Uscendo dal borgo di Staggia per la porta Lecchi, dopo alcuni chilometri, si giunge all'omonima villa. Quella attuale, derivata dalla ristrutturazione di una medicea che aveva come basamento un antico fortilizio, è del 1700.
Ritornando verso Poggibonsi, prima di giungere in località Bellavista, sulla sinistra un bivio immette in una strada malagevole che conduce in località Pini. Lasciata l'auto in uno spiazzo, si procede a piedi per un sentiero di campo quando, immersa nel verde, appare la chiesetta romanica di San Bartolomeo ai Pini.



S. Bartolomeo ai Pini


La località è ricordata per la prima volta nell'elenco dei beni della Badia di Marturi dell'anno 983. La chiesa è da inserire fra le più antiche della Val d'Elsa, in quanto alcuni dei suoi elementi architettonici sono riferibili, anche se semplificati al massimo, a quelli che troviamo nella chiesa della Magione.
La pianta è rettangolare ad unica navata priva di abside. Le mura perimetrali sono a filaretto. Nella facciata si apre una porta rettangolare i cui stipiti sono realizzati con bozze disposte nello stesso ordine di quello del paramento. Su quelle più elevate, prive di mensole, si appoggia un massiccio architrave monolitico, a ripiombo sugli stipiti, un archivolto a tutto sesto. Un rifacimento, posteriore sopra l'architrave e sotto la pendenza del tetto, fa pensare forse ad una finestrella chiusa nel tempo o ad un campanile a vela poi franato o abbattuto.
Un'altra porta anch'essa rimurata si apriva sul lato Ovest, più piccola di quella principale: ha stipiti a bozze ad angolo alternato, sulle quali poggia un esile architrave con archivolto a tutto sesto di fattura finissima. Sopra questa porta, a sinistra, sotto la pendenza del tetto, si apre una finestrella a doppio strombo che poggia su un grazioso davanzale con modanatura e termina con un arco a tutto sesto leggero ed elegante nella sua armonica semplicità.



S. Bartolomeo ai Pini - Lato ovest


Accanto a questa un'altra finestra, forse della fine del 1700, deturpa notevolmente l'edificio. Sulla parete di fondo se ne apre un'altra originale, sopra di essa è praticato un oculo per l'areazione interna del tempio. Rifacimenti posteriori, molto affrettati, visibili sulla parete Est, fanno pensare ad un'altra porta e finestra, parti della struttura originale.
L'interno è ad unica navata, con tetto a capriate, ma causa l'abbandono è già caduto il cavalletto vicino alla porta d'accesso ed in quel punto il tetto è franato.
Si sta perdendo così un gioiello veramente notevole e per il quale varrebbe la pena intervenire prima che sia troppo tardi. Il presbiterio è occupato da un altare del 1700 e nella parete di fondo si trova un quadro dove era raffigurato San Bartolomeo, titolare della chiesa, circondato da un affresco con figure di angeli.