'Oltre le sbarre': siamo stati a pranzo al carcere di Ranza. Ecco com'è andata

Durante il pranzo sono stati serviti: insalata di farro con verdure, panzanella, insalata di riso venere pepite di mais e carciofi, pennette con zucchine menta e coniglio marinato, coniglio porchettato sull'agrodolce e cialda di polenta bianca, agnello in crosta di pistacchio su vellutata di topinambur, costolette di agnello arrostito, buffet di dolci "piccola Pasticceria" e torta millefoglie con chantilly e amarene. Il tutto accompagnato da una serie di cocktail, tra cui il mojto ranziano

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Mercoledì scorso siamo stati alla Casa Circondariale di Ranza, a San Gimignano, per l'iniziativa "Insieme con gusto", un'occasione speciale aperta a tutto il territorio per vedere i detenuti mentre si cimentano nel ruolo di aspiranti chef. Da tempo infatti al carcere sangimignanese esiste la possibilità di frequentare i corsi dell’Istituto Enogastronomico di Colle Val d’Elsa, indirizzo dell’Istituto d’Istruzione superiore statale “Bettino Ricasoli” di Siena, grazie alla sede carceraria. Un modo per guardare oltre alle sbarre, per imparare l'arte della cucina, che viene raccontato anche nel blog "Scriviamo... con gusto", nato un anno fa per raccogliere i lavori svolti all'interno delle aule e dei laboratori attraverso ricette, poesie e riflessioni.

L'iniziativa, prevista all'aperto, si è dovuta tenere al chiuso a causa del maltempo, nelle stanze che normalmente sono adibite ai colloqui. Bastano pochi particolari per avere un assaggio di cosa significhi essere reclusi, perdere il diritto di essere liberi: il divieto di portare il cellulare dentro il carcere, di fotografare i detenuti in viso; i tavoli piantati per terra, senza la possibilità di sollevarli, nessun coltello intorno ai vassoi se non di plastica per gli invitati, fingerfood e cibo di piccole proporzioni nel menù, il tenero messaggio di una figlia scritto su una lavagna. Basta guardare l'ossequiosa gentilezza con cui i carcerati hanno accolto circa 80 persone (noi giornalisti, autorità, rappresentanti dell'Istituto) per capire quanto siano importanti eventi come questi. Ce lo conferma Maria Bevilacqua, responsabile del'area trattamento: «Abbiamo degli esempi di persone che, una volta finito di scontare la propria pena, hanno avuto la possibilità di inserirsi in strutture alberghiere».

Durante il pranzo sono stati serviti: insalata di farro con verdure, panzanella, insalata di riso venere pepite di mais e carciofi, pennette con zucchine menta e coniglio marinato, coniglio porchettato sull’agrodolce e cialda di polenta bianca, agnello in crosta di pistacchio su vellutata di topinambur, costolette di agnello arrostito, buffet di dolci “piccola Pasticceria” e torta millefoglie con chantilly e amarene. Il tutto accompagnato da una serie di cocktail, tra cui il mojto ranziano.

I piatti sono stati intervallati dai monologhi teatrali della Compagnia teatrale del carcere, interpretati da Giovanni, Salvatore, Massimiliano, Antonino, Marcello e Fabio. Brani tratti da famose scene cinematografiche di grandi film, come L'attimo fuggente, Codice d'onore, Il pianista sull'oceano, Il grande dittatore. Brani che parlano di vita e di libertà.

Pubblicato il 1 giugno 2018

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