Una corsa per la distrofia muscolare. La storia di Daniele, valdelsano all'estero

Siamo partiti per sfruttare delle opportunità professionali insieme. Io lavoravo come responsabile marketing per un brand di gioielleria ad Arezzo, e lei, dopo la laurea, è finita nel giro infinito dei concorsi pubblici senza fortuna. Lei decise poi di fare un colloquio a Londra ed è stata assunta subito. Io ho preso un po' la palla al balzo e il coraggio a quattro mani, lasciando un lavoro e un'azienda meravigliosa per buttarmi in un settore a me caro come quello del vino, in una posizione completamente nuova

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Abito a Londra da quasi tre anni con mia moglie Maristella. Lei lavora come ostetrica per il servizio sanitario nazionale, io come project manager in una società di consulenza e ricerche di mercato nel settore vino. Siamo partiti per sfruttare delle opportunità professionali insieme. Io lavoravo come responsabile marketing per un brand di gioielleria ad Arezzo, e lei, dopo la laurea, è finita nel giro infinito dei concorsi pubblici senza fortuna. Lei decise poi di fare un colloquio a Londra ed è stata assunta subito. Io ho preso un po' la palla al balzo e il coraggio a quattro mani, lasciando un lavoro e un'azienda meravigliosa per buttarmi in un settore a me caro come quello del vino, in una posizione completamente nuova.

Sono arbitro di calcio da 14 anni, e sono sempre stato uno sportivo. Lo sport per me è una metafora della vita. Qualche mese fa, mi hanno contattato da Muscular Dystrophy UK, offrendomi un posto per la Maratona di Londra. Inizialmente ho pensato che sarebbe stata una pazzia potermi preparare in soli 4 mesi a una sfida del genere, visto che avevo fatto la mia prima mezza maratona solo a ottobre.

Poi ho pensato che troppe volte nella vita ci facciamo influenzare da persone che ci dicono che "non siamo in grado" o non possiamo fare qualcosa. Spesso siamo noi stessi a porci questi limiti. Quindi, dopo un weekend di riflessione, ho deciso di accettare la sfida.

L'aspetto fondamentale di questa prova, è che l'organizzazione no-profit dà il posto per correre in cambio dell'impegno a raccogliere £1,600. Quindi una sfida nella sfida, perdonatemi il gioco di parole. Ma un momento fondamentale per fermarsi un attimo e pensare anche al prossimo, invece che solo e soltanto a noi stessi.  

Quindi, insieme al duro allenamento invernale, ho iniziato un processo parallelo per pensare a come raccogliere i fondi per una causa importante come quella della distrofia muscolare, che racchiude una serie di malattie rare ma spesso irreversibili. Con £1,600, per intenderci, la società no-profit Muscular Dystrophy UK può acquistare una seggiola mobile con tutte le dotazioni del caso, oppure può fornire due settimane  di supporto completo a persone che hanno bisogno e alle loro famiglie, oppure li investe in ricerca.  

Supporto alcune charity, e ogni anno ne scelgo una: da UNICEF a Save the children ed altre...  Questa volta volevo fare qualcosa di speciale, che mi desse la possibilità di raccontare un po' della nostra cultura italiana con i miei amici / colleghi e contatti qua a Londra.  

Ho pensato quindi di coinvolgere alcuni piccoli produttori artigianali del nostro territorio e anche un paio di altre regioni. Ognuno di loro contribuirà con dei prodotti che io potrò dare alle persone che effettueranno una donazione sulla mia pagina JustGiving http://www.justgiving.com/Daniele-Gozzi1 come ringraziamento. 

Per fare tutto questo, ho appunto messo insieme un documento che ho inviato ai miei contatti. E' una specie di mercatino di beneficenza: loro scelgono il "regalo" che vogliono ed effettuano la donazione relativa. Io mi faccio carico di portare qui il prodotto e consegnarlo.

La cosa più bella? Aver potuto raccontare - coinvolgendo le persone in un progetto senza alcun scopo di lucro -  la storia di queste piccole gemme nascoste fuori dall'Italia, il lavoro che c'è dietro e l'estrema devozione alla ricerca dell'eccellenza. Questa è la nostra cultura che dobbiamo esportare, cominciare dalle piccole cose per essere grandi di nuovo.  

Daniele Gozzi

Chiunque voglia contribuire e raccontare la sua storia può scrivere a redazione@valdelsa.net.

Pubblicato il 23 aprile 2016

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