Videosorveglianza: stanziati 850mila euro dalla Regione anche per i Comuni della Val d'Elsa

«Il contributo della Regione Toscana - afferma Raffaella Senesi, sindaco di Monteriggioni - permetterà di potenziare il sistema di videosorveglianza e di garantire in maniera ancora più puntuale la sicurezza urbana, la tutela del territorio e quella del patrimonio pubblico, già al centro del presidio e del controllo quotidiano svolto dalla Polizia municipale e dalle forze dell'ordine. La presenza delle telecamere, inoltre, rafforza la prevenzione di attività illecite e di episodi di microcriminalità, dando risposte concrete ai cittadini in zone diverse del territorio comunale e a istanze avanzate da tempo»

Commenti 0
  • Condividi questo articolo:
  • c
  • d
  • j

Come l'anno scorso il bando si era chiuso ad ottobre ed ora è pronta la graduatoria. La Regione Toscana finanzia con altri 850 mila euro 67 progetti di videosorveglianza per altrettanti Comuni o Unioni di Comuni. Il contributo arriva fino al 70 per cento della spesa. E' un modo per aumentare la sicurezza in città e nei paesi: di sicuro un deterrente per ladri, scippatori e malavitosi.

Chi riceverà i contributi
Intanto presto saranno accredite le risorse già disponibili. Ai sessanta comuni più piccoli andranno complessivvamente oltre 728 mila euro, con contributi singoli in gran parte di 10 e 15 mila euro ciascuno, in alcuni casi un po' più bassi. Dipende dall'ammontare della spesa. In Val d'Elsa ne beneficeranno i comuni di Monteriggioni, Radicondoli, Casole d'Elsa, San Gimignano.

«Il contributo della Regione Toscana - afferma Raffaella Senesi, sindaco di Monteriggioni - permetterà di potenziare il sistema di videosorveglianza e di garantire in maniera ancora più puntuale la sicurezza urbana, la tutela del territorio e quella del patrimonio pubblico, già al centro del presidio e del controllo quotidiano svolto dalla Polizia municipale e dalle forze dell'ordine. La presenza delle telecamere, inoltre, rafforza la prevenzione di attività illecite e di episodi di microcriminalità, dando risposte concrete ai cittadini in zone diverse del territorio comunale e a istanze avanzate da tempo».

L'anno scorso altre telecamere erano già state installate o potenziate: 63 progetti finanziati, sempre fino al 70 per cento, con 1 milione e 522 mila euro. «Stavolta – spiega l'assessore alla sicurezza della Regione Toscana, Vittorio Bugli – abbiamo dato la precedenza anzitutto ai comuni più piccoli, che la vecchia legge escludeva dai contributi, e in genere a tutti quei territori che nel 2016 non avevano avuto accesso ai finanziamenti». In tredici mesi sono stati aiutati 130 progetti e stanziati 2 milioni e 372 mila euro. «Di fatto - dice ancora l'assessore - visto che in diversi casi si tratta di Unioni siamo intervenuti su oltre la metà dei Comuni di tutta la Toscana». Sono state premiate le amministrazioni che hanno operato in modo congiunto o che contribuiranno a creare reti di videosorveglianza che si estenderanno oltre il territorio comunale. In qualche caso saranno installati sistemi in grado anche di riconoscere e annotare, in automatico, le targhe dei veicoli.

«La sicurezza – annota Bugli - non è qualcosa che si costruisce solo con una rete di telecamere. Passa sicuramente anche dalla rivitalizzazione di quartieri, paesi ed aree urbane e come giunta siamo impegnati infatti anche su questo fronte, con più di 600 mila euro stanziati tra la fine dell'anno scorso e quest'anno. E quei progetti stanno andando bene, da Prato a Livorno, da Pisa a Firenze. Tuttavia è evidente che aree buie, poco illuminate e poco sorvegliate costituiscono un contesto dove certi crimini possono compiersi con maggiore facilità. E in questi casi non potevano bastare qualche telecamera spot, ma servono e serviranno reti integrate, 'intelligenti' anche, capaci di dialogare tra loro: non per caso abbiamo chiesto di utlizzare sistemi aperti, per le tecnologie e per i software di controlllo e riconoscimento. Il tenere tutto a sistema sarà l'impegno per il futuro, accanto alla formazione di figure specifiche capaci di leggere e programmare, con strumenti adeguati, il livello di sicurezza di città e paesi».

Le domande al bando 2017 sono state tante: solo tra i Comuni più piccoli sessanta sono stati i progetti ammessi, tutti finanziati. Tra i comuni e le Unioni comunali più grandi, quelli con più di diecimila abitanti e che non avevano beneficiato di precedenti contributi, sono stati ammessi invece in undici e saranno finanziati in sette, l'ultimo solo parzialmente. Nel caso comunque si rendessero disponibili ulteriori risorse, la graduatoria potrà scorrere e la possibilità di finanziamento riguarderà anche i trenta Comuni o Unioni (ammessi) che già avevano goduto del bando dell'anno scorso e che hanno presentato ora nuovi progetti. «Con i i finanziamenti che abbiamo già messo in bilancio per il 2018 - accenna l'assessore - speriamo di poterli coprire tutti». Servono 94 mila euro per i comuni che nel 2016 non a vevano ricevuto finanziamenti e altri 672 mila per i trenta che già ne avevano goduto, per altri interventi.

Pubblicato il 22 dicembre 2017

  • Condividi questo articolo:
  • c
  • d
  • j

Lascia un commento

Torna su