'Aristocrazie lucane e artigianato etrusco': una mostra a San Gimignano

Oltre che per la rilevanza scientifica dei singoli reperti il progetto espositivo si connota per l’approfondimento dei legami tra l’Etruria e la Magna Grecia

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All’interno della chiesa medievale di San Lorenzo in Ponte sono esposti per quattro mesi due corredi di età lucana di grande importanza scientifica. Si tratta delle tombe monumentali n. 2 e 3 della necropoli di Montagnola a Corleto Perticara e Guardia Perticara in provincia di Potenza, oggetti di scavo archeologico da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, nell’ambito delle ricerche di archeologia preventiva connesse al Tempa Rossa Project della Total S.p.A.

L’idea della mostra nasce nel 2015 come sviluppo di un progetto del Touring Club che aveva favorito la stipula di patti di amicizia fra alcuni comuni Bandiera Arancione della Toscana e della Basilicata, in vista degli eventi legati a Matera 2019.

Carolina Taddei, Assessore alla Cultura del Comune di San Gimignano, afferma: «La delegazione di San Gimignano,in visita ufficiale in Basilicata, è stata accolta in modo straordinario tanto che è nato subito il desiderio di proseguire la collaborazione con progetti di dialogo non solo fra le amministrazioni ma anche fra gli operatori culturali e quelli del mondo agricolo. Siamo quindi giunti alla progettazione di questa mostra che presenta importanti reperti archeologici e siamo onorati di poter accogliere a San Gimignano un patrimonio così ricco proveniente da una terra antica e generosa di cultura come la Basilicata».

Nell’aula della Chiesa si possono ammirare sul presbiterio il grande cratere a figure rosse e la grande anfora a figure rosse della Tomba 3 mentre la stessa sala ospita i restanti oggetti del corredo della medesima tomba; invece nella seconda sala sono esposti tutti gli oggetti di corredo della Tomba 2.

La scelta di collocare in singole vetrine la coppia dei maestosi vasi figurati del Pittore del Primato è finalizzata ad esaltare la bellezza dei manufatti e a catturare l’attenzione dei diversi visitatori, dal semplice turista allo studioso, dal cittadino locale alle scolaresche.

Oltre che per la rilevanza scientifica dei singoli reperti il progetto espositivo si connota per l’approfondimento dei legami tra l’Etruria e la Magna Grecia, come documentato dai testi degli studiosi. Nel loro complesso infatti i reperti costituiscono un’eccezionale testimonianza della circolazione di beni di lusso lungo circuiti che, fin dall’età arcaica, dall’Etruria, forse per il tramite dei centri di Capua e Pontecagnano dell’Etruria campana, si diramano verso Sud e viceversa.

Un catalogo di agevole formato e sintetico contenuto scientifico, accompagna l’esposizione insieme ad un depliant pieghevole a più facciate in cui sono riportati i testi dei pannelli.

Giacomo Bassi, Sindaco di San Gimignano, esprime così la sua soddisfazione: «Siamo felici di ospitare una parte significativa della cultura del popolo della Basilicata a memoria di antichi scambi culturali e commerciali fra le nostre terre. Poter avere questi reperti nel nostro territorio è un modo per rinforzare  questo legame di amicizia.A San Gimignano e in Val d’Elsa abbiamo inoltre molti concittadini provenienti dalla Basilicata; la comunità lucana è ben radicata qua, nonostante restino salde le radici che li lega alla terra di origine. Anche per loro abbiamo aderito con maggior convinzione a questo progetto ed a loro vogliamo dare un’occasione per ritrovare parte dell’importantissimo patrimonio della loro terra nella loro nuova casa toscana».

L’esposizione è stata possibile grazie al contributo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, del Comune di Guardia Perticara, del Comune di San Gimignano,  e dell’APT Basilicata.

Pubblicato il 12 dicembre 2018

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