Un'avventura per due: la scelta di Viola e Michele di lasciare il lavoro per inseguire il proprio sogno in Inghilterra

Mi chiamo Viola Ricci, sono un'infermiera di 24 anni di Colle di Val d'Elsa. Mi sono laureata a dicembre del 2013 e già a gennaio del 2014 lavoravo in una Casa di Riposo a Siena, proprio dietro l'angolo di dove abitavo. Io e il mio fidanzato abbiamo avuto lo stesso percorso di studi, ma non lo stesso percorso lavorativo

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Mi chiamo Viola Ricci, sono un'infermiera di 24 anni di Colle di Val d'Elsa. Mi sono laureata a dicembre del 2013 e già a gennaio del 2014 lavoravo in una Casa di Riposo a Siena, proprio dietro l'angolo di dove abitavo. Io e il mio fidanzato abbiamo avuto lo stesso percorso di studi, ma non lo stesso percorso lavorativo. Fortunatamente entrambi lavoravamo, ma non eravamo felici per le condizioni di lavoro, lo stipendio, la realizzazione personale e di coppia. Abbiamo provato vari concorsi, ma eravamo del tutto demotivati perché quale possibilità avevamo di vincerlo entrambi? Razionalmente poche.

L'idea di fare un'esperienza all'estero l'abbiamo sempre avuta, ma da parte mia era più un sogno che avrei realizzato se avessi avuto il coraggio di lasciare tutto e partire, per lui invece era una necessità.
Appena Michele ha ricevuto una delle tante mail che ricevevamo per fare i colloqui con agenzie per andare a lavorare in Inghilterra, non ci ha pensato due volte ad inviare il suo curriculum perché sapeva che quella era la soluzione, quello era ciò di cui entrambi avevamo bisogno. Il coraggioso ed incosciente della coppia è lui! Io ci ho messo un po' per capire che quest'avventura sarebbe stata la soluzione al malessere lavorativo che avevo.

Superare il colloquio con le agenzie non è stato difficile, anzi, è stato molto eccitante! I viaggi a Milano e a Roma per metterci alla prova e per riprendere un po' di entusiasmo che avevamo perso sono stati la boccata d'aria di un'estate atipica.
Alla fine l'agenzia che abbiamo scelto è quella che ci ha trasportato nella realtà di Gorleston on Sea, Great Yarmouth. E' una cittadina molto tranquilla e vicina a Norwich, la città principale della regione.
Il tempo intercorso tra il colloquio, il licenziamento dai relativi lavori che avevamo, i migliaia di documenti da fare e la partenza è stato veramente breve. Non ha dato realmente la possibilità alla mia razionalità e al mio coraggio di organizzarsi, ma meglio così. Quando ho realizzato ero già qui e la paura e l'insicurezza andava di pari passo con l'entusiasmo e l'induction che ci hanno fatto le prime quattro settimane che eravamo a lavorare per il nuovo Ospedale.

Ci piace vivere e lavorare in questo Paese. A distanza di tre mesi ancora abbiamo difficoltà sul lavoro, ma cerchiamo di viverlo come il motore che ci fa andare avanti nell'apprendimento e nel migliorarci professionalmente e umanamente. Ovviamente alle volte è difficile, ma mai ci è passato per la mente di lasciare tutto e tornare in Italia, il che credo sia il segno che abbiamo fatto la scelta giusta!
Quando sento mia nonna su Skype (perché ho dei nonni fantastici che sanno usare Skype!) tutte le volte mi dice: «Ma che ti mancava qua? Hai una famiglia che ti ama, la salute, gli amici, avevi il lavoro...». Tutte cose più che vere, che mi mancano, ma che non compensano la serenità che non avevo, soprattutto quella di coppia. Qua entrambi siamo più sereni e più pronti a sostenerci nelle difficoltà perché sappiamo che abbiamo delle alternative. In Italia eravamo costretti ad accettare lo stress e le ansie causate dalle condizioni di lavoro senza avere la possibilità di cambiare perché fa brutto essere choosy. Qua no. Qua puoi essere e diventare ciò che vuoi.

L'Inghilterra ci sta dando la possibilità di costruirci un futuro lavorativo e di coppia più facilmente di quanto lo facesse il nostro Paese.
Ovviamente questa è la nostra realtà e la nostra storia. L'Italia è un Paese bellissimo, è casa mia, ma il mio presente e per ora il mio futuro lo vedo in questo Paese che mi ha cercata, mi ha accolta e che mi dà la possibilità di realizzare i miei sogni.
Tutte le estati finito il periodo dell'obbligo universitario, caricavamo la macchina e partivamo senza meta perché avevamo bisogno di esperienza, di avventura. L'Inghilterra è diventato questo per noi, solo che non abbiamo bisogno di aspettare un periodo, di caricare la macchina e di partire. L'avventura e le esperienze che ci cambiano la vita sono a portata di mano e ci piace molto!

Viola Ricci
 

 



Chiunque voglia contribuire e raccontare la sua storia può scrivere a redazione@valdelsa.net.

Pubblicato il 12 febbraio 2015

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