A Chiasso vengono sequestrati 134 miliardi di dollari in bond americani. E scoppia un caso internazionale

Il 4 giugno scorso alla stazione ferroviaria internazionale di Chiasso, al confine tra Svizzera e Italia, durante una serie di controlli di routine contro il traffico illecito di capitali, i funzionari della Guardia di Finanza hanno sequestrato ben 134 miliardi di dollari (pari a oltre 96 miliardi di euro) in bond americani occultati nel doppio fondo di una valigia

 
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Il 4 giugno scorso alla stazione ferroviaria internazionale di Chiasso, al confine tra Svizzera e Italia, durante una serie di controlli di routine contro il traffico illecito di capitali, i funzionari della Guardia di Finanza hanno sequestrato ben 134 miliardi di dollari (pari a oltre 96 miliardi di euro) in bond americani, divisi in 249 bond della Federal Reserve statunitense, del valore nominale di 500 mln di dollari ciascuno, più 10 bond Kennedy da 1 mld di dollari ciascuno.

Il prezioso "malloppo" è stato trovato nel fondo di una valigia appartenente a due distinti signori giapponesi scesi alla stazione ferroviaria di Chiasso da un treno proveniente dall'Italia che, al momento del controllo doganale, hanno sostenuto di non avere nulla da dichiarare. La GdF ha diramato un comunicato: "Per i bond e la documentazione che li accompagnava, anch'essa sottoposta a sequestro, sono in corso indagini volte a stabilirne autenticità e provenienza. Ma, qualora i titoli risultassero autentici, in base alla vigente normativa, la sanzione amministrativa applicabile ai possessori potrebbe raggiungere i 38 miliardi di euro, pari al 40% della somma eccedente la franchigia ammessa di 10mila euro". In parole povere l'Italia potrebbe incassare 38 miliardi di euro.

A questo punto il mistero si infittisce. Il Tesoro statunitense ha subito dichiarato che i bond in questione sono falsi, facendo notare che l'enormità della somma degli stessi indica da sola che si tratta di contraffazioni. Senza considerare poi che da decenni i bond del Tesoro Usa non vengono più emessi in formato cartaceo. Ma i titolari italiani delle indagini la dovevano pensare diversamente, visto che hanno rilasciato i due giapponesi, e non lo avrebbero potuto fare se i bond fossero stati ritenuti falsi, visto che si sarebbe materializzato il reato di detenzione di titoli contraffatti, punito dal nostro ordinamento.

Adesso il caso sta scoppiando fuori dall'Italia, seguito dalle teorie più disparate, ma che in questa vicenda non sembrano affatto ridicole. Ci si chiede chi fossero i due giapponesi (sempre che non fossero di altra nazionalità), si parla di figure vicine alla Banca del Giappone che avrebbero cercato di recuperare almeno una parte del valore dei titoli per evitare un imminente rischio valutario legato al dollaro. Ipotesi apocalittiche si vanno inscenando in questa assurda vicenda che, neanche in un film, sembrerebbe credibile.


Da Repubblica.it
Bond Usa bloccati alla frontiera. I giapponesi: "Titoli da collezione"

Pubblicato il 29 giugno 2009

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