Tutto quello che ancora non avete letto sul Pinocchio evirato di Casole d'Elsa

Era il 25 aprile quando, in occasione della manifestazione di rito e presso il Monumento ai Caduti, il sindaco di Casole d'Elsa Piero Pii ha pubblicamente annunciato che gli alberi tagliati a pochi metri di distanza avrebbero composto lo scenario perfetto per il "Parco dei Popoli". Poi arriva ottobre e in effetti sui tronchi ammozzati delle piante sono spuntate alcune opere d'arte. Una di queste, lo saprete già, ha creato particolare clamore

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Era il 25 aprile quando, in occasione della manifestazione di rito e presso il Monumento ai Caduti, il sindaco di Casole d'Elsa Piero Pii ha pubblicamente annunciato che gli alberi tagliati a pochi metri di distanza avrebbero composto lo scenario perfetto per il "Parco dei Popoli". Poi arriva ottobre e in effetti sui tronchi ammozzati delle piante sono spuntate alcune opere d'arte. Una di queste, lo saprete già, ha creato particolare clamore. Si tratta di "Lussuria" dell'artista fiorentino Francesco Battaglini. L'opera in questione rappresentava un Pinocchio eccitato, con un pene più lungo del naso che lo caratterizza.

La polemica è partita dai social ed è arrivata direttamente all'Amministrazione. Troppo vicina alle scuole elementari, troppo vicina al crocifisso, troppo grande, oscena a detta di alcuni. Battaglini e il primo cittadino decidono così di togliere alla statua il proprio "armamentario", generando un vero e proprio caos mediatico. «Mi dispiace aver mosso così tante polemiche per un Pinocchio un po' irriverente - scrive l'artista su Facebook -, inoltre mi dispiace non abbiate colto l'ironia dell'opera».

Siamo probabilmente l'unico giornale locale a non aver raccontato questo episodio. Persino le testate nazionali ne hanno parlato (non ultima l'ironia della mitica Luciana Littizzetto a Che tempo che fa) e molte radio che non hanno perso l'occasione per intervistare Battaglini e Pii. Non l'abbiamo fatto, onestamente, perché ci sembrava una stupidaggine, viste le tante cose ben più gravi a cui non viene dato peso. Tuttavia penso che intorno al dibattito su questa "stupidaggine" si possano fare delle considerazioni. 

La prima che mi viene in mente è la semplice riflessione sul fatto che l'arte contemporanea non viene capita e che siamo pronti a giudicare e a storcere il naso ancor prima di chiedere spiegazioni. Un caso simile a quello del Pinocchio evirato era già successo a Colle di Val d'Elsa nel 2009. Pochi giorni dopo l'inaugurazione, in occasione di Evento Zero, anche alla statua realizzata con materiali di riciclo dai ragazzi dell'Istituto Ipsia C. Cennini in via Romano Bilenchi (nella foto accanto), infatti, sparì il proprio pene. In quell'episodio, come mi ha confermato per telefono il professor Raffaele Colonese che curò il progetto, forse si era trattato di una "ragazzata". O forse no? Perché non la mano? Perché non il naso? E la statua di Casole d'Elsa avrebbe destato le stesse polemiche se fosse stata raffigurata con un orecchio più grande del normale?

Insomma, il Pinocchio di Battaglini mi sembra che dica molto non tanto sulla lussuria, ma su come le persone guardano la lussuria e forse anche l'arte contemporanea (e la guardavano nel 2009?). Con ignoranza (nel senso proprio di "non conoscenza"), con vergogna, con paura. Da questi sentimenti, ed eccomi alla seconda considerazione, possono nascere però delle opportunità. Prima fra tutte quella di porsi degli interrogativi, di conoscere di più, di domandare. In questo senso il lavoro che già da tempo viene compiuto dalla ProLoco di Casole d'Elsa con eventi, mostre e istallazioni mi sembra più che mai necessario, anzi fondamentale per generare spirito critico e non ridurre il paese a "mero borgo medievale con feste tradizionali".

E a proposito di opportunità, domani, sabato 19 novembre, verrà presentata la mostra di Francesco Battaglini "Un Burattino tra Vizi e Virtù". L'appuntamento è alle ore 17.00 nel Palazzo Comunale di Casole d'Elsa, dove l'esposizione resterà fino al 6 gennaio 2017.  Si tratta di un'occasione proficua per conoscere il vero significato dell'opera e qualcosa di più su chi l'ha fatta. Si tratta anche di un'occasione preziosa per scoprire le sculture degli altri artisti esposte al "Parco dei Popoli". Sculture senza arti sproporzionati, ma con un messaggio da raccontare e, quindi, da capire. Di seguito ne trovate alcune immagini.

Alessandra Angioletti

 

Pubblicato il 18 novembre 2016 (modifica il 19 novembre 2016 | 09:13 )

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