'Restiamo Umani', la marcia fa tappa in Val d’Elsa

«Ringraziamo John e quanti stanno dedicando tempo ed energie a questa marcia nonostante il caldo torrido di questi giorni – ha detto il sindaco Giacomo Cucini – perché in questo momento storico c’è bisogno di affermare, più forte che mai, che l’umanità è il valore supremo da difendere e da diffondere. Ma non si pensi che si voglia parlare solo dei migranti che non vengono soccorsi in mare, che pure rimane una delle tragedie più gravi ed inspiegabili di questi mesi. Il problema dell’egoismo, della chiusura e della mancanza di umanità è purtroppo assai più grande»

 VAL D'ELSA
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Hanno fatto tappa di fronte al Municipio per poi recarsi al Parco Libera Tutti, i partecipanti alla Marcia “Restiamo Umani”. Una marcia nazionale, partita da Trento il 20 giugno 2019 per la Giornata Mondiale del Rifugiato e che si spingerà fino a Lampedusa per concludersi poi a Roma, caratterizzata dal fatto che ad ogni tappa del percorso si uniscono, anche solo per alcuni chilometri, cittadini e associazioni dei territori attraversati. Ad accoglierli a Certaldo c’erano anche la Misericordia di Certaldo, Associazione Anthos, Kineses Centro Studi Danza e Movimento, il Comune di Certaldo nella persona del sindaco Giacomo Cucini e dell’Assessore Benedetta Bagni, rappresentanti del tavolo permanente per il Parco LiberaTutti; una tappa che poi vedrà protagonista il Comune di Gambassi Terme, associazione Greenbassi, Proloco Gambassi Terme: i camminatori faranno infatti tappa stasera all’Ostello di Sigerico dove ci sarà una cena di raccolta fondi per sostenere l’iniziativa e domani ripartiranno alla volta di San Gimignano.

L’idea della marcia è stata lanciata mesi fa da John Mpaliza, cittadino italiano di origine congolese, in Italia da 26 anni, attivista per i diritti umani. Durante un viaggio in treno da Trento a Reggio Emilia, John assistette ad un episodio di discriminazione nei confronti di un viaggiatore di origine straniera, in possesso sia del permesso di soggiorno che del titolo di viaggio. Dopo essere intervenuto per difendere quella persona, maturò in lui l’idea di proporre e organizzare una marcia in Italia per denunciare il clima di odio, paura e discriminazione che percepiva come crescente in questo momento storico. “Restiamo Umani”, il titolo, era il motto di Vittorio Arrigoni, cittadino italiano e attivista per i diritti umani rapito e ucciso a Gaza, in Palestina, nel 2011.

«Questa marcia vuole essere uno strumento nonviolento con cui mandare un messaggio chiaro alla politica in generale ed in particolare a chi lucra sulle difficoltà e l’insicurezza dei più deboli – dice dal sito della marcia John Mpaliza – siamo tutti uguali, i diritti sono di tutti, abbattiamo i muri e costruiamo ponti, restiamo umani».

«Ringraziamo John e quanti stanno dedicando tempo ed energie a questa marcia nonostante il caldo torrido di questi giorni – ha detto il sindaco Giacomo Cucini – perché in questo momento storico c’è bisogno di affermare, più forte che mai, che l’umanità è il valore supremo da difendere e da diffondere. Ma non si pensi che si voglia parlare solo dei migranti che non vengono soccorsi in mare, che pure rimane una delle tragedie più gravi ed inspiegabili di questi mesi. Il problema dell’egoismo, della chiusura e della mancanza di umanità è purtroppo assai più grande, riguarda l’intolleranza, la chiusura, la discriminazione verso chi è diverso da noi. Ed è nostro dovere, di Paese civile, di Pubblica Amministrazione, di cittadini, di persone, affermare che l’umanità è un valore al di sopra di tutti gli altri, anche e soprattutto al di sopra delle appartenenze nazionali e politiche. L’umanità prima di tutto, restiamo umani!».

Per aderire o chiedere informazionimarciarestiamoumani@gmail.com

#MarciaRestiamoUmani

Pubblicato il 13 agosto 2019

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