'La scelta': a Certaldo lo spettacolo ispirato dal dialogo ipotetico tra Beata Giulia e Boccaccio

«Mi ha sempre affascinato l’idea che Beata Giulia possa avere avuto un ruolo nella vita di Giovanni Boccaccio», dice l'autore del romanzo da cui è tratto lo spettacolo

 CERTALDO
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“Ci può essere un amore così grande, tanto da spingere fino al sacrificio della propria esistenza pur di realizzarlo?...”. È intorno a questa domanda che ruota "La scelta", spettacolo teatrale dall'omonimo romanzo di Maurizio Chinaglia (Sassoscritto editore, 2012), regia di Ilaria Favini, in scena in anteprima assoluta giovedì 5 settembre 2019, ore 21,30 al teatro multisala Boccaccio di Certaldo. Ingresso euro 10 (in beneficenza alla Propositura di San Tommaso).

Spettacolo che si segnala per una particolarità: la trama del dramma gioca ad evocare la possibilità – non documentata dalla storia, ma ipotizzabile – che Beata Giulia della Rena (Certaldo, 1319 – 1367), suora di clausura certaldese della quale si celebrano il bicentenario della beatificazione ed il settimo centenario della nascita, possa aver conosciuto e dialogato con Giovanni Boccaccio (Certaldo, 1313 – 1375), vissuto negli stessi anni, anche se spesso lontano dal borgo certaldese, ma che con gli agostiniani di Santo Spirito a Firenze, cui Giulia faceva riferimento, era in stretti rapporti.

In scena sono tre i personaggi che si muovono, contemporanei ma "senza tempo", di persona o evocati: Giovanni, brillante professore studioso di Dante, cinquantenne, che evoca l'assonanza con il più celebre Boccaccio; Paola, donna trentenne che con lui vive una travolgente storia d’amore; e Giulia, monaca di clausura, che, presente più evocativamente che fisicamente, rimanda a Beata Giulia della Rena. Il romanzo e la messa in scena, sono mossi proprio dalla suggestione di questo possibile dialogo e confronto sui temi della vita, dell’amore, della spiritualità.

«Con questo testo ho cercato di rispondere alle domande che si pone chi ama con profondità – dice Maurizio Chinaglia, autore – a chi, nella propria vita, cerca di essere attore e non solo spettatore. E siccome mi ha sempre affascinato l’idea che Beata Giulia della Rena possa avere avuto un ruolo nella vita spirituale di Giovanni Boccaccio, questa suggestione è diventata il fil rouge che ha ispirato il romanzo e si ritrova nella piece teatrale, per la quale ho trasformato in dialogo anche quello che nel libro scorre come riflessione e pensiero».

«Lo spazio teatrale è molto simbolico, un interno senza tempo - dice la regista Ilaria Favini - e anche se il luogo è senza dubbio Certaldo in epoca moderna, ascoltiamo i protagonisti dialogare su temi e con parole che non hanno età. Circondati da grate che sono il perimetro entro il quale si reclude, volontariamente, Giulia, ma anche entro il quale si trovano spesso oppressi, senza volerlo, i due amanti Giovanni e Paola in alcuni momenti della loro storia d’amore. Finchè la presenza di Giulia, che sembra permeare le mura degli edifici della Certaldo Alta, guida, ispira, consiglia e invita Giovanni alla riflessione, fino alla sua “scelta”. Se poi Giulia sia soltanto un alter ego del protagonista, la sua coscienza, o altro, ad ognuno la sua personale risposta…».

«Ciò che continua a sorprendermi è notare come la devozione a Beata Giulia continui a incidere sulla nostra contemporaneità – dice Don Pierfrancesco Amati, Proposto di Certaldo – e Maurizio Chinaglia affronta il tema in una forma che può risultare interessante per le persone di oggi, apparentemente così lontane da tale tematica.  Per questo ho ritenuto che valesse la pena sostenere questo tentativo, non privo di limiti ma interessante, nell'ambito dei festeggiamenti di questo straordinario 2019».

Questi i personaggi e interpreti: Paola Salvadori (Giulia), Luigi Fiorentino (Giovanni), Rebecca Francioni (Paola). Simonida Miletic: soprano; Diana Colosi: arpa. Scene di Roberta Mantellassi.

Info e biglietti: tel. 0571 664778 web www.multisalaboccaccio.it sezione “biglietteria on-line”

Pubblicato il 29 agosto 2019

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