A Casole la presentazione del libro che raccoglie le storie degli internati militari senesi nei lager nazisti

L'intento di Cortonesi e della Strunz è quello di raccontare attraverso i dati raccolti le tragiche storie degli internati militari senesi nei lager, rimaste nell'oblio per più di settant'anni

 CASOLE D'ELSA
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Sabato 30 novembre alle ore 17.00 presso il Centro Congressi di Casole d’Elsa avverrà la presentazione del libro “La Triste Rubrica. Internati di Siena e provincia nei lager nazisti (1943-1945)” scritto da Gabriele Cortonesi e Friederike Strunz, con la prefazione di Patrizia Turrini e Mario Ascheri.

Gabriele Cortonesi, già autore dei libri “Un gioiello nel senese” e “Storia di un antico castello. Suvicille”, dopo aver conosciuto Frederike Strunz, ha intrapreso con lei una lunghissima ricerca, durata dieci anni, che lo ha portato a scandagliare importantissimi archivi italiani e tedeschi, come quelli dei campi di Buchenwald e di Dachau. Attraverso questa meticolosa indagine i due scrittori sono riusciti a portare alla luce diversi dati di 1328 militari provenienti da Siena e dalla provincia che, dopo l’annuncio dell’armistizio con gli Alleati dell’8 settembre 1943, furono catturati dai tedeschi e deportati nei lager nazisti, dove vennero obbligati a svolgere del lavoro coatto per il Terzo Reich.

L’intento di Cortonesi e della Strunz è quello di raccontare attraverso i dati raccolti le tragiche storie di queste persone, rimaste nell’oblio per più di settant’anni. Quello dei militari italiani internati nei campi di lavoro nazisti è un dramma che spesso viene ignorato dai libri di storia, eppure si tratta a tutti gli effetti di una di quelle pagine del secondo conflitto mondiale che riguardano le sofferenze patite dai nostri connazionali, vale a dire dai nostri nonni e dai nostri bisnonni. I due autori spiegano che dopo l’armistizio questi soldati divennero vittime di cinici pregiudizi politici, poiché furono rinnegati dai fascisti, in quanto si erano rifiutati di entrare a far parte delle milizie della Repubblica di Salò, ma non vennero ben visti nemmeno da alcuni gruppi antifascisti, in quanto colpevoli di aver combattuto in guerra per conto del Duce.

Cortonesi e la Strunz dimostrano come invece spesso e volentieri questi soldati non erano altro che giovani ragazzi strappati alle loro famiglie per essere spediti dall’altra parte dell’Europa a combattere una guerra di cui sapevano o capivano ben poco. Fatti prigionieri dai soldati della Wermacht o dalle SS e mandati ai lavori forzati nei lager, i militari furono sottoposti ad una vita di fatica, stenti e privazioni. Una condizione ben diversa rispetto a quella degli ebrei deportati, in quanto non si trattava di uno sterminio programmato, ma non per questo meno ricca di sofferenze e meno pericolosa. In base ai dati presenti nel volume, delle 1328 persone catturate, appartenenti a Siena e alla provincia, circa l’11% morì durante la prigionia. Gli autori riportano che i sopravvissuti, una volta tornati a casa, difficilmente trovarono la forza di raccontare ai loro parenti il dramma che avevano vissuto, sia per questioni psicologiche, sia perché erano stati abbandonati dalle istituzioni italiane. Per questi motivi tante storie sconvolgenti, ma in certi casi anche commoventi, sono rimaste per moltissimo tempo sepolte nei meandri della storia.

L’obiettivo dei due autori è allora quello di dare giustizia e rendere omaggio a queste persone, le cui tragiche vicende sono state dimenticate troppo a lungo, senza utilizzare argomentazioni retoriche e politiche, ma lasciando semplicemente parlare i documenti che hanno raccolto durante dieci anni di duro lavoro.

La camicia presente sulla copertina del libro è appartenuta ad uno degli internati. Il colore blu stava ad indicare che il prigioniero non faceva più parte del gruppo degli internati militari, ma era stato spostato insieme ai civili.

Alla presentazione del libro, oltre a Cortonesi e alla Strunz, interverranno il sindaco di Casole Andrea Pieragnoli, l’assessore alla cultura Vittoria Panichi, il Presidente dell’ASSOARMA Siena Federico Pellegrino e il docente del Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali dell’Università di Siena Massimo Bianchi.

Vincenzo R. Battaglia

Pubblicato il 26 novembre 2019

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