Prima di entrare nel centro storico è consigliabile la visita alla moderna chiesa di San Giuseppe, in via Monte Sabotino, consacrata da Mon. Francesco Niccoli, Vescovo di Colle Val D'EIsa, il 17 Marzo 1962. Notevole la porta in bronzo, detta "Della Pace", inaugurata nelI'anno Santo 1983-84. Sopra di questa una terracotta (1955-58) che rappresenta l'annuncio dell'angelo a San Giuseppe, patrono dei lavoratori, cui è dedicata la chiesa. All'interno, Via Crucis in terra cotta (1955-58) e, alla sinistra di chi entra, suggestiva vetrata che rappresenta l'annunciazione della Vergine (1982). Le opere descritte sono dell'artista poggibonsese Giuseppe Calonaci.
Tornati indietro e, superato il passaggio a livello, si entra nel centro storico. Della città trecentesca è rimasta solo parte della struttura urbana. Chi non ha fretta, comunque, potrà scoprire cose interessanti che si sono salvate dalla ristrutturazione, avvenuta nel sec. XIX e nei primi decenni del successivo, dalle distruzioni della Seconda Guerra Mondiale e dalla successiva ricostruzione.
Per chi proviene da Firenze al n. 2 di Via XX Settembre, sulla facciata di una abitazione, è visibile una formella proveniente da Poggiobonizio. In largo Gramsci n. 1 anticamente si sostava presso la Locanda della Corona dove, nel pomeriggio dell'8 Luglio 1809, riposò Papa Pio VII quando, catturato dai francesi, venne condotto prigioniero prima a Savona e poi a Fontainebleau.
In via della Repubblica al n. 15 si possono osservare, sulla facciata, alcuni stemmi medicei e di altre famiglie gentilizie fiorentine. All'interno, una grande sala con soffitto a travi decorate. Sempre nella stessa via, al n. 70, una casa con bella facciata in pietra e finestre con archi ogivali, residuo di un'antica torre medievale, in una sala del primo piano, artistico caminetto in pietra.

All'angolo tra via della Repubblica e via Costantino Marmocchi si trova il Palazzo Pretorio. Aveva, fino ai primi dell'800, un loggiato, poi rimurato. Fu restaurato e riportato in parte alle forme originali ai primi del '900. E' di buona architettura civile del 1300; la parte superiore è in cotto, quella inferiore in pietra, separate fra loro da una cornice con modanatura, pure in pietra. Un'altra cornice simile, subito sotto il tetto, corona tutto l'edificio. Sulla facciata numerosi stemmi degli antichi podestà e dell'arme del Comune.
A fianco del Palazzo c'è una torre, residuo di una antica cinta muraria. Nella parte inferiore è visibile, anche se rimurato, un arco a sesto acuto, sopra a questo una finestrella forse originale. La torre termina con una merlatura ricostruita alla fine del secolo scorso.

Da via della Repubblica si entra in Piazza Cavour. Vi si trovano: il Palazzo Comunale, eretto fra il 1868 ed il 1871 su disegno di Salvatore Guidi, e la Collegiata di S. Maria Assunta.
In una sala del Palazzo Comunale alcuni quadri fra cui emergono quelli del pittore Silvano Bozzolini.




Collegiata di S. Maria Assunta


La Collegiata, in stile neoclassico, terminata nel 1863, è situata al posto dell'antica Pieve romanica di Borgo Marturi, demolita nel 1859. L'interno presenta uno spazioso impianto basilicale a croce latina con volte a botte. Entrando, a sinistra, nella cappella dedicata a S. Luigi Gonzaga si notano: tela a forma di lunetta del 1871 raffigurante la Madonna Assunta in cielo con ai lati due angeli; tela, di grandi dimensioni, del 1700, dove vi è rappresentata la Madonna con Bambino, S. Anna ed angeli, con S. Francesco e S. Carlo Borromeo in atto di venerazione; altare del 1700 in legno dorato; ciborio ligneo del 1700; tavola con dipinta copia della Madonna di Romituzzo, realizzata nel 1924 dal pittore sangimignanese Garibaldo Cepparelli.
Sull'altare del transetto di sinistra: tela del 1700 raffigurante il transito di San Lucchese. Il mediocre stato di conservazione ed i colori scuri non permettono di distinguere bene l'immagine. Un restauro accurato potrebbe rilevare un'opera non indifferente. Nel transetto di destra, il fonte battesimale, pregevole scultura in marmo datato 1341.



Il fonte battesimale


Nell'altare attiguo, in un urna, Cristo morto, opera in legno policromo del 1400. Sopra, grande tavola, che raffigura la "Resurrezione": Cristo con 4 angeli che s'innalzano al cielo.
Attorno al sepolcro tre soldati dormienti. Il quadro di buona fattura è attribuito a Vincenzo Tamagni di S. Gimignano (1492-1529).
Sopra la bussola della porta centrale sono situati organo e cantoria. L'organo, del tipo "Liturgico a timbro dolce", fu montato nel 1790 dai fratelli Luigi e Loris Tronci di Pistoia.
E' composto da due organi uniti insieme, con 416 canne delle quali 408 in piombo ed altro materiale e 8 in legno. Le più antiche risalgono al 1400 e le altre al 1600.
Prima dei recenti restauri, all'interno della chiesa, vi erano anche un altare maggiore ed un pulpito del 1700 in marmo policromo. In sacrestia: bancone ed armadio del 1700 ed un bel crocifisso in legno policromo della fine del 1500.
La chiesa, sul lato sinistro, è fiancheggiata da un'alta torre campanaria: poco sopra il basamento presenta una originale decorazione ad arcatelle. La cuspide, anticamente piramidale, fu rimaneggiata nel 1896, anno in cui vennero aggiunti il caratteristico "gabbione", la merlatura e l'orologio.