Venticinque anni a servizio della comunità: intervista a Gianfranco Lorini

Lo scorso 22 settembre abbiamo festeggiato nella splendida cornice della Rocca di Staggia i venti anni online del nostro giornale. C'era anche Gianfranco Lorini che, proprio come noi, ha qualcosa da festeggiare quest'anno

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Lo scorso 22 settembre abbiamo festeggiato nella splendida cornice della Rocca di Staggia i venti anni online del nostro giornale. C'era anche Gianfranco Lorini che, proprio come noi, ha qualcosa da festeggiare quest'anno: sono 25 anni infatti che è Governatore della Misericordia di Poggibonsi, un'associazione che offre un servizio importante, anzi fondamentale per il nostro sistema sanitario. Per l'occasione ha scritto un libro che racconta l'inizio, la fatica e le difficoltà superate di quest'esperienza. Lo abbiamo incontrato per fargli un po' di domande.

Com'è entrato a far parte della Misericordia?
«Ero già socio dal 1947, però non avevo mai fatto niente per la Misericordia, a causa del lavoro che facevo. Da commerciale di una delle aziende più grandi della Val d'Elsa, ero sempre in giro. Poi, una volta in pensione, ho accettato ben volentieri di potermi finalmente dedicare a questo mondo. Fui subito eletto nel consiglio, quasi all'unanimità, e diventai Governatore.
In quel periodo la Misericordia non se la passava tanto bene. I primi momenti sono stati parecchio duri, perché ho trovato un caos. E' stato allora che ho pensato di impostarla come un'azienda. Visto che ero stato imprenditore per tanto tempo, forse in quel modo sarei riuscito a farla funzionare e infatti posso dirmi orgoglioso e soddisfatto» .

E com'è oggi la Misericordia?
«Oggi la Misericordia va come un orologio. Ha ovviamente i suoi piccoli difetti, le cose che possono essere ancora migliorate, ma come in tutte le famiglie. Io, lo devo dire, come governatore ne ho passate parecchie, ma ho sempre avuto dalla mia parte i consiglieri e i volontari, che con me hanno condiviso dolori e soddisfazioni» . 

Sta già pensando a un successore? 
«Ovviamente, ho cominciato a pensarci. Mi piacerebbe il futuro Governatore suggerirlo io, perché vorrei che fosse qualcuno che interpreta a pieno la matrice cristiana, cattolica proprio, che caratterizza la Misericordia» .

Qual è stata la più grande soddisfazione di questi 25 anni? 
«Dunque, quando io sono arrivato qui ho visto che stavano tutti in spazi molto ristretti. Da subito, il mio pallino era quello di allargare la sede. E questo, come dico nel libro che ho scritto, è stato proprio il primo sogno nel cassetto: fare una sede nuova. Quando lessi sul giornale che questo terreno qua era adibito soltanto per scopi sociali, mi incaponii per convincere il proprietario che non avrebbe trovato un acquirente diverso da noi. Adesso ci troviamo in un bello stabile. La mia più grande soddisfazione è aver portato la Misericordia a questo livello e ne sono veramente orgoglioso. Sempre con grande umiltà e in punta di piedi, senza dare noia a nessuno».

Pubblicato il 4 novembre 2016 (modifica il 4 novembre 2016 | 16:16 )

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