Frazione – mi spiega Federico Verponziani, uno dei consiglieri -, che da anni è attivo per creare momenti di ritrovo e di divertimento per stare bene insieme e, nell’occasione, parlare anche delle esigenze del quartiere».

Ma come mai funziona? «A Lucciana tutto questo è possibile per vari motivi – ci spiega –. Uno è senza dubbio le piccole dimensioni (saremo 150 persone in totale), che permettono di coltivare i legami e i rapporti molto meglio che in realtà più grandi. Un altro fattore fondamentale è che siamo tutti andati a vivere lì nello stesso periodo. Non conoscevamo nessuno ed eravamo quindi più predisposti nel fare nuove amicizie. Infine, avendolo vissuto sulla propria pelle, è stato più facile successivamente essere aperti e accoglienti con i nuovi arrivati, cercare subito di farli entrare a far parte della comunità».

Alessandra Angioletti

Foto di Matilde Fiorentino

Pubblicato il 19 agosto 2017 (modifica il 19 agosto 2017 | 19:55 )

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