A Gambassi Terme il plastico ferroviario più grande della Toscana

Sullo sfondo di questo 'mondo in miniatura' le fotografie di San Gimignano, di Certaldo Alto e di Gambassi Terme, ma il resto è tutto inventato dal nulla

 
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«Ho cominciato nel 2011 per gioco, anzi, per far giocare mio figlio Filippo, da cui il plastico prende il nome. E poi piano piano si sono uniti altri amici, come Alessio Mancini, Alessandro Ciocca, Nicola Gattarelli, Davide Pistolese, Giancarlo Biondi. Mai avrei pensato a una cosa del genere. Ci siamo ingranditi sempre di più fino a quando, 3 anni fa, abbiamo deciso di aprirlo al pubblico, perché c’erano sempre più persone curiose di vederlo». Paolo Bartali, classe 1960, certaldese d’origine e gambassino d’adozione, ci racconta com’è nato il suo Plastico Ferroviario San Filippo. Lo ha costruito nel fondo di casa a Badia a Cerreto, a Gambassi Terme, prendendo spunto dalla passione trasmessagli dal babbo. Oggi, con quasi 80 metri quadrati, il plastico è diventato il più grande di tutta la Toscana.

Le visite, a ingresso gratuito, sono solitamente da ottobre ad aprile, mentre nel periodo estivo Paolo e gli altri si dedicano all’ampliamento, oppure ad altre novità da proporre. Ma quest’anno, visto il nuovo impianto e la bella stagione, si aggiungono eccezionalmente altre due date: sabato 5 e domenica 13 maggio 2018. «C’è anche un’altra novità - spiega Paolo - Siccome vengono sempre a trovarci tante famiglie, abbiamo pensato di creare accanto un’area giochi, con due trenini in miniatura funzionanti, per dare pure ai bambini più piccoli la possibilità di divertirsi».

Sullo sfondo di questo “mondo in miniatura” le fotografie di San Gimignano, di Certaldo Alto e di Gambassi Terme, ma il resto è tutto inventato dal nulla, frutto della fantasia e della creatività di Paolo e dei suoi collaboratori, che danno il nome alle varie stazioni del plastico. Vi si possono trovare il mare e la montagna, un castello arroccato sulla collina, i campi seminati. Ma la vera forza del progetto, quella che lo rende unico e che fa innamorare chi lo vede, sta nei piccoli dettagli: un ragazzo che esce dall’autobus mentre la portiera è ancora aperta, due persone che si baciano in mezzo a una piazza, il rafting che alcuni praticano sul torrente, il madonnaro che disegna per terra, la banda rock che suona la sera. Non mancano nemmeno la piscina coperta, la concessionaria, il McDonald o la cabina telefonica. Ci sono addirittura un luna park (solo la ruota panoramica si compone di 1.400 pezzi), una mongolfiera e una funivia incidentata con tanto di elisoccorso e Vigili del Fuoco, geniale espediente architettato per rimediare a un difetto. Le locomotive hanno tutte i fari, vanno sia avanti che indietro, si fermano un minuto in ogni stazione per far scendere i passeggeri.

Alessio mostra orgoglioso una “chicca”: la cabina delle fototessere, che verrà realizzata prossimamente. E poi la possibilità di vedere il plastico come se fosse giorno e come se fosse notte, con le luci accese nelle case, le strade e i luoghi pubblici illuminati dai lampioni.

I particolari che animano quest’opera sono talmente tanti che è difficile, se non impossibile, coglierli tutti insieme. Quando non sono acquistati, sono realizzati con materiali comuni, come uno zerbino, del cartone rigato, la segatura, la carta da cucina, oppure della cartapesta. Tutto rigorosamente a spese proprie, sostenute dalle offerte che di volta in volta lasciano i visitatori.

Un simile impegno richiede tempo e dedizione continui non soltanto per le giornate di apertura. «Ci troviamo regolarmente - dice il suo inventore - due sere dopo cena ogni settimana. Tra una birra e quattro chiacchiere mandiamo avanti i lavori, soprattutto per pulire i binari e le locomotive, perché altrimenti c’è il rischio che il meccanismo non funzioni».

«Ne hanno parlato riviste specializzate e di settore - conclude Paolo – Abbiamo una pagina Facebook che aggiorniamo costantemente e che vanta oltre 10mila “mi piace”. Solo all’inaugurazione di quest’anno abbiamo contato circa 500 presenze e ogni volta che apriamo ci sorprendiamo di come sia diventato conosciuto il nostro progetto. Vengono a vederlo da tutta la Toscana e non solo. Negli ultimi mesi sono accorsi da Latina, da Vicenza, da Forlì, da Perugia. Le persone ci hanno regalato i cappelli, una cravatta, il giubbotto da ferroviere, il volante di un treno, le tabelle che mettevano una volta nelle carrozze».

Il Plastico Ferroviario di San Filippo, insomma, è diventato nel tempo una vera e propria attrazione turistica, un luogo di richiamo per valdelsani e non solo, ottenendo il patrocinio del Comune di Gambassi Terme e quello della Via Francigena.

Per maggiori informazioniwww.plasticoferroviario.com - paolobartali1960@gmail.com

Nella foto da sinistra Paolo Bartali, Alessandro Ciocca, Alessio Mancini

Pubblicato il 29 aprile 2018

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